Coronavirus 22 agosto. 1071 nuovi casi e 3 decessi. I rientri dalle vacanze restano il nodo. Nel mondo superati i 23 milioni di contagi e 800 mila morti

Coronavirus 22 agosto. 1071 nuovi casi e 3 decessi. I rientri dalle vacanze restano il nodo. Nel mondo superati i 23 milioni di contagi e 800 mila morti

La nuova impennata dei contagi da Coronavirus fa superare in Italia i mille nuovi casi in 24 ore: sono 1.071 quelli registrati, 258.136 il totale da febbraio, 77.674 i tamponi effettuati e 3 i decessi. Il Lazio è la Regione in cui si conta il maggior numero di nuovi casi: 215 in 24 ore, più della Lombardia che ne conta 185. Ma il 45% dei casi del Lazio, ben 97, arriva dallo screening di rientro dalla Sardegna, che ufficialmente di positivi ne registra appena 44. Anche per questo la Regione Lazio, che ha aumentato i controlli con un nuovo servizio di drive in per i viaggiatori che sbarcano a Civitavecchia e vogliono sottoporsi a tampone, chiede che in Sardegna si faccia altrettanto: secondo l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato “test rapidi antigenici, quelli validati dallo Spallanzani che stiamo utilizzando negli aeroporti romani e che danno una risposta in 30 minuti, agli imbarchi da e per la Sardegna sono tecnicamente la soluzione più efficace per garantire che positivi asintomatici non viaggino in maniera promiscua sulle navi”. I rientri dalle vacanze restano il nodo nell’attuale gestione della curva epidemiologica e la preoccupazione principale è che l’onda dei nuovi contagi, per lo più giovani asintomatici, colpisca, al ritorno in casa, familiari e anziani sui quali il virus potrebbe avere conseguenze ben più gravi. “L’Italia si trova in una fase epidemiologica di transizione con tendenza ad un progressivo peggioramento – è l’allarme lanciato dall’Istituto superiore di Sanità -. Nelle due ultime settimane si rileva la trasmissione diffusa del virus su tutto il territorio nazionale che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti”.

“Sono davvero molto preoccupato. Si iniziano a vedere i primi casi di giovani che contagiano genitori e nonni. In questa fase il rischio si nasconde proprio all’interno della famiglia”. Così in un’intervista al Corriere della Sera Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. “Prima si pensava che il Covid-19 non avesse presa su giovani e bambini – spiega -. E invece ora questo virus ci sta dimostrando che non fa distinzione alcuna. Che ha modificato la carta d’identità del contagiato, abbassando l’età media dei malati ben al di sotto dei 34 anni. Non ha nessuna pietas. Colpisce tutti, indistintamente, soprattutto i più fragili, o chi soffre di altre patologie. E in questa fase si serve dei ragazzi, specie di quelli che frequentano la movida o che tornano dalle vacanze, e li usa come vettori della malattia”. Per Vaia “il più delle volte loro sono asintomatici o paucisintomatici. Credono di stare bene e invece inconsapevolmente infettano chi gli sta intorno e fanno ammalare le persone a cui vogliono bene”.

Il ministro della Salute Speranza, “non ci sarà un nuovo lockdown”

L’aumento dei contagi in Italia preoccupa governo e regioni, ma non si va verso un nuovo lockdown. Ad assicurarlo è il ministro della Salute, Roberto Speranza, che in un’intervista alla Stampa puntualizza: “La situazione non è paragonabile a quella di febbraio-marzo quando avevamo una curva dei contagi fuori controllo”. “Lockdown, blocchi regionali, divieto di trasferimenti interregionali. Calma, non ci troviamo in questa situazione. Io sono sempre stato e ancora sono per la massima prudenza. Ma bisogna mantenere la calma” dice Speranza. “Il nostro Paese non si trova nelle condizioni di dover attivare queste misure. Proprio no”. Il servizio sanitario” aggiunge, “si è molto rafforzato” e lo scenario è diverso da quello di inizio epidemia quando “abbiamo avuto la sensazione che andasse in collasso”. “In Italia avevamo cinquemila posti di terapia intensiva, ora sono raddoppiati”, dice, “la valutazione mia e dei colleghi europei è che non avremo questa ricaduta quanto più riusciremo a tenere in salvaguardia gli anziani e i più fragili”. Poi un appello ai giovani: “Dateci una mano a tenere sotto controllo i contagi per tutelare genitori e nonni quando tornate dalle vacanze: non esagerate”. Il ministro rilancia l’utilizzo della app Immuni, scaricata su 5 milioni di dispositivi. “Dobbiamo insistere” dice, “devono aumentare perché ha una sua utilità”.

