Genova ricorda i morti sul Ponte Morandi. M5S: su Rousseau il voto, sì ai mandati plurimi, le alleanze dividono. Tridico, Inps, rilancia, altri 40 mila furbetti del bonus, non solo politici

Genova ricorda i morti sul Ponte Morandi. M5S: su Rousseau il voto, sì ai mandati plurimi, le alleanze dividono. Tridico, Inps, rilancia, altri 40 mila furbetti del bonus, non solo politici

Genova ha ricordato con commozione e rispetto le 43 vittime del crollo del ponte Morandi nel secondo anniversario della tragedia. La lunga giornata di commemorazioni, iniziata questa mattina con la messa celebrata dall’arcivescovo Marco Tasca nella chiesa di San Bartolomeo di Certosa, è proseguita con l’inaugurazione della Radura della Memoria sotto al nuovo ponte di Genova, alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e con lo scoprimento di una targa con i nomi delle 43 vittime a Palazzo Tursi, sede del Comune. “Vogliamo che le nostre infrastrutture siano sempre più sicure – ha affermato Conte – e simili tragedie non si debbano più ripetere. La politica quando promette rischia di creare delle delusioni. Io posso dire – ha sottolineato il premier – che noi ci siamo assunti la responsabilità di non lasciare Genova sola, ci siamo impegnati affinché Genova possa rinascere e vogliamo che vengano accertate la verità e le responsabilità per quanto è accaduto”. La presenza del presidente del Consiglio, che il 3 agosto era già stato a Genova per l’inaugurazione del nuovo viadotto autostradale sul torrente Polcevera, è stata particolarmente apprezzata dai familiari delle vittime, che non hanno risparmiato un duro attacco alla società Autostrade. “A noi ha colpito molto la presenza del capo del governo – ha spiegato la portavoce del Comitato dei parenti delle vittime, Egle Possetti – perché tutti ci avevano detto che difficilmente sarebbe venuto visto la vicinanza con il giorno dell’inaugurazione. Ci speravamo come segnale di presenza e di vicinanza dello Stato. Per noi è stato molto importante”. “In questi due anni – ha aggiunto la portavoce del comitato durante l’inaugurazione della Radura della Memoria – abbiamo ascoltato dichiarazioni di profonda arroganza da parte di chi ha gestito e gestisce questa infrastruttura, da parte di chi non ha chiesto scusa in tempi umanamente accettabili, l’arroganza di chi afferma di essere trattato come una cameriera, oltre a millantate manie di persecuzione e alla pretesa di ricostruire il nuovo ponte. Per fortuna questa assurda pretesa – ha ricordato Possetti – è stata stralciata dalla massima Corte”. “Non possiamo continuare a farci umiliare – ha concluso la portavoce dei familiari delle vittime – è necessario che il nostro Paese al completo, compresi gli imprenditori che lavorano con responsabilità, possa ripartire per uscire dal baratro nel quale è stato fatta precipitare anche la nostra credibilità. Dovremo essere in grado di mettere all’angolo un sistema marcio che ha permesso il crollo del ponte”. La giornata dedicata alla memoria delle “43 vittime innocenti”, come riporta la targa commemorativa posizionata nell’atrio di Palazzo Tursi, si concluderà questa sera con tre diverse fiaccolate aperte a tutti i cittadini genovesi, che partiranno dai quartieri più colpiti dalla tragedia e raggiungeranno la Radura della Memoria per un momento di commemorazione collettiva.

