Coronavirus. 6 agosto. 402 nuovi casi e 6 decessi. Il ministro Speranza: “siamo messi meglio ma non abbassare la guardia”. Nel mondo quasi 19 milioni i contagi, e 707 mila i decessi

Coronavirus. 6 agosto. 402 nuovi casi e 6 decessi. Il ministro Speranza: “siamo messi meglio ma non abbassare la guardia”. Nel mondo quasi 19 milioni i contagi, e 707 mila i decessi

Sono 402 oggi, in aumento rispetto a ieri quando erano stati 384, i nuovi casi di Coronavirus in Italia. Il numero totale sale così a 249.204, mentre quello degli attualmente positivi arriva a 12.694. Sono questi alcuni dei dati sull’emergenza epidemiologica Covid-19 nelle ultime 24 ore, diffusi dal ministero della Salute e pubblicati sul sito del dipartimento della Protezione civile. Sono, invece, 6 i decessi nell’ultima giornata, in calo rispetto a ieri quando erano stati dieci. Sono 347 in più di ieri, poi, i dimessi/guariti che portano il totale a 201.323. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 42, uno in più rispetto a ieri. I pazienti ricoverati con sintomi sono 762, in calo di due unità rispetto sempre a ieri. Il numero dei tamponi effettuato nelle ultime 24 ore è stato pari a 58.673. Il Molise e la Basilicata sono le uniche due regioni italiane a zero nuovi contagi rispetto a ieri. La Lombardia resta sempre la regione con più nuovi contagi (118), seguita da Emilia-Romagna e Veneto (58); 30 casi registrati in Sicilia. “Abbiamo dei focolai che stiamo monitorando, ed è questa la differenza fondamentale rispetto all’inizio della pandemia: ora riusciamo a circoscrivere i contagi, all’inizio non riuscivamo” ha detto in un incontro online il professor Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’Ospedale universitario di Padova, sottolineando che “la capacità di circoscrivere i contatti delle persone positive con i tamponi e il distanziamento sociale, è la chiave per evitare futuri lockdown”. “Se non riuscissimo a controllare i contatti dei positivi sarebbe necessario creare delle aree rosse chiuse” ha affermato. “L’R0 non è un fattore intrinseco del virus, ma è dato dalla nostra capacità di controllare la sua diffusione – ha spiegato – con mascherine e distanziamento”. Quanto alla carica virale e al fatto che ad oggi i contagiati sembrano stare meglio rispetto ai primi malati a febbraio, Crisanti è stato chiaro: “le persone anziane, che sono più fragili, stanno molto più attente e si contagiano meno, adesso per un puro fatto statistico si ammalano persone più giovani che reagiscono meglio, ma il virus è rimasto sempre quello, non si è modificato”.

La situazione nel mondo

I casi confermati di coronavirus nel mondo sono saliti a 18.810.392, con 707.666 decessi a livello globale. Sono questi gli ultimi dati raccolti dalla John Hopkins University che monitora costantemente l’andamento della pandemia. Il Paese più colpito sono sempre gli Stati Uniti, con 4.823.890 casi confermati e 158.250 decessi. Gli Stati Uniti hanno registrato 52.810 nuovi casi di coronavirus e 1.388 morti nelle ultime 24 ore. Il Brasile si avvicina alla soglia dei 100.000 morti per coronavirus e raddoppierà la cifra già in ottobre se il ritmo attuale continuerà, avvertono gli studiosi. Salgono ancora i nuovi contagi da covid-19 in Germania: 1045 nelle ultime 24 ore (erano 740 ieri), secondo i dati riportati dal Robert Koch Institut alla mezzanotte di ieri. Il fattore di riproduzione giornaliero del contagio al 5 agosto è ancora di 0,9 e il fattore di riproduzione sui sette giorni è 0,99. Il ministro della Salute tedesco ha annunciato una conferenza stampa in mattinata per rendere conto dell’attuale andamento della pandemia in Germania. Il tasso di contagi per 100 mila abitanti degli ultimi 14 giorni in Italia è tra i più bassi dell’Ue. E’ quanto risulta dai dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). L’Italia ha registrato 6,2 contagi per 100 mila abitanti; la Germania 11,7; la Gran Bretagna 14,3; la Francia 23,4; la Spagna 81,4; la Romania 84,4.

