Coronavirus. 11 settembre. 1616 nuovi casi, 10 decessi e 175 in intensiva, 2280 i focolai attivi. Allarme in India, Spagna e Francia, mentre Israele dispone un secondo lockdown

Coronavirus. 11 settembre. 1616 nuovi casi, 10 decessi e 175 in intensiva, 2280 i focolai attivi. Allarme in India, Spagna e Francia, mentre Israele dispone un secondo lockdown

Nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 1.616 nuovi casi, con mille malati in più in un solo giorno e i ricoverati in terapia intensiva che continuano ad aumentare e ora sono arrivati a 175 mentre un mese e mezzo fa erano fermi a 38. Stabile, invece, l’incremento delle vittime: 10 in più, come giovedì. Ma sono i dati del monitoraggio settimanale a preoccupare. In Italia ci sono 2.280 focolai attivi, 691 dei quali nuovi, e più o meno dal 16 agosto l’indice di diffusione del virus a livello nazionale ha fatto registrare un “lento e costante” incremento attestandosi, nel periodo 20 agosto-2 settembre, all’1,14. Non solo. Ci sono altri due dati che devono far scattare più di un campanello d’allarme: l’età media che si rialza ed è ora a 35 anni, con il 28% dei malati nelle ultime due settimane che ha più di 50 anni – sintomo di una “maggiore trasmissione in ambito domiciliare/familiare con circolazione anche in persone con età più avanzata” – e la crescita dei pazienti ricoverati. “A livello nazionale – dice l’Iss – il tasso di occupazione in area medica è aumentato dall’1% al 2%” e quello “nelle terapie intensive dal 2 al 3%, con valori superiori al 5% per alcune regioni”. La conclusione degli scienziati è in linea con il ministro Speranza: “in questi mesi dobbiamo resistere” dice il ministro. E per farlo non solo vanno mantenute tutte le misure “di prevenzione e controllo già adottate” ma, sottolinea l’Iss, bisogna “essere pronti alla attivazione di ulteriori interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento”. Significa chiusure localizzate e una stretta sugli arrivi in Italia, con tamponi e quarantena obbligatoria che potrebbero riguardare anche altri paesi europei, a partire dalla Francia.

La situazione nel mondo. Sale l’allarme in India, Spagna e Francia, mentre Israele dispone il secondo lockdown

Più di 28 milioni di persone sono state colpite dal Covid-19 dalla sua apparizione nella provincia cinese dell’Hubei verso la fine dello scorso anno. Di queste, secondo il contatore della Johns Hopkins University, 909.479 hanno perso la vita mente 18.992.383 sono tornate negative al tampone, ma una quota non insignificante di questa ha riportato dei danni collaterali in molti casi di grave entità. Gli Stati Uniti risultano il Paese più colpito con 6.396.039 contagiati e con 191.766 vittime. Per contagi seguono India, Brasile e Russia. Più di 12.000 nuovi casi di Covid-19 sono stati accertati oggi in Spagna, secondo l’ultimo rapporto pubblicato dal Ministero della Salute, una cifra che costituisce un record in questo paese dall’inizio della pandemia. La Spagna è stato il primo paese dell’Europa occidentale a superare mezzo milione di casi questa settimana. In totale, oggi sono stati registrati 566.326 casi, ovvero 12.183 casi in più rispetto al rapporto pubblicato giovedì, “il maggior numero di casi positivi rilevati dall’inizio della pandemia”, secondo il quotidiano di Madrid El Paìs. Sono stati 9 406 i nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore in Francia, in calo rispetto ai 9.843 di ieri, secondo quanto indicato da Santé Publique France. Forte aumento dei decessi, che sono stati 40 da ieri, per un totale di 30.893. Tornano invece a calare i nuovi ricoveri in ospedale, che sono stati 155 nelle ultime 24 ore contro i 352 di ieri. In ribasso anche gli ingressi in rianimazione, che ieri erano stati 54 e oggi sono stati 18.  A ripercorrere la strada dello scorso inverno è toccato invece per primo ad Israele. Da modello nella lotta alla malattia circoscritta con un lockdown quasi di tipo militare, lo stato ebraico – a fronte di contagi sui 4mila casi al giorno su una popolazione di circa 8 milioni di persone – ha dovuto dopo molti tentennamenti e forti resistenze scegliere alla fine di chiudere di nuovo. Il Comitato interministeriale presieduto da Ronni Gamzu ha così chiesto al governo, che varerà il provvedimento domenica prossima a meno di clamorose retromarce, un blocco totale. Nella fase iniziale il lockdown durerà due settimane e riguarderà la festa di Rosh ha-Shanà (il Capodanno ebraico) ed il digiuno di Kippur. Gli israeliani non potranno allontanarsi dalle proprie abitazioni per oltre 500 metri. Il sistema educativo sarà chiuso e così lo saranno anche tutti gli esercizi privati non indispensabili. Le preghiere potranno essere tenute solo all’aperto o in spazi ritenuti idonei dalle autorità sanitarie. Anche l’Austria è alle prese con l’aumento delle infezioni, quindi da lunedì applicherà regole più rigide. Il cancelliere Sebastian Kurz ha annunciato che le mascherine saranno obbligatorie in tutti i luoghi chiusi pubblici, anche nei corridoi delle scuole (non nelle classi). Limiti anche ai raduni, all’aperto e al chiuso. L’Austria ha registrato per due giorni consecutivi circa 650 nuovi casi, più della metà a Vienna, mentre il totale è di 32 mila casi e 750 decessi.

