Coronavirus 11 agosto. 412 nuovi casi e 6 decessi. Emilia-Romagna: obbligo di tampone a chi rientra da Spagna, Grecia e Malta. Allarme Oms: oltre 100 mila contagi al giorno

Coronavirus 11 agosto. 412 nuovi casi e 6 decessi. Emilia-Romagna: obbligo di tampone a chi rientra da Spagna, Grecia e Malta. Allarme Oms: oltre 100 mila contagi al giorno

Cresce ancora il numero dei nuovi contagi da coronavirus in Italia rispetto a ieri. Oggi i nuovi positivi sono 412 (ieri erano 259, ndr) a fronte di oltre 40mila tamponi. I morti, nelle ultime 24 ore, sono sei. Ci sono poi 801 pazienti ricoverati con sintomi negli ospedali italiani, 49 sono in terapia intensiva mentre 12.711 persone sono in isolamento domiciliare. Complessivamente sono attualmente positive in Italia 13.561 persone. Per il quarto giorno consecutivo in Lombardia non si registrano decessi, mentre i nuovi casi positivi sono 68, di cui 9 ‘debolmente positivi’ e 10 a seguito di test sierologico. Valle d’Aosta e Molise oggi sono regioni covid free.

Un tampone per tutti coloro che rientrano in Emilia-Romagna da Spagna, Grecia e Malta

Avranno l’obbligo di segnalarsi immediatamente ai Dipartimenti di Sanità Pubblica delle rispettive Ausl di residenza. Il tampone andrà fatto entro le 24 ore dal rientro; se l’esito sarà negativo, non scatteranno provvedimenti di quarantena. E’, in sintesi, quanto prevede un’ordinanza che verrà firmata domani dal presidente della Giunta regionale, Stefano Bonaccini. Per quanto riguarda invece i rientri dalla Croazia, vale quanto stabilito dall’ordinanza 144 per i Paesi extra Schengen: l’obbligo di autodichiararsi, ai fini dell’autoisolamento di 14 giorni, al Dipartimento di Sanità Pubblica competente che provvederà ad organizzare l’esecuzione dei due tamponi previsti. All’interno dell’ordinanza, ci sarà anche il protocollo sulle badanti, su cui la Regione si è confrontata con i sindacati. I dettagli verranno resi noti domani, contestualmente alla firma dell’atto. “In tempi molto rapidi, visto l’aumento e la natura dei contagi sul nostro territorio, siamo arrivati a prevedere nuove disposizioni per chi rientra dall’estero, e non solo per motivi di lavoro – ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – La situazione è sotto controllo, ma bisogna assolutamente arginare nuovi casi. E’ una questione di salute pubblica. Inoltre in allegato all’ordinanza, che verrà siglata domani, ci sarà anche il protocollo relativo al percorso di presa in carico delle assistenti famigliari, provenienti dall’estero, che rientrano al lavoro sul territorio nazionale; protocollo condiviso con i sindacati, che desidero ringraziare per il lavoro svolto insieme”.

Walter Ricciardi: “L’Italia naviga in una situazione d’allarme ma è sotto controllo”

Dipende tutto dai comportamenti, se le misure venissero allentate potremmo trovarci in condizioni peggiori, come quelle dei paesi che ci circondano, ha detto Walter Ricciardi, membro dell’esecutivo dell’Oms e consulente del ministro della Salute, ospite di Skytg24. “Non abbiamo ancora finito la prima ondata, non siamo riusciti ad azzerare la curva, dobbiamo stare attenti a non farla rialzare – ha aggiunto – poi dobbiamo stare attenti all’autunno”. A proposito del presunto vaccino russo, Ricciardi ha precisato che “queste notizie per la comunità scientifica non portano niente di nuovo perché sono fatte in un modo non rigoroso e non trasparente. Possiamo prendere in considerazione un vaccino quando ci sono le pubblicazioni scientifiche” con tutti i dettagli sulla sperimentazione. “Solo dopo una fase tre” di sperimentazione clinica “in Europa, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, cioè nei paesi rigorosi, possiamo autorizzare alla commercializzare i vaccini”, spiega Ricciardi, sottolineando che i vaccini “vanno somministrati a persone sane. Quindi, prima ancora che protettivi, devono essere sicuri e non provocare problemi. Non possiamo fare eccezioni, e non lo faremo, per questo coronavirus”. Per l’esperto, le informazioni che arrivano dalla Russia, dunque, “al momento vanno prese veramente con le molle”.

 Oms: 100mila casi al giorno in Americhe, metà in Usa

Più di 100.000 casi di C0VID-19 vengono segnalati ogni giorno nelle Americhe, metà dei quali negli Stati Uniti, e ci sono picchi preoccupanti in paesi che sembravano avere il contagio sotto controllo, come l’Argentina e la Colombia. Il quadro della situazione è stato fatto dal direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità Carissa Etienne, in un briefing virtuale insieme ad altri dirigenti dell’Organizzazione panamericana della sanità (OPS). “La nostra regione rimane nella morsa del COVID-19”, ha detto Etienne. Gli Stati Uniti hanno oltre 5 milioni di casi e il Brasile, il secondo peggior focolaio al mondo, ha registrato più di 100.000 morti. Etienne ha detto che c’è stato un aumento dei casi in America centrale, dove questa settimana il Belize ha segnalato il record di nuove infezioni. La Repubblica Dominicana ha più casi di tutte le altre nazioni insulari dei Caraibi messe insieme. Etienne ha detto che le difficoltà dei sistemi sanitari rischia di tradursi in una fiammata delle malattie che finora sono state sotto controllo nell’area, come la tubercolosi, l’HIV e l’epatite, e di causare la morte di persone con malattie prevenibili e curabili. Il 30% delle persone che convivono con l’HIV, un virus prevenibile e curabile, evita di curarsi durante la pandemia, e i paesi hanno scorte limitate di antiretrovirali. “Questo è preoccupante poiché senza cure continue e farmaci costanti, le persone che vivono con l’HIV hanno maggiori probabilità di ammalarsi e di trasmetterlo ai loro partner”, ha detto Etienne. I casi di malattie trasmesse dalle zanzare come la dengue, tuttavia, sono diminuiti, perché le persone sono bloccate in casa durante la pandemia.

“Venti milioni di persone infettate nel mondo e numeri in aumento in Germania sono un chiaro avvertimento: non dobbiamo comportarci con leggerezza nella vita quotidiana, anche se i nostri sistemi sanitari ora riesco a gestire la situazione. Il virus sfrutta ogni possibilità. Dobbiamo continuare a prenderci cura gli uni degli altri”, questo infine l’allarme del ministro degli Esteri tedesco, Jens Spahn, su Twitter.

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