Il ministro Speranza in Parlamento: “Italia messa meglio, siamo in fase di stabilità”

La battaglia non è ancora vinta, non siamo al sicuro, ha ribadito il ministro della Salute Roberto Speranza in un’informativa al Senato in cui ha fatto il punto della situazione della diffusione del coronavirus nel Paese. “La verità è che oggi l’Italia è oggettivamente messa meglio degli altri paesi, questo è un dato che ci viene riconosciuto a livello internazionale, un risultato di tutti e di tutto il Paese, del governo, delle Regioni, del Parlamento e del nostro Servizio Sanitario Nazionale di cui dobbiamo essere orgogliosi e dei nostri medici, infermieri e operatori sanitari che non smetteremo mai di ringraziare”. Speranza ha invitato al rispetto delle tre regole fondamentali: mascherina negli ambienti chiusi, distanziamento di un metro e lavaggio frequente delle mani, auspicando che siano condivise in tutto il Paese, e ha sottolineato: “I dati ci dicono che siamo in una fase di sostanziale stabilità, il virus circola, ci sono focolai ma il nostro sistema di monitoraggio e prevenzione che abbiamo organizzato in ogni territorio ci mette nelle condizioni di poter intervenire”. Le tre regole diventano però fondamentali in vista delle nuove aperture che saranno stabilite dal prossimo Dpcm, come quelle del settore fieristico e delle navi da crociera, e in vista dell’autunno; anche perché, ha ribadito il ministro, le scuole riapriranno tutte a settembre. Si riparte ma con prudenza e nel rispetto pieno delle regole e dei protocolli del comitato tecnico scientifico ha detto Speranza. In attesa di un vaccino: uno dei candidati più avanti nella ricerca potrebbe essere pronto entro la fine del 2020 – ha annunciato – ed è quello in cui l’Italia ha un ruolo importante con i laboratori di Pomezia e Anagni. “L’Italia non sta a guardare, è in prima linea, e ci auguriamo di vedere un risultato in poche settimane”.

Report settimanale delle Regioni diffuso dal ministero della Salute e relativo al periodo 27 luglio-2 agosto : rispettare quarantena o rischio impennata casi

Sebbene le misure di lockdown in Italia abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione da Sars-CoV-2, al momento siamo in una situazione che “mostra una tendenza in aumento: persiste, infatti, una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all’importazione di casi da Stati esteri”. Complessivamente, il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione in Italia, sebbene non in una situazione critica, “mostra sempre più dei segnali che richiedono una particolare attenzione: l’incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni (periodo 20/7-2/8) è stata di 5.8 per 100 mila abitanti, in aumento rispetto al periodo dal 6/7-19/7. L’indice di trasmissione nazionale (Rt) calcolato sui casi sintomatici, è pari a 1.01. Questo indica che, al netto dei casi identificati attraverso attività di screening e dei casi importati, “il numero di casi sintomatici diagnosticati nel nostro paese è stato sostanzialmente stazionario nelle scorse settimane”. Per quanto riguarda il numero di nuovi casi di infezione, sebbene rimanga nel complesso contenuto, mostra tuttavia “una tendenza all’aumento. Questo avviene anche grazie alla ricerca e la gestione dei contatti, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l’isolamento immediato dei casi secondari”. Nel documento, quindi, si ribadisce la necessita’ di “rispettare i provvedimenti quarantenari, anche identificando strutture dedicate, sia per le persone che rientrano da paesi per i quali e’ prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell’autorita’ sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso”. In caso contrario, nelle prossime settimane, “potremmo assistere ad un aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale.

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