Sul Mes, il capo politico di M5S Crimi è “basito” e frena, mentre Pd e Italia Viva fanno pressing su Conte. Esplode il caso Casalino: accuse di insider trading contro il suo compagno

Sul Mes, il capo politico di M5S Crimi è “basito” e frena, mentre Pd e Italia Viva fanno pressing su Conte. Esplode il caso Casalino: accuse di insider trading contro il suo compagno

Una montagna di soldi europei, circondata da spine ‘politiche’ che rischiano di sgonfiare il fragile equilibrio di governo. Neanche una settimana dopo lo storico accordo di Bruxelles con i 209 miliardi per l’Italia, nella maggioranza è ancora bagarre su Recovery Fund e Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. Su questo strumento, che ci garantirebbe 36 miliardi con l’unica condizionalità di utilizzo per spese sanitarie dirette e indirette, continua l’ostracismo del M5S, mentre Pd, Italia Viva e LeU spingono per l’attivazione del canale di credito europeo, vitale dopo il terzo scostamento di bilancio in pochi mesi. “Dobbiamo avere le risorse da investire nel sistema sanitario”, spiega il titolare della Salute Roberto Speranza, che aggiunge: “Meglio il Mes perché i soldi arrivano subito, mentre con il Recovery, se va bene, li vediamo nel 2021”. La questione temporale, è, infatti, dirimente. Lo stesso commissario economico dell’Ue Paolo Gentiloni ha ribadito come i 209 miliardi, divisi tra 81 di trasferimenti e 127 di prestiti, potranno arrivare solo nella seconda metà del prossimo anno. Per il Mes basterebbe una lettera al board del Meccanismo e circa 5 miliardi potrebbero arrivare in meno di un mese.

“Sono basito da questa insistenza sul Mes da parte del Pd”, è il muro firmato dal capo politico reggente 5S Vito Crimi, che rilancia: “Capisco l’avere una posizione diversa, ma abbiamo la Bce che compra il nostro debito e soprattutto dobbiamo decidere come spendere i 209 miliardi del Recovery Fund”. E qui arriva il rilancio recapitato dal Nazareno, che sprona il governo Conte a mettere a punto un piano di rilancio nazionale da presentare a Bruxelles. “E’ necessario fare presto, decidendo rapidamente e superando inutili posizioni ideologiche. Il governo scelga gli strumenti migliori per garantire massima velocità di esecuzione, solo così, con una visione e nuove politiche si crea nuovo ‘buon lavoro”, propone Nicola Zingaretti, consapevole del fatto che l’esito della partita determinerà la tenuta dei giallorossi. In una lettera al Corriere della sera, Zingaretti chiede un piano rapido e senza ideologie. Digitale, rinnovamento di logistica e trasporti, scuola e sanità, riconversione energetica, sono alcuni dei punti sottolineati dal segretario Pd, sul quale i big Dem fanno quadrato: da Dario Franceschini a Roberto Gualtieri, fino a Paolo Gentiloni.

Anche perché dall’opposizione Matteo Salvini cannoneggia: “Non abbiamo bisogno di Mes, abbiamo bisogno di soldi veri, che il governo può recuperare emettendo buoni del Tesoro già oggi”. Una posizione opposta a quella di Forza Italia, concorde invece nell’usare quei fondi esattamente come Italia Viva, che invece è nel governo alleata del M5S: “Rinunciare al Mes per scelta ideologica è assurdo. I soldi servono agli italiani: non rinviamo ancora”, punzecchia via social la capogruppo alla Camera Maria Elena Boschi, confermando una posizione più volte ribadita da Matteo Renzi. Insomma, il confronto prosegue sotto l’occhio attento di Bruxelles, molto curioso anche di vedere all’atto pratico i voti su proroga dello stato di emergenza e scostamento di bilancio. Dei 25 miliardi una parte consistente sarà dedicata al lavoro, con misure come la proroga di altre 18 settimane della cassa integrazione o in alternativa uno sgravio per quelle aziende che decidono di far rientrare i propri dipendenti al lavoro.

Rocco Casalino, portavoce di Conte, torna nel mirino: il compagno cade nell’insider trading

Il lockdown, il trading online, la segnalazione all’antiriciclaggio: tre elementi determinanti per far riaccendere i riflettori sul portavoce della presidenza del Consiglio Rocco Casalino. Protagonista della vicenda è il suo compagno, il trentenne cubano Josè Carlos Alvarez Aguila. Il quotidiano La Verità rivela che Alvarez è stato ‘segnalato’ all’ufficio antiriciclaggio della Banca d’Italia dall’istituto presso cui ha aperto il conto corrente, dopo aver registrato una serie di pagamenti sospetti – in quanto ‘rilevanti’ rispetto al bilancio economico del cliente – verso alcuni siti di trading online. L’argomento è spinoso e la Lega parte subito all’attacco con una interrogazione parlamentare ad hoc in cui si ipotizza, di fatto, che Alvarez abbia sfruttato, nei suoi investimenti, la circostanza che il suo compagno conoscesse in anteprima le decisioni del governo. “Chiediamo che si faccia subito chiarezza poiché, se la notizia fosse confermata, ci troveremmo di fronte a un’ipotesi di reato davvero grave rientrante nel novero degli abusi di mercato”, sottolineano i leghisti Giulio Centemero e Enrico Montani. Nel pomeriggio, a parlare è direttamente Casalino. Il portavoce di Palazzo Chigi conferma i fatti, inquadrandoli però in maniera opposta a quella leghista. “Alvarez è stato vittima di trading online, ha perso 18 mila euro nei due mesi di lockdown”, spiega, precisando che né lui, né tanto meno il governo hanno alcuna connessione con i movimenti finanziari di Alvarez. Il cubano, racconta Casalino, “nei giorni del lockdown è stato più volte chiamato da un call center di una società collegata ad un sito di trading online. Gli suggerivano come e dove investire, prospettandogli guadagni facili”. In un contesto simile alla ludopatia, Alvarez – che beneficiava della Naspi e di piccoli versamenti di Casalino stesso – ha avviato un “passaggio in modo compulsivo di soldi dal suo conto alla carta prepagata con cui faceva transazioni sul sito (da qui, presumibilmente, la segnalazione alla Banca d’Italia). Plus500 e Fortissio.com erano le due piattaforme usate da Alvarez, che è arrivato a perdere in solo 2 mesi 18 mila euro dei suoi risparmi. Il tutto all’oscuro dello stesso Casalino: “L’unica informazione che avevo era che stesse seguendo un corso di trading online, che era diventata una sua passione, non che stesse consumando i suoi risparmi”, racconta il portavoce di Palazzo Chigi. La vicenda, a casa Casalino, ha avuto i suoi effetti, facendo naufragare il progetto (già segnato dalla crisi Covid) della apertura di un sushi bar. E mettendo a rischio lo stesso rapporto tra Alvarez e il portavoce di Palazzo Chigi. “Anche alla luce della difficile fase della mia relazione con Alvarez, chiedo che venga rispettata la mia privacy”, difende il suo privato Casalino.

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