La situazione nel mondo: oltre i 23 milioni di casi e 800 mila morti

Supera quota 23 milioni il numero di casi di Covid-19 nel mondo. Secondo il centro di ricerca dedicato della Johns Hopkins University, ad oggi il dato globale è di 23.206.319 casi e i morti sono 804.444. Gli Stati Uniti registrano la quota maggiore di positività Sars-Cov-2 con 5.668.105 contagi e 176.362 di vittime. Segue il Brasile con 3.582.362 contagi e 114.250 morti. L’Europa occidentale, in particolare Spagna, Italia, Germania e Francia, è stata colpita da livelli di infezione che non si vedevano da molti mesi e in Asia la Corea del Sud è stata l’ultima nazione ad annunciare restrizioni. In tutto il mondo, dal 6 giugno il numero di morti è raddoppiato con 100.000 decessi solo negli ultimi 17 giorni. L’America Latina è la regione più colpita, mentre più della metà dei decessi globali sono stati segnalati negli Stati Uniti, Brasile, Messico e India. Venerdì scorso l’Oms si è detta ottimista sulla capacità di contenere la pandemia in meno di due anni e il capo dell’Organizzazione, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha tracciato un parallelo con la pandemia di Spagnola del 1918 costata la vita a 50 milioni di persone. “Abbiamo uno svantaggio di globalizzazione, vicinanza, connessione, ma un vantaggio di una tecnologia migliore, quindi speriamo di porre fine a questa pandemia prima di meno di due anni”, ha detto. Senza un vaccino utilizzabile ancora disponibile, lo strumento più importante che i governi hanno a disposizione è quello di limitare le loro popolazioni o imporre le distanze sociali. La Corea del Sud ha annunciato un aumento delle restrizioni sabato, dopo che sono stati segnalati 332 nuovi casi nelle ultime 24 ore, la cifra giornaliera più alta dall’inizio di marzo. “Siamo in una fase molto precaria in cui potremmo vedere l’inizio di una seconda ondata a livello nazionale”, ha detto il ministro della Salute Park Neung-hoo in una conferenza stampa. Le misure includono restrizioni su raduni e attività, tra cui gli sport professionistici, che si giocheranno a porte chiuse, mentre le spiagge a livello nazionale verranno chiuse. In Germania, un’università ha dato il via a una serie di concerti pop come esperimento di massa: l’obiettivo è vedere se eventi con 2.000 persone possano riprendere in sicurezza. In Libano, dove si stanno ancora affrontando le conseguenze della devastante esplosione che ha reso inagibile parte della città, si teme che il fragile sistema sanitario faccia fatica a far fronte a un ulteriore picco di casi, soprattutto dopo che alcuni ospedali vicino al porto sono stati danneggiati. Le Americhe hanno sopportato il peso maggiore del virus in termini di salute, rappresentando oltre la metà dei decessi nel mondo. “Guidiamo il mondo nelle morti”, ha detto giovedì Joe Biden, accettando la nomina a candidato del partito democratico alle elezioni presidenziali statunitensi. I nuovi casi quotidiani negli Stati Uniti sono in calo da settimane, ma gli esperti non sono sicuri che gli americani avranno la disciplina che serve a tenere sotto controllo l’epidemia. I paesi dell’America Latina stanno pagando il prezzo più alto non solo per numero di morti, ma per l’espansione dell’attività criminale e l’aumento della povertà. Senza una reazione politica efficace, “a livello regionale si può parlare di una regressione fino a 10 anni nei livelli di povertà multidimensionale”, ha detto all’Afp Luis Felipe Lopez-Calva del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite. Ma l’OMS ha detto che la pandemia sembra stabilizzarsi in Brasile, e qualsiasi inversione della sua dilagante diffusione nel Paese sarebbe “un successo per il mondo”.

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