Coronavirus. 31 agosto. 996 nuovi casi e 6 decessi, 94 in intensiva. Usa, superati i 6 milioni di contagi. Situazioni più critiche in India e Messico

Coronavirus. 31 agosto. 996 nuovi casi e 6 decessi, 94 in intensiva. Usa, superati i 6 milioni di contagi. Situazioni più critiche in India e Messico

 Torna a calare il numero dei nuovi casi di Coronavirus in Italia, a fronte però di circa 23mila tamponi processati in meno. Sono 996 i nuovi contagi (domenica ne erano stati registrati 1.365) e sei le persone che hanno perso la vita nelle ultime 24 ore per motivi legati al Covid-19: di questi, quattro sono morti in Emilia-Romagna. Il numero delle vittime nelle 24 ore è in aumento rispetto alle quattro di ieri. Il totale dei decessi sale a 35.483, mentre i contagi dall’inizio della pandemia sono 269.214. Gli attualmente positivi sono 26.078, 873 in più rispetto a ieri. Ma è sul numero dei tamponi che si gioca la partita, e sono 58.518 quelli effettuati (meno di ieri, quando erano stati 81.723), per un totale di 8.644.859. Una flessione quasi ‘fisiologica’ durante il fine settimana, mentre il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, sottolinea: “Per i tamponi abbiamo una potenza di fuoco cresciuta tantissimo”. Per il quarto giorno consecutivo sono in aumento le persone ricoverate in terapia intensiva causa Coronavirus in Italia. Lo si evince dai dati del Ministero della Salute, che aggiorna a 94 il numero delle terapie intensive, 8 in più rispetto a ieri, quando l’aumento era stato di 7.

Uno studio italiano, con capofila il Sant’Orsola di Bologna, descrive intanto il meccanismo responsabile della elevata mortalità in terapia intensiva dei pazienti con Covid-19. Due esami identificano questa condizione la cui diagnosi precoce, assieme al supporto del massimo delle cure possibili in terapia intensiva, può portare un calo della mortalità fino al 50%. Pubblicato su ‘Lancet Respiratory Medicine’, lo studio dimostra che il virus può danneggiare entrambe le componenti del polmone: gli alveoli (le unità del polmone che prendono l’ossigeno e cedono l’anidride carbonica) e i capillari (i vasi sanguigni dove avviene lo scambio tra anidride carbonica e ossigeno). Quando il virus danneggia sia gli alveoli che i capillari polmonari muore quasi il 60% dei pazienti. Quando il virus danneggia o gli alveoli o i capillari a morire è poco più del 20% dei pazienti. Il ‘fenotipo’ dei pazienti in cui il virus danneggia sia gli alveoli che i capillari (pazienti col ‘doppio danno’) è facilmente identificabile attraverso la misura di un parametro di funzionalità polmonare (la distendibilità del polmone inferiore a 40; valore normale 100) e di un parametro ematochimico (il D-dimero maggiore di 1800; valore normale 10).Questi risultati hanno importanti implicazioni sia per le cure attualmente disponibili che per i futuri studi su nuovi interventi terapeutici per i pazienti con Covid-19. Lo studio è stato condotto su 301 pazienti ricoverati presso il Policlinico di Sant’Orsola di Bologna, il Policlinico di Modena, l’Ospedale Maggiore, il Niguarda e l’Istituto Clinico Humanitas di Milano, l’Ospedale San Gerardo di Monza e il Policlinico Gemelli di Roma.

Sono più di 25 milioni le persone che hanno contratto nel mondo il coronavirus.

E’ quanto si legge nell’ultimo bilancio della Johns Hopkins University, che parla di 25.222.709 contagi. Sono invece 846.395 coloro che hanno perso la vita a causa di complicanze legate all’infezione. Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito. Gli Stati Uniti superano i 6 milioni di casi Covid-19 segnalati, afferma l’ultimo aggiornamento della Johns Hopkins University che pubblica la cifra di 6.002.615 di pazienti confermati. Nelle ultime tre settimane i contagi sono stati di un milione. Gli Stati Uniti contano un quarto dei casi di tutto il mondo. Nel database dell’università sono riportati anche i morti: 183.000. Il presidente Trump durante il fine settimana aveva ritwittato che attorno ai dati del Covid si sta diffondendo tanta disinformazione e ha promosso una teoria del complotto secondo cui il bilancio delle vittime è esagerato, perchè i morti erano in maggioranza anziani e con una salute precaria. The Hill, il sito web conservatore che aveva inviato il tweet, per primo, ha criticato i membri chiave della Task Force della Casa Bianca creata per gestire la pandemia, tra cui il dottor Anthony Fauci, capo dell’Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive, e la dottoressa Deborah Birx, coordinatrice della task force. L’India ha superato il Messico per numero di morti (in termini assoluti) provocati dal coronavirus e, con un bilancio complessivo di 64.469 vittime, è ora al terzo posto di questa triste classifica mondiale dopo gli Stati Uniti e il Brasile. Lo riporta la Cnn, che cita il ministero della Sanità del Paese. Ieri l’India ha registrato altri 971 decessi e 78.512 contagi, che hanno portato il totale delle infezioni a quota 3.621.245, anche in questo caso il terzo livello più alto al mondo dopo Usa e Brasile. Ieri, inoltre, è stato il quinto giorno consecutivo con oltre 75.000 contagi. La situazione è particolarmente difficile a New Delhi, dove ieri sono stati registrati oltre 2.000 contagi, il livello più alto dal 10 luglio scorso. Finora nel Paese sono stati eseguiti 41,4 milioni di tamponi. Ad oggi, secondo i dati della Johns Hopkins University, il Messico registra 64.158 morti su un totale di 595.841 casi.

 

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