M5S: base convinta sui sindaci ma le alleanze dividono

Il M5s porta a casa due Sì degli iscritti che su Rousseau sono stati chiamati a votare per il via libera all’azzeramento del primo mandato da consigliere per i sindaci che vogliano ricandidarsi e per autorizzare alleanze con i partiti a livello territoriale. E’ una vittoria netta in termini di percentuali dei consensi ma molto meno entusiasmante dal punto di vista della partecipazione al voto. Meno di 40 mila iscritti hanno infatti promosso la ricandidatura dei sindaci mentre sono sotto quota 30 mila i Sì alla possibilità di stringere intese sui territori. E questo nonostante il voto fosse su due principi cardine delle regole che si è dato il Movimento. Tanto per fare un esempio, il voto favorevole all’alleanza con il Pd per consentire la nascita del governo Conte bis ottenne nelle urne on-line di Rousseau più di 63 mila voti. In totale, a questa tornata referendaria su Rousseau, considerata anche la convocazione a sorpresa in piena estate e senza quindi una adeguata pubblicizzazione, ha coinvolto un totale di 48.975 aventi diritto al voto. In occasione del “referendum” sul Conte bis i votanti furono 79.634 su una base di aventi diritto che, all’epoca, contava 117.194 iscritti. Ammesso che in un anno gli iscritti non siano aumentati, la votazione per il secondo mandato dei sindaci ha quindi avuto il consenso di circa un terzo. Ancora meno, circa un quarto, l’ok alle intese con il Pd a livello territoriale. Nel dettaglio il quesito che chiedeva di impegnare il capo politico ed il Comitato di Garanzia a modificare il cosiddetto mandato zero, escludendo dal conteggio del limite dei 2 mandati elettivi, un mandato da consigliere comunale, municipale o di presidente di Municipio, ha ottenuto 39.235 voti favorevoli, pari all’80,1% dei votanti e 9.740 voti contrari, il 19,9 % del totale dei voti espressi. Il secondo quesito, quello che chiedeva il consenso alla proposta del capo politico di valutare, sentito il Comitato di Garanzia, la possibilità di alleanze per le elezioni amministrative, oltre che con liste civiche, anche con i partiti tradizionali, ha ottenuto 29.196 Sì, pari al 59,9 % dei voti espressi e 19.514 No, il 40,1 % dei votanti.

Furbetti del bonus: l’Antifrode indaga su altre 40 mila domande. L’audizione di Tridico, Inps, in Parlamento

Nel mirino dell’Inps ci sono circa 40 mila persone. E non sono solo politici. In audizione in commissione Lavoro alla Camera, il presidente dell’Istituto, Pasquale Tridico, ha fatto capire che i parlamentari e i consiglieri regionali che hanno preso i 600 euro rappresentano solo l’aspetto più “rumoroso” della vicenda. Se per loro è una questione di opportunità, ma non di truffa, per gli altri chissà. Magari qualcuno sarà chiamato a restituire dei soldi, perché non aveva diritto di chiederli. Tridico ha ricordato che a marzo e aprile, nel pieno dell’emergenza Covid, “la priorità era pagare tutto e subito”. I controlli sarebbero arrivati in un secondo tempo. Quando, a fine aprile, è stato il momento, uno dei criteri seguiti dall’Antifrode dell’Inps per risalire alle posizioni sospette è stato quello di individuare i richiedenti che non rispettassero un preciso requisito per ottenere il bonus: non essere iscritti ad altre forme previdenziali. Fra le 40 mila posizioni emerse, c’erano quelle dei consiglieri comunali e dei parlamentari, che sono “iscritti a particolari forme di previdenza”, ha detto il presidente dell’Inps. Non è detto che i nomi usciti da questa scrematura siano tutti di persone che non avevano diritto all’indennità. Si tratta solo di una prima verifica. “Nel condurre questa attività di controllo – ha poi aggiunto Tridico – è stata focalizzata l’attenzione sugli amministratori locali su cui era necessario un approfondimento”. I dati sono stati quindi incrociati con quelli del Parlamento e del Viminale. “Non è stata una caccia alle streghe – ha detto Tridico – Su tutti, anche sugli imprenditori che hanno fatto richiesta di sussidio Covid, l’azione di controllo è aperta e tuttora in corso”. Fra i controlli dell’Antifrode e il momento in cui l’Inps si è attivata “non sono passati due anni, sono passati giugno e luglio”, ha detto Tridico. “L’esigenza era pagare – ha ribadito – l’Inps nel frattempo era occupato a pagare, non a recuperare gli indebiti che, in genere, nell’istituto sono molto, molto storici. Ma faremo tanti riesami, c’è una lista di 40 mila persone, che non sono politici ma cittadini normali, che necessitano approfondimenti e forse il recupero”.

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