Chiesa. Papa Francesco annuncia la nuova enciclica, cinque anni dopo la Laudato si’. Si chiamerà “Fratelli tutti”

Chiesa. Papa Francesco annuncia la nuova enciclica, cinque anni dopo la Laudato si’. Si chiamerà “Fratelli tutti”

L’enciclica sulla pandemia viene pubblicata con modalità che la dicono lunga su come la pandemia non sia per nulla finita. Papa Francesco sarà ad Assisi il 3 ottobre; da lì firmerà la sua terza lettera circolare ai cristiani e agli abitanti del Pianeta tutti, perché questa volta immaginare che si rivolga solo ai primi sarebbe davvero un eccesso di understatement. Bergoglio, in questi lunghi mesi, ha parlato all’uomo di ogni latitudine, perché ad ogni latitudine il morbo ha colpito. Non può che proseguire su questa strada: “Fratelli tutti” saranno le prime parole del documento. Tutti insieme: bisogna essere pronti al dopo anche se, per l’appunto, il dopo non è ancora iniziato, o sta solo muovendo i primi passi. Lo si evince dai fatti: l’enciclica non è stata annunciata dal Vaticano, ma da chi ospiterà l’evento, i frati del Sacro Convento. Dalla Sala Stampa vaticana si è subito precisato quanto segue: il Pontefice non desidera assembramenti di fedeli, proprio a causa della situazione sanitaria, ergo si tratterà di visita in forma privata.

Ecco il motivo per cui tutto avrà luogo il 3 d’ottobre e non il giorno successivo, quando cioè il calendario impone si festeggi il Santo di cui Bergoglio ha scelto di portare il nome. Presentarsi nella Basilica superiore il 4 avrebbe significato aggiungere confusione alla confusione, assembramento all’assembramento. Gli ammalati sono già molti, non creiamo occasioni prossime per il contagio. Quindi solo telecamere, una messa sulla tomba del Santo e la firma sotto gli sguardi compartecipi dei frati. Somiglierà, per intenderci, alla cerimonia quasi intima con cui il Papa ha pubblicato lo scorso dicembre le sue delicate riflessioni sul presepe. Anche allora un luogo francescano: Greccio. Chissà tra un mese che dirà, ma c’è da scommettere che le riflessioni saranno non poco urticanti per molte orecchie abituate semmai al complimento. Intendiamoci: nessun dito puntato, nessuna scomunica, men che meno condanne ad personam. Sarebbe il contrario del metodo bergogliano, fatto di inculturazione e passeggiate paoline per le strade di Atene. Ma l’annuncio è annuncio, e sugli errori dell’uomo che hanno portato a questo flagello globalizzato non si può tacere. Del resto, il Papa ha già cominciato a spiegarsi.

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