Beirut, Libano. Due violente esplosioni nella zona del porto provocano almeno 50 morti e 2000 feriti, tra i quali un militare italiano della missione Unifil

Beirut, Libano. Due violente esplosioni nella zona del porto provocano almeno 50 morti e 2000 feriti, tra i quali un militare italiano della missione Unifil

Le esplosioni avvenute oggi pomeriggio nell’area del porto di Beirut hanno provocato almeno 50 morti e oltre 2.200 feriti, secondo i dati diffusi dal ministro della Salute, Hamad Hasan, e dalla Croce rossa libanese. Intorno alle 17, due esplosioni – la prima di minore entità e la seconda più intensa – sono avvenute nella zona del porto di Beirut. Inizialmente i media hanno riferito di un’esplosione avvenuta in un silos di grano, mentre in seguito è stata confermata l’esplosione in un magazzino di petardi e materiale esplosivo. Il ministro dell’Interno, Mohamed Fahmy, ha chiarito che l’esplosione è avvenuta dentro il deposito numero 12 del porto, dove era contenuto del materiale esplosivo. Si tratta di nitrato di ammonio confiscato da una nave più di un anno fa e collocato in uno dei magazzini dello scalo marittimo. A tal proposito Fahmy ha sollecitato le spiegazioni dell’Autorità doganale.

Le autorità rendono noto che le ragioni dell’esplosioni restano, al momento, sconosciute. Nell’esplosione è rimasto ferito anche un militare italiano del contingente della missione di interposizione delle Nazioni Unite (Unfil), secondo quanto annunciato dallo Stato maggiore della Difesa. Da parte sua, il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha fatto sapere che è in corso il trasferimento dei dodici militari che si trovavano a Beirut alla base di Shama, dove si trova il Sector-West di Unifil. La gran parte del contingente italiano inquadrato in Unifil si trova a Shama, nel sud del Libano. Nella capitale, in una caserma delle Forze armate libanesi si trova la base di coordinamento interforze italiana per la gestione del transito del personale e dei materiali. L’unità Jmou si occupa delle pratiche portuali e aeroportuali del personale in transito e dei materiali e conta una decina di componenti.

L’esplosione a Beirut giunge in un momento delicato per la storia del Libano, alle prese con una crisi economica senza precedenti e con un governo tecnico che non riesce ad attuare le riforme necessarie a sbloccare i fondi internazionali per ridare vigore all’economia. Le cancellerie di Roma, Parigi, Londra e Washington e l’Unione europea si sono mobilitate per fornire sostegno al paese. L’Italia è vicina agli “amici libanesi in questo momento tragico” dopo le forti esplosioni che hanno colpito Beirut, ha dichiarato il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio. “I nostri pensieri vanno alle famiglie delle vittime, a cui esprimiamo il nostro profondo cordoglio, e alle persone ferite, a cui auguriamo una pronta guarigione”, ha aggiunto Di Maio.

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