Israele. Accordo di pace con gli Emirati Arabi Uniti. Autorità palestinese, rifiuto e condanna accordo: non cancella l’annessione della Cisgiordania

Israele. Accordo di pace con gli Emirati Arabi Uniti. Autorità palestinese, rifiuto e condanna accordo: non cancella l’annessione della Cisgiordania

Israele e gli Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto “un accordo storico di pace per la piena normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi” che, secondo Abu Dhabi, ferma l’annessione dei territori della Cisgiordania. Ma il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, pur sottolineando la “giornata storica”, ha precisato che l’annessione “non è stata cancellata ma solo rinviata”. Per il presidente americano, Donald Trump, è “una svolta enorme” e gli sceicchi degli emirati lo definiscono un “passo audace” per la pace nella regione. Così viene presentato l’accordo che sigla non solo la pace e la piena normalizzazione tra i due Paesi ma congela anche la tanto contestata annessione da parte di Israele dei territori della Cisgiordania. E protagonista del successo diplomatico è il presidente americano che ha dato per primo la notizia pubblicando la nota congiunta in un tweet. E per capitalizzare il traguardo diplomatico anche in campagna elettorale ha annunciato che “la firma si terrà nelle prossime settimane con una cerimonia alla Casa Bianca”. Non è tutto. Ha anche promesso che, “se rieletto”, porterà a casa “un accordo con l’Iran entro trenta giorni”. Tornando al Medio Oriente, l’iniziativa non piace però ai palestinesi. Al momento si sono espressi Hamas, la Jihad islamica, i comitati di resistenza e l’Olp che l’hanno definita “un’iniziativa che non serve alla causa palestinese”. Per Hamas “incoraggia l’occupazione a negare i diritti del popolo palestinese”. Secondo la Resistenza di Gaza, “l’accordo rivela le dimensioni della cospirazione contro il popolo palestinese, ed è una pugnalata infida e velenosa alle spalle della nazione”. L’Autorità nazionale palestinese esprime “forte condanna e rifiuto dell’accordi di pace annunciato da Usa, Emirati e Israele”. In una nota, di cui dà conto l’agenzia Wafa, l’Anp scrive che gli “Emirati Arabi Uniti o qualsiasi altra parte non hanno il diritto di parlare a nome del popolo palestinese”. Il presidente palestinese Abu Mazen ha convocato un vertice di emergenza dopo l’annuncio dell’accordo raggiunto da Israele con gli Emirati arabi uniti per la piena normalizzazione dei rapporti bilaterali. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa, precisando che è attesa una dichiarazione ufficiale al termine dell’incontro.

L’iniziativa fa degli Emirati il primo Stato del Golfo a normalizzare i rapporti con Tel Aviv e il terzo Paese arabo con cui Israele intrattiene relazioni diplomatiche dopo gli accordi di pace con Egitto e Giordania. Il controverso piano di Trump, presentato a gennaio, offriva a Israele la possibilità di annettere territori e insediamenti ebraici in Cisgiordania, considerati illegali dal diritto internazionale. “Una enorme svolta”, ha twittato il capo della Casa Bianca, definendolo un “accordo di pace storico tra i nostri due grandi amici”. Israele ha accettato di “porre fine all’ulteriore annessione dei territori palestinesi” come parte del piano per normalizzare le relazioni, ha twittato il principe ereditario di Abu Dhabi. “Un passo audace verso la soluzione a due Stati”, ha aggiunto. “La nostra politica di annessione della Cisgiordania non è cambiata, in accordo con Washington. C’è stata una chiara richiesta di temporeggiare nell’annessione ma non è stata cancellata dall’ordine del giorno”, ha precisato il premier israeliano, Netanyahu. “Non ho tolto e non voglio togliere la sovranità sulla Cisgiordania dall’ordine del giorno. Come ho portato la pace con uno Stato arabo, porterò la sovranità. Non rinuncerò al nostro diritto sulla nostra terra”, ha chiarito. Tuttavia anche Netanyahu esulta per l’accordo. “Abbiamo scelto una strada di pace per la pace. Gli Emirati investiranno in Israele ed è un fatto importante per la nostra economia”, ha spiegato. Inoltre, “la collaborazione sarà ampia in tutti i campi, da quello diplomatico a quello turistico”. E il leader del Likud punta a convincere “tanti altri Stati arabi e islamici a unirsi all’accordo”. Ed è probabile che già la prossima settimana i leader dei due Paesi si incontrino a Gerusalemme. Da parte sua, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, alleato sia di Abu Dhabi che di Washington, ha accolto con favore il compromesso annunciato. Negli ultimi anni Israele ha sviluppato una cooperazione informale con economie regionali come il Bahrein, gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita, con cui cerca di normalizzare le sue relazioni.

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