Coronavirus. 23 agosto. 1.210 nuovi casi, aumentano i guariti, 7 i decessi. Il papa: non dimenticare le vittime da Covid.

Coronavirus. 23 agosto. 1.210 nuovi casi, aumentano i guariti, 7 i decessi. Il papa: non dimenticare le vittime da Covid.

Continua a salire la curva dei contagi da Coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore, come riportato dal ministero della Salute nel bollettino quotidiano, i casi positivi sono stati 1.210 contro gli 1.071 di ieri per un totale di 259.345 dall’inizio dell’epidemia. Le regioni più colpite sono la Lombardia (239), il Lazio (184) e il Veneto (145). Solo la Valle d’Aosta non ha registrato alcun caso nelle ultime 24 ore. Torna a salire il numero dei decessi: sette contro i tre di ieri. Il totale dei deceduti sale così a 35.437. I guariti sono 267 (ieri erano 243) per un totale di 205.470. In aumento il numero delle persone attualmente positive: oggi sono 935 in più contro i 825 di ieri per un totale di 18.438. Quanto ai ricoveri, quelli in regime ordinario aumentano di 47 unità, 971 in tutto rispetto ai 924 di ieri. I ricoverati in terapia intensiva invece salgono a 69, cinque in più rispetto ai 64 di ieri. I pazienti in isolamento domiciliare sono 17.398 rispetto ai 16.515 di ieri.

Papa: non dimenticare le vittime Covid, né i migranti morti

“E non dimentichiamo, non dimentichiamo le vittime del Coronavirus”. Dinanzi a una pandemia che non conosce ancora vie d’uscita, dinanzi anche alla preoccupante risalita dei contagi, papa Francesco invita a tenere ben presenti le sofferenze di chi ha patito più da vicino gli effetti della malattia. “Questa mattina – spiega dopo la recita dell’Angelus – ho sentito la testimonianza di una famiglia che ha perso i nonni, senza poterli congedare e salutare, nello stesso giorno”. “Tanta sofferenza, tante persone che hanno perso la vita, vittime della malattia – lamenta il pontefice -; e tanti volontari, medici, infermieri, suore, sacerdoti, che anche hanno perso la vita. Ricordiamo le famiglie che hanno sofferto per questo”. Il ricordo del Papa prende spunto dalla presenza in Piazza San Pietro di un gruppo di famiglie, che saluta, di Carobbio degli Angeli (provincia di Bergamo), “venute in pellegrinaggio in ricordo delle vittime del Coronavirus”.

Landini, ha fatto emergere le diseguaglianze

“La pandemia ha fatto emergere tutte le diseguaglianze che in questi anni si sono determinate, le fragilità, la necessità di un diritto al lavoro stabile e non precario, all’istruzione, alla salute. Io credo che oggi il tema sia applicare in tutte le sue parti la Costituzione, non tornare al preCovid, ma cambiare radicalmente il modello sociale che in questi anni si è affermato, con al centro il profitto e il mercato”. E’ il messaggio portato al Meeting di Rimini, dove ha partecipato per la prima volta, il segretario della Cgil Maurizio Landini. “C’è una bussola che dovrebbe orientare tutti noi – ha detto – la Costituzione del nostro paese e mai come adesso, il punto è realizzare i contenuti di quella Costituzione. C’è bisogno di utilizzare tutte le intelligenze presenti, ascoltare ed essere disponibili a cambiare le proprie opinioni. Sono molto contento che il Meeting mi abbia invitato perché è un momento di discussione con tante idee che si confrontano. Questo è il momento di non aver paura del confronto e dell’ascolto. Perché il cambiamento deve riguardare tutti, ovviamente il sindacato, ma anche il modo di fare impresa”.

L’istituto di sondaggi Tecné, sos rischio perdita capacità produttiva

 “Dall’analisi che abbiamo fatto confrontando i dati dell’Italia con quelli di altri Paesi, quali Germania, Francia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti d’America, è emerso dal punto di vista degli scenari economici che la situazione è molto grave, al di là di quelle che sono le stime sul Pil. Ma quello che ci deve preoccupare è la perdita di capacità produttiva. Ciò significa che rischiamo di non cogliere l’eventuale rimbalzo alla fine dell’emergenza perché nel frattempo molte imprese chiuderanno” ha affermato il presidente dell’Istituto “Tecné”, Carlo Buttaroni, nel talk show sul tema “Senza lavoro non c’è integrazione. La fotografia dell’Italia nell’era del Covid” che ha inaugurato nelle Terme di Telese (Benevento) la settima edizione del “Telesia for Peoples”, evento promosso dall’associazione italoamericana “Icosit”. Qual è l’impatto del Covid sull’economia e qual è la stima degli scenari economici in Italia, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti d’America? Qual è il ‘sentiment’ popolare nei confronti dell’immigrazione nell’era del Coronavirus? Le risposte a questi due quesiti sono stati discussi nel confronto fra gli esperti. “Per quanto riguarda il percepito dell’immigrazione – ha detto ancora Buttaroni – gli italiani non lo mettono tra le priorità. Sicuramente non considerano gli italiani razzisti. L’immigrazione viene considerata un problema mal gestito dal governo, non solo nella fase de emergenziale degli immigrati clandestini. E’ la gestione generale dell’immigrazione. Al di là dei numeri che emergono dalla nostra ricerca, il problema immigrazione si concentra nelle zone dove c’è molta pressione e quindi dove si somma disagio a disagio”.

 

Share