Migranti, Sicilia. Cresce la tensione tra il presidente Musumeci e il Viminale sulla chiusura degli hotspot. Caritas diocesana e Cgil: disumano

Migranti, Sicilia. Cresce la tensione tra il presidente Musumeci e il Viminale sulla chiusura degli hotspot. Caritas diocesana e Cgil: disumano

Cresce la tensione tra il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e il Viminale sulla questione migranti, dopo che il ministero dell’Interno ha dichiarato ‘nulla per mancanza di competenza’ l’ordinanza di sgombero degli hotspot firmata, sabato notte, dal presidente siciliano. “Il Viminale non può dire che non abbiamo competenza in materia di migranti”, minaccia Musumeci. “Aspetteremo fino a mezzanotte. Non posso dare ordini alla polizia, ma se i soggetti chiamati a dare attuazione non dovessero farlo a noi rimane solo una strada: rivolgerci alla magistratura perché ci troveremo di fronte a una palese omissione. Se il governo dovesse impugnare l’ordinanza, faremo valere le nostre ragioni. Se invece ci viene incontro, può chiederci alcuni giorni per ricollocare i migranti e mettere i sigilli in tutti i centri di accoglienza. Se non lo farà lo faremo noi”. A preoccupare il presidente Musumeci è soprattutto l’escalation degli sbarchi delle ultime settimane: solo a luglio sono arrivati 7.067 migranti e fino a metà agosto ne erano arrivati altri 3 mila, contro i 1.268 di luglio 2019 e i mille del mese di agosto di un anno fa. Il Viminale ha affidato la risposta ad una nota in cui spiega che “la gestione di un fenomeno complesso come quello migratorio richiede la proficua collaborazione tra i diversi livelli di governo e grande senso di responsabilità per dare risposte concrete alle esigenze e alle preoccupazioni manifestate dalle comunità locali. Il ministero dell’Interno è da sempre direttamente impegnato per ridurre l’impatto della forte pressione migratoria sulla Sicilia, dovuta ai numerosi sbarchi autonomi legati alla crisi tunisina, rispetto alla quale il governo si è attivato per trovare ogni utile soluzione. Da luglio scorso sono stati trasferiti in altre regioni circa 3500 migranti sbarcati sulle coste siciliane e ospitati nei centri di accoglienza dell’isola. La sicurezza, anche sotto il profilo sanitario, delle comunità locali è obiettivo prioritario del Viminale”.

Diocesi di Palermo: Musumeci è contro l’umanità e il Vangelo

La Caritas diocesana di Palermo e l’Ufficio Migrantes esprimono “forte preoccupazione e fermo dissenso” nei confronti dell’ordinanza del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci. “Ciò che preoccupa nel testo del provvedimento, e nelle dichiarazioni rese alla stampa per presentarlo – spiegano – è l’argomentazione solo in apparenza logica ma in realtà deficitaria sul piano razionale, nonché su quello umano ed evangelico. Il disagio, il dolore, la fatica vengono giustamente attribuiti agli abitanti delle nostre isole senza prendere però in considerazione anche lo stato e il destino di migliaia di donne, di bambini e di uomini in fuga dalla fame e dalle guerre, che concludono in Sicilia, in maniera indegna, un lungo esodo in cerca di libertà e di vita buona”. L’ordinanza, piuttosto, dicono gli organismi della Diocesi di Palermo, “invece sceglie la via dell’ennesima negazione del diritto umano alla mobilità, la via mistificante di una nuova cosciente discriminazione”. Tutti ricordano, aggiungono, “come la Regione Sicilia aveva nei mesi scorsi, per bocca dello stesso presidente, prefigurato misure di controllo severissime per i turisti orientati a trascorrere le loro ferie in Sicilia (trovandosi tra costoro, anche persone provenienti da paesi ad alta diffusione primaria del covid). Di quel che fu preannunziato a maggio finora non si è visto nulla, né si sono messi in atto protocolli di sicurezza volti ad evitare assembramenti o altre forme di pericolosa promiscuità”. Ma se coloro che provengono dai paesi del Nord del mondo, interessati fortemente dal coronavirus, possono muoversi ed entrare liberamente in Sicilia, si chiedono la Caritas diocesana di Palermo e l’Ufficio Migrantes, perché i migranti no? “Al contrario, quanti provengono dai paesi del Sud del mondo, quanti sono sottoposti giornalmente allo sfruttamento dell’Occidente, quanti hanno ‘ricevuto’ il covid dal Nord del pianeta, come una ennesima piaga, costoro no, non possono muoversi liberamente: rappresentano un pericolo sanitario. I poveri sono dunque pericolosi, devono essere discriminati, mentre proprio il covid ci ha insegnato che di fronte alla malattia siamo tutti uguali, che il virus non distingue i ricchi dai poveri, e si diffonde tra gli uni e tra gli altri, a causa degli uni e a causa degli altri, senza differenze di sorta”. Con l’ordinanza si trasmette dunque “un messaggio intimamente sbagliato e antropologicamente pericoloso. Intimamente sbagliato, perché si attribuisce ai migranti la responsabilità di una diffusione del contagio che casomai è da attribuire alla mancanza di protocolli e di misure adeguate a tutelare i cittadini dell’Isola e chiunque venga in Sicilia dall’Italia e dall’estero. Antropologicamente pericoloso, perché equipara i poveri agli untori e divide ancora una volta l’umanità in due, inconsapevolmente preparando e non evitando la catastrofe planetaria che verrà da un mondo disunito e disumano”.

Giuseppe Massafra, segretario nazionale della Cgil: Musumeci scarica su incolpevoli l’incapacità di risolvere i problemi 

C’è qualcosa di peggio di una politica incapace di risolvere i problemi di cui ha la responsabilità di occuparsi, ed è la scelta di rifugiarsi, di fronte alle proprie mancanze, in una strumentalizzazione di comodo che punta il dito contro gli incolpevoli, afferma il segretario confederale della Cgil nazionale, Giuseppe Massafra. ”È un film che stiamo vedendo spesso da qualche anno a questa parte, – prosegue il dirigente sindacale – ma il cui copione riesce sempre a sorprendere. Come con l’ordinanza del governatore della Sicilia, Musumeci, con la quale si vuole scaricare sui migranti la responsabilità dell’aumento dei contagi in Sicilia”. “Un’ordinanza -aggiunge Massafra- illegittima, perché affronta questioni fuori dalla propria competenza, come ha giustamente rilevato il Viminale, ma anche inaccettabile perché dimostra la totale incapacità di gestire l’emergenza sanitaria. Infatti, invece di intervenire su controlli e sulle misure di contenimento, soprattutto per quel che riguarda i flussi turistici, ci si accanisce sui migranti i quali sono tutti sottoposti alle procedure di accertamento sanitario e di contenimento all’interno degli hotspot”. “Semmai – sottolinea il segretario della Cgil – la questione è proprio come garantire condizioni di permanenza dignitose. E vorremmo ricordare al governatore della Sicilia, che la scelta di concentrare negli hotspot i migranti è il frutto dello sgretolamento delle forme di accoglienza diffusa dopo l’applicazione dei decreti sicurezza di matrice salviniana”. “Riteniamo profondamente sbagliato e ignobile – conclude Massafra – quanto disposto dal governatore della Sicilia e pensiamo che il governo debba impugnare un’ordinanza sbagliata e ingiusta. Ricordiamo a Musumeci e ai tanti masticatori di odio che quest’estate ci dimostra che il virus predilige aerei e traghetti di linea, non i barconi, e per questo la politica dovrebbe promuovere la responsabilità individuale e collettiva piuttosto che cercare capri espiatori”.

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