Coronavirus. 3 agosto. 159 nuovi casi e 12 decessi. Oltre 18 milioni di contagi e circa 700mila decessi nel mondo. Istat: il 2,5% degli italiani ha sviluppato anticorpi

Coronavirus. 3 agosto. 159 nuovi casi e 12 decessi. Oltre 18 milioni di contagi e circa 700mila decessi nel mondo. Istat: il 2,5% degli italiani ha sviluppato anticorpi

Nuovo e significativo calo dei contagi di Covid-19 in Italia nelle ultime 24 ore. I nuovi positivi – secondo i dati riportati dal consueto bollettino del ministero della Salute – sono 159, in calo rispetto ai 239 di ieri. La regione con più contagiati è l’Emilia Romagna (+34), seguita da Lombardia (25) e Veneto (22). Il numero totale degli attualmente positivi è di 12.474, con un lieve incremento rispetto ai 12.456 segnati ieri. In crescita invece i ricoverati con sintomi (+26) portando il numero a 734, di questi 41 (-1) si trovano in cura nelle terapie intensive. In lievissima flessione il numero di coloro che invece si trovano in isolamento domiciliare: 11.699, 7 in meno di ieri. Crescono invece i morti: 12, 4 in più rispetto alle 24 ore precedenti. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 200.589, con un incremento di 129 unità. Intanto il numero di tamponi processati nelle ultime 24 ore ammonta a 24.036, quasi la metà rispetto al giorno precedente. E sono Basilicata, Valle d’Aosta, Calabria, Friuli Venezia Giulia e Marche le uniche regioni nelle quali non si sono registrati nuovi casi.

La drammatica situazione negli Usa, in Brasile e in India

Sono più di 690.000 i decessi nel mondo a causa della pandemia di coronavirus. E’ quanto emerge dagli ultimi dati della Johns Hopkins University, che parlano di 690.181 vittime a livello globale. La Jhu ha aggiornato a 18.117.821 il numero dei casi a livello globale. Negli Stati Uniti è stato aggiornato a 4.667.930 il numero delle persone che sono state contagiate dal coronavirus e a 154.859 quello di coloro che hanno perso al vita per complicanze legate all’infezione. La Johns Hopkins University segnala un aumento di 47.508 contagi e di 515 morti nelle ultime 24 ore, con un lieve calo rispetto all’incremento dei casi registrato negli ultimi giorni. Sono più di 200mila le persone che hanno perso la vita in America Latina per complicanze legate al coronavirus. Il Brasile è il Paese più colpito con 94.104 vittime, 541 nelle 24 ore. Il ministero della Sanità del Brasile ha anche riferito di 25.800 casi in più rispetto a ieri, aggiornando a 2.733.677 il totale dei contagiati. In India sono più di 1,8 milioni le persone che hanno contratto il coronavirus. Nelle ultime 24 ore i nuovi casi sono stati 52.972. Sono invece 38.135 le persone che hanno perso la vita in India per complicanze legate all’infezione, con 717 vittime in più rispetto a ieri.

 Istat, indagine sieroprevalenza, 2,5 per cento popolazione ha sviluppato anticorpi

