Coronavirus. 4 agosto. Risalgono i contagi, 190 in un giorno. 5 i decessi. Siamo già nel pieno della seconda ondata, in certe zone del mondo? Per alcuni scienziati, sì

Coronavirus. 4 agosto. Risalgono i contagi, 190 in un giorno. 5 i decessi. Siamo già nel pieno della seconda ondata, in certe zone del mondo? Per alcuni scienziati, sì

Sono 190 i casi di persone contagiate da Covid-19 registrati in Italia nelle ultime 24 ore, per un totale di 248.419 dall’inizio della pandemia, con un forte calo dei decessi, 5 da ieri, per un totale di 35.171. Le regioni con il maggiore numero di nuovi contagi sono la Lombardia (44), l’Emilia Romagna (42) e il Veneto (20), il Lazio con 17. In Toscana 11 nuovi casi.  E’ quanto emerge dal bollettino pubblicato dal ministero della Salute. Sono 177 poi le persone guarite e dimesse dopo aver contratto il Covid-19 nelle ultime 24 ore, per un totale, dall’inizio dell’emergenza, di 200.766. Gli attualmente positivi sono 12.489. I ricoverati con sintomi sono 761, 27 in più di ieri. Quanto alle terapie intensive, sono stabili a 41 i ricoverati. Ad oggi, in Italia sono stati effettuati 6.984.589 tamponi. Con il peggioramento della situazione pandemica in vari paesi europei, oltre che in Asia e in America, “oggi il rischio di una seconda ondata di Covid-19 in Italia diventa più pesante e concreto”. Ne è convinto Fabrizio Pregliasco, virologo all’Università di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano. “Se altre nazioni europee intorno a noi non tengono – spiega Pregliasco all’ANSA – il pericolo aumenta indubbiamente anche per il nostro Paese”. Al momento, precisa, “in Italia registriamo un andamento endemico con variazioni legate al comparire di nuovi focolai, per altro attesi. Per ora, però, stiamo dimostrando una capacità di controllo di tali focolai, al contrario di quanto sta accadendo in alcuni Paesi”. Ed il punto, sottolinea, è proprio questo: “Se non verranno a mancare questa capacità di individuazione rapida dei focolai ed il rispetto delle misure di prevenzione, allora il rischio di una seconda ondata si attenua, anche se la situazione ‘esterna’ all’Italia costituisce un forte pericolo visto che molti nuovi casi di infezione sono di importazione”. Insomma, “no agli allarmismi – conclude il virologo – ma è necessario più che mai continuare ad essere prudenti e vigili nel mantenere alta l’attenzione, perché la situazione intorno a noi peggiora e questo è un segnale negativo”.

La situazione nel mondo

Secondo i dati della Johns Hopkins University, i contagi confermati nel mondo sono arrivati a oltre 18.340.000, mentre i morti hanno superato i 695mila. In Europa, il continuo aumento di casi in Belgio ha spinto il Paese a dichiarare: “È chiaro che siamo in una seconda ondata”. Il Belgio annuncia la seconda ondata, in Germania si impenna il numero dei contagi, la Romania viaggia su una media di oltre mille casi al giorno, in Francia Macron lancia l’ennesimo appello per l’uso della mascherina che presto potrebbe diventare obbligatoria a Parigi. L’Europa ha paura e si avvia ancora in ordine sparso a fronteggiare l’incognita del nemico invisibile la cui entità, stando ai segnali, si conoscerà ben prima dell’autunno. “E’ chiaro che è arrivata la seconda ondata di Covid-19. Il numero di infezioni” in Belgio “è in crescita e non è un piccolo aumento. Non sappiamo quanto durerà e quanto saliranno le curve”, annuncia Steven Van Gucht, presidente del comitato scientifico sul coronavirus dell’Istituto di sanità, Sciensano. E cerca di sdrammatizzare sottolineando come “questa seconda ondata potrebbe non avere conseguenze drammatiche” perché le misure messe in atto dal Consiglio di Sicurezza Nazionale possono funzionare. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’autorità sanitaria belga, il numero medio di infezioni da coronavirus è salito a 517,1 tra il 25 e il 31 luglio, con un aumento del 60% rispetto alla settimana precedente. Il totale dei contagi è ora pari a 70.314, i morti sono 9.850. Torna a salire nelle ultime 24 ore il numero dei contagi anche in Germania (212.539 casi in totale e 9.162 morti, secondo la Johns Hopkins University), con 870 nuovi casi, secondo il Robert Koch Institut. “Ci troviamo già in una piccola seconda ondata”, avverte la presidente dell’Associazione dei medici tedeschi Marburger Bund, Susanne Johna. “Il pericolo è vanificare i successi finora raccolti”, è il timore di Johna e, anche se la crescita non e’ paragonabile ai numeri di marzo e aprile e gli ospedali sono preparati ad accogliere i pazienti, “esiste il pericolo di giocarsi i successi finora raccolti”. Preoccupa la Romania, il piu’ colpito tra i Paesi dei Balcani, con 1.232 nuovi casi nelle ultime 24 ore che portano il totale a 55.241. I decessi sono stati 48. Chi arriva in Italia dalla Romania, come pure dalla Bulgaria, ha l’obbligo di quarantena per due settimane mentre l’ingresso e’ interdetto per gli altri Paesi balcanici extra Ue: Serbia, Montenegro, Kosovo, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord. Non cessa l’allarme per la ripresa dei contagi neppure in Spagna dove e’ stato cancellato anche il Mutua Madrid Open 2020 di tennis.

