Scuola. Al caos del reclutamento dei docenti si aggiungono i pochi test effettuati. Sindacati contro il Ministero: “decisioni pervenute troppo in ritardo”

Scuola. Al caos del reclutamento dei docenti si aggiungono i pochi test effettuati. Sindacati contro il Ministero: “decisioni pervenute troppo in ritardo”

Manca davvero poco alla riapertura delle scuole in tutta Italia, ma sono ancora molti i problemi da risolvere, mentre continuano le polemiche riguardanti soprattutto i test sierologici, facoltativi, per i docenti e il personale scolastico. ”Siamo in ritardo su tutto nella scuola, anche sui test” sottolinea la segretaria nazionale della FLC Cgil, Francesca Ruocco. ”L’avvio dell’anno scolastico è necessario in presenza e sicurezza – aggiunge Ruocco – perché bisogna garantire il diritto all’istruzione ma anche il diritto alla salute per tutti, studenti e insegnanti. I ritardi accumulati sono molti, a cominciare dalle necessità delle risorse per l’edilizia scolastica, all’organico aggiuntivo e all’individuazione di nuovi spazi, ai turni e agli arredi, alle mascherine di protezione e l’igienizzazione’. ‘Si tratta di tutte cose già individuate da tempo, in particolare da aprile, e invece si è perso tempo – aggiunge Ruocco -. Il principale responsabile è il ministero dell’Istruzione. Ora a settembre si parte solo con i docenti di ruolo e mancano circa 201 mila docenti. Si poteva far partire a settembre subito le supplenze, che invece finiranno per essere operative solo ad ottobre o novembre. Sui test sierologici non abbiamo dati oggettivi – continua Ruocco – ma molti stanno facendo i test che peraltro è gratuito. Anche qui siamo arrivati in ritardo e troppo vicino alla data della riapertura della scuola”.

C’è molta confusione e tante difficoltà nella gestione del reclutamento dei docenti perché le operazioni gestite con i nuovi strumenti informatici sono andate in tilt in diverse regioni” annuncia Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl scuola evidenziando di aver avuto notizia da alcuni segretari regionali del “rifacimento di tutte le nomine ad oggi effettuate. Purtroppo i programmi enunciati con tanta enfasi dal ministero, non sembra hanno funzionato dovunque”. “In molte regioni la realtà è che le procedure di assunzione stanno mettendo in evidenza la difficoltà di avere i docenti in cattedra il 1 settembre – continua Gissi – cosa che come sindacato avevamo più volte preannunciato. Non ci sono candidati nelle graduatorie da concorso e nelle Gae, e i posti saranno ancora una volta coperti da supplenze: qualche esempio, in Sicilia su 3184 nomine si potranno coprire poco più di duemila posti e in Friuli su 2046 assunzioni non si supereranno le 500 unità”. Situazione difficile anche per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno. “Su 1347 posti di sostegno in Toscana, per esempio, è stato possibile assumere 32 docenti e in Piemonte su 2008 solo 2, – evidenzia Gissi – il nostro grido d’allarme alle famiglie con disabili e alle associazioni che rappresentano le fragilità dei portatori di handicap: con tanti specializzati di sostegno e altrettanti precari con anni e anni di esperienza, lasciare ancora una volta alle supplenze il rapporto delicato con i bambini e i ragazzi disabili è un elemento per noi veramente scandaloso”.

I presidi dei vari istituti sono poi alle prese anche con la gestione dell’arrivo dei nuovi banchi, monoposto e, in alcuni casi, a rotelle. E i sindacati denunciano la grande confusione che ancora regna nell’organizzazione del rientro a scuola in presenza e in sicurezza. A Roma, Frère Alessandro Cacciotti, direttore del Collegio San Giuseppe-Istituto de Merode, ha parlato di ”confusione totale legata ai test. Come, dove e quando li devono fare questi esami? Non si sa nulla, avevo sentito la Asl Roma1 tempo fa, poi mai più. Sono contrario anche ai sierologici facoltativi, dovrebbero essere obbligatori per tutti, compresi gli studenti. Alcuni ragazzi sono risultati positivi in giro per il mondo quest’estate e non è nemmeno prevista l’obbligatorietà per loro. Per fortuna, molti li stanno facendo per conto proprio a loro spese”. Nel corso della giornata, poi, lo stesso Cacciotti ha raccontato di aver ricevuto la telefonata che aspettava da parte della Asl di riferimento e di aver risolto il problema. Attesa anche ai licei romani ‘Mameli’ e ‘Azzarita’ e al ‘Polo Tecnologico Economico’ di via Caposile, dove il preside di tutti e tre gli istituti, Roberto Gueli, ”attende la chiamata delle Asl. Verranno infermieri qui e li faranno a docenti e personale. Noi stiamo facendo tutto il possibile per garantire il massimo della sicurezza entro il 14 settembre, in primis ai ragazzi. È la cosa più importante. Non c’è né ottimismo, né disfattismo. Vediamo quello che succede”. Sulla stessa lunghezza d’onda il preside del liceo ‘Antonio Genovesi’ di Napoli, Vittorio Delle Donne, che spiega di ”aver comunicato a tutti i docenti la possibilità di eseguire i test” e che il ragionamento al momento è incentrato soprattutto sulla ”possibilità di ridurre e alleggerire la didattica in presenza a massimo 4 o 5 ore consecutive, perché è difficile immaginare che i ragazzi possano restare seduti 6 o 7 ore con la mascherina, o senza mascherina ma senza potersi muovere e indossandola appena si alzano”. “Noi poi abbiamo la fortuna – aggiunge Delle Donne- di stare nel centro storico di Napoli, quindi cercheremo di cadenzare tutta una serie di uscite che nel corso dell’anno preventiviamo sempre di fare”. Duro anche il commento del presidente regionale dell’Associazione regionale dei Dirigenti scolastici Sardergna, Anna Maria Maullu, che dirige l’Istituto professionale per i servizi sociali ‘Sandro Pertini’ di Cagliari. “Non possiamo dire che la scuola sarda sia pronta alla riapertura, il prossimo 22 settembre, ma certamente che ha lavorato tutta l’estate per esserlo”, dice. “I nostri insegnanti non sono contrari al test – prosegue – in Sardegna le resistenze nascono dal fatto che non si capisce chi debba farli”. “Noi ci stiamo muovendo, come tutti i colleghi, per cercare di organizzare il tutto al meglio, ma con la sensazione di essere su terreno scivoloso e instabile, anche a causa dei segnali di una ripresa del contagio”. A raccontarlo è Paolo Bernardi, dirigente scolastico dell’Istituto tecnico commerciale statale ‘Rosa Luxemburg’ di Bologna.

 

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