Sono 1 milione 482 mila le persone, il 2,5 per cento della popolazione residente in famiglia (escluse le convivenze), risultate con Igg positivo, che hanno cioè sviluppato gli anticorpi per il Sars-Cov-2. Questi i primi risultati dell’indagine di sieroprevalenza condotta sul Sars-Cov-2 da Istat e Ministero della Salute nelle rispettive funzioni, mentre la Croce Rossa ha condotto la rilevazione sul campo con l’aiuto delle Regioni. Le persone entrate in contatto con il virus sono dunque 6 volte di più rispetto al totale dei casi intercettati ufficialmente durante la pandemia, attraverso l’identificazione del Rna virale, secondo quanto prodotto dall’Istituto superiore di sanità. Come già evidenziato dai dati ufficiali in tema di mortalità e dai livelli di infezione, le differenze territoriali sono molto accentuate. La Lombardia raggiunge il massimo con il 7,5 per cento di sieroprevalenza: ossia 7 volte il valore rilevato nelle regioni a più bassa diffusione, soprattutto del Mezzogiorno. Il caso della Lombardia è unico: da sola questa regione assorbe il 51 per cento delle persone che hanno sviluppato anticorpi. “Abbiamo la volontà di istituire un Osservatorio per l’individuazione tempestiva dei focolai di di coronavirus”. ha detto il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, sottolineando “la piena adesione” dei risultati raccolti rispetto a quelli di altri fonti. “Non è poco un campione di 65mila cittadini perché rappresentativo dell’intera popolazione e selezionato in base ai criteri dell’Istat”. Anche il 2,5% della popolazione con anticorpi di sarsCov2 non deve trarre in inganno “e guidare alla prudenza nei comportamenti”. “Se ognuno di noi incontra 20 persone al giorno – sottolinea Blangiardo – ha il 50% della possibilità di incontrare una persona con anticorpi, proiettando il dato in una settimana significa incontrare 3,5 persone con anticorpi”. Chi lavora è stato più colpito dal coronavirus di chi non lo fa. E’ uno dei dati che emerge dai primi risultati dell’indagine di sieroprevalenza. Da settore a settore variano le percentuali. Nella Sanità si registra la sieroprevalenza più alta con il 5,3 per cento e un intervallo di confidenza che oscilla tra il 4,1 per cento e il 6,6, il dato arriva al 9,8 per cento nella zona a più alta sieroprevalenza con un intervallo di confidenza dal 6,5 per cento al 13,1 per cento. Valori molto alti anche nella ristorazione e nel settore dell’accoglienza dove la prevalenza è al 4,2 per cento. “Siamo fuori dalla tempesta. Il momento più difficile è alle nostre spalle perché abbiamo saputo assumere decisioni molto ferme, ma non siamo ancora in un porto sicuro. Rivendichiamo l’importanza delle scelte rigorose fatte, ma siamo probabilmente in uno dei momenti più difficili sul piano internazionale. L’Europa tutta non è fuori dall’emergenza. Questo significa che dobbiamo continuare il nostro percorso sulle aperture con gradualità e con prudenza e non vanificando i sacrifici fatti dagli italiani. Quella della cautela e della prudenza è la linea giusta” ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso della presentazione dei primi dati sull’indagine di sieroprevalenza del covid.

Treni: ancora disagi, biglietti cancellati con poco avviso

Se non altro regna il fair play. Le addette alle informazioni della lounge Italo della stazione Tiburtina a Roma lo ammettono candidamente: “Qualora non trovi posto sui nostri treni, le conviene prendere Trenitalia”. La concorrenza. Sono le conseguenze del dietrofront con il ritorno al distanziamento sociale anche a bordo dell’Alta velocità. Il contrordine, arrivato con un decreto di Speranza, impone di tornare al riempimento al 50%, con non pochi problemi. Un cambio in corsa – con relativa ‘discussione’ tra i ministri dei Trasporti, Paola De Micheli, della Salute, Roberto Speranza – che ha colto di sorpresa le compagnie ferroviarie, le quali nel giro di 24 ore avevano prima riaperto le vendite al 100% dei posti disponibili, e poi richiuso le prenotazioni. Proprio in quella finestra si sono collegati ai portali migliaia di passeggeri, nella speranza di trovare finalmente un posto, spessissimo per il Sud in vista delle vacanze. Gli stessi si sono trovati invece con un avviso di cancellazione. Solo i clienti di Italo, in questa situazione, sono stati 8mila, con 8 convogli annullati di netto: l’avviso conseguente però non è arrivato tempestivamente. E’ il caso di Paola, in partenza da Milano per Roma, e non in vacanza, ma per lavoro: aveva prenotato un posto sull’Italo delle 8.30 di ieri mattina, da Centrale a Termini, ed è stata avvisata appena mezz’ora prima dell’annullamento: “Avevo un appuntamento già fissato per il pomeriggio. Ho dovuto annullarlo e non so cosa fare. E’ incredibile”, si lamenta, cercando disperatamente un’alternativa, che a questo punto dovrà essere l’auto. La versione coincide con quella che ancora stamattina danno le addette alle informazioni della società privata a Tiburtina, mortificate: “Le alternative non ci sono. Rimborseremo il valore del biglietto al 100%, ma purtroppo per oggi non abbiamo più posti. Il primo utile è domani alle 12.30”.

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