‘Science’: Il Covid in Italia non viene dalla Germania ma direttamente da Wuhan 

Non sarebbe stato l’ormai celebre imprenditore bavarese a portare in Italia il nuovo coronavirus. L”assoluzione’ arriva da uno studio internazionale pubblicato su ‘Science’ e guidato da ricercatori della University of Arizona, che ha ricostruito il modo in cui il virus è arrivato negli Stati Uniti e in Europa, analizzando e comparando le sequenze dei virus circolanti e realizzando modelli matematici ad hoc. Ebbene, per quanto riguarda l’Italia, “contrariamente alle speculazioni, il focolaio tedesco non è stato la fonte dell’epidemia nel Nord Italia che si è diffusa ampiamente in tutta Europa e alla fine a New York e nel resto degli Stati Uniti”. “Si tratta di un lavoro molto interessante. E’ vero che i modelli matematici hanno dei limiti, ma l’analisi delle sequenze punta su una prevalenza dell’origine cinese dell’epidemia in Italia: consideriamo che i voli Milano-Wuhan spostavano migliaia di persone”, commenta il virologo dell’Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco. Dunque “in parte una ‘penetrazione’ della linea tedesca c’è stata, ma molto meno rispetto all’arrivo direttamente dalla Cina”, aggiunge l’esperto. Per ricostruire lo sviluppo della pandemia, gli scienziati hanno eseguito programmi al computer che hanno simulato l’epidemiologia e l’evoluzione del virus. “Questo ci ha permesso di riavvolgere il nastro e vedere come si è manifestata l’epidemia, più e più volte, e quindi di controllare gli scenari che emergono nelle simulazioni rispetto ai modelli che vediamo nella realtà”, ha detto Worobey.  Il 20 gennaio un dipendente di una società di forniture automobilistiche della Baviera, in Germania, è arrivato in aereo per un incontro di lavoro da Shanghai, in Cina, portando inconsapevolmente con sé il virus, che alla fine ha portato all’infezione di 16 colleghi. Anche in quel caso, una risposta rapida ha impedito all’epidemia di diffondersi ulteriormente, si afferma nella ricerca. Gli autori mostrano anche che la rotta Cina-Italia-Stati Uniti ha innescato cluster di trasmissione sulla costa orientale leggermente più tardi a febbraio, rispetto al movimento del virus dalla Cina agli Stati Uniti che ha determinato l’epidemia nello Stato di Washington. Lo studio ha permesso di valutare l’efficacia delle misure adottate, ad esempio nel caso bavarese, “che si sono rivelate efficaci e dovrebbero servire da modello per le future risposte a malattie emergenti che hanno il potenziale per degenerare in pandemie mondiali”. Insomma, per il co-autore Philippe Lemey dell’Università di Lovanio (Belgio), questo studio conferma che “un massiccio sistema di test e identificazioni dei casi rappresenta un’arma potente” contro queste minacce.

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