Bisogna scendere a 10mila contagi giornalieri negli Stati Uniti entro settembre, altrimenti “ci troveremo in una situazione veramente brutta quest’autunno”. A dirlo è Anthony Fauci, maggior infettivologo del paese, durante un livestream sull’emittente Nbc con il direttore del Journal of the American Medical Association, Howard Bauchner. Al momento gli Stati Uniti registrano 50-60mila contagi al giorno, il che fa ritenere che ci troviamo “al centro della prima ondata”, ha affermato Fauci, direttore dell’Istituto nazionale per le malattie infettive.  Emmanuel Macron torna ad insistere sulla necessita’ di continuare ad applicare le linee guida sulla sicurezza e di restare “vigili” dinanzi al Coronavirus, che in Francia “continua a circolare”. “Siamo ancora in periodo di Covid-19 ed è dunque importante continuare a rispettare i gesti barriera, indossare la mascherina, di lavarsi regolarmente le mani con il gel idroalcolico, di fare attenzione anche quando i bambini e i nipoti,vanno in visita dai nonni, perché il virus continua a circolare”, ha avvertito il presidente francese, durante una missione a Tolone.

Onu: da scuole chiuse catastrofe generazionale

La pandemia del Coronavirus ha causato la più grande interruzione dell’istruzione nella storia, con le scuole chiuse in oltre 160 Paesi a luglio per oltre 1 miliardo di studenti: “Una catastrofe generazionale che potrebbe sprecare un potenziale umano indicibile, minare decenni di progressi e aggravare le radicate disuguaglianze”. A lanciare l’allarme sull’impatto della pandemia di Covid-19 sulle future generazioni e sulla società di domani è il segretario generale delle Nazioni unite, Antonio Guterres, che ha avvertito i governi: le loro decisioni odierne “avranno un impatto” sulle “prospettive di sviluppo per i decenni a venire”. A prendere la parola il virologo Steven Van Gucht, portavoce interfederale della lotta contro il Covid-19, intervistato da Het Laatste Nieuws. “Il numero di infezioni è in aumento, e non è un piccolo aumento. Non sappiamo quanto tempo durerà e come si innalzeranno le curve”, ma “gli aggiustamenti del Consiglio nazionale di sicurezza potrebbero funzionare”, ha aggiunto con ottimismo. I contagi in Belgio sono oltre 70mila, i decessi quasi 10mila.Più a est, in India le infezioni quotidiane hanno superato quota 50mila per il settimo giorno consecutivo. Con 52.050 nuovi positivi in 24 ore, il totale nazionale sale a 1.855.745, nei dati del governo, e 803 decessi portano il totale a 39mila. Negli ultimi giorni vari leader politici sono risultati positivi, si sono ammalati o sono entrati in quarantena: tra loro il ministro degli Interni e quello della Giustizia. In America latina le infezioni confermate sono salite a oltre 5 milioni, facendo della regione la più duramente colpita al mondo. La situazione più drammatica in Brasile, con 2,7 milioni di infetti e quasi la metà degli oltre 200mila morti del Sudamerica. Un altro hotspot è la Colombia, con un boom di 11mila nuovi casi in 24 ore. Anche Messico, Perù e Cile sono in difficoltà a contenere la pandemia, complicata da povertà e città densamente popolate. In Australia, lo Stato di Victoria prende invece severe contromisure contro gli irresponsabili che violano isolamento e quarantena. Militari e sanitari hanno fatto visita per controlli a oltre 3mila case, trovando però non più di 800 persone che avrebbero dovuto essere in attesa dell’esito del test o che erano già risultate positive al Coronavirus, ha spiegato il premier Daniel Andrews, parlando di “comportamento inaccettabile”. Ora 500 militari, ha detto, saranno dispiegati per far rispettare le regole, mentre viene vietato di uscire di casa a chi è in isolamento se non per urgenze mediche e sono imposte multe fino a 20mila dollari a chi viola il confinamento. L’Australia ha registrato circa 19mila contagi e 232 decessi, di cui 12mila infezioni nello Stato di Victoria, dove è stato dichiarato lo stato di disastro e imposto un coprifuoco notturno a Melbourne.

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