Governo. Il Dl Rilancio è legge, provvedimento da 55 miliardi. Conte stretto tra Consiglio europeo e i tanti dossier sul tavolo, a partire da Autostrade

Governo. Il Dl Rilancio è legge, provvedimento da 55 miliardi. Conte stretto tra Consiglio europeo e i tanti dossier sul tavolo, a partire da Autostrade

Il decreto rilancio è legge. L’approvazione definitiva nell’aula del Senato, dove il governo ha posto la fiducia, confermata con 159 voti a favore, 121 contrari e nessun astenuto; un’approvazione in extremis, a 48 ore dalla naturale scadenza del dl (il 18 luglio). Il provvedimento già approvato con modifiche alla Camera e che diventa legge dopo questo ultimo via libera al Senato, prevede interventi per 55 miliardi di euro a sostegno dell’economia colpita dall’emergenza coronavirus. Tra questi, un contributo a fondo perduto per le imprese, l’esenzione del versamento Irap, dei super bonus per l’efficientamento energetico (ecobonus) o contro il rischio sismico (sisma bonus) con detrazione al 110%; incentivi fino a 3.500 euro per l’acquisto di auto Euro 6 e moto Euro 4 con relativa rottamazione; a questo si aggiungono i bonus vacanza e bici e vengono raddoppiati i fondi per la scuola; slittano di un mese i congedi parentali e vengono anticipate le casse integrazioni per l’autunno. In seguito al varo in via definitiva del decreto Rilancio, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte afferma che “non è questo il tempo dei rinvii, ma delle decisioni. L’Italia deve correre” e su Facebook aggiunge: “Il decreto Rilancio è stato definitivamente convertito dal Parlamento ed è legge dello Stato. Questa sera il decreto Semplificazioni sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale. In queste settimane abbiamo definito i dossier su Banca popolare di Bari, Alitalia, Autostrade e stiamo per chiudere quello sull’Ilva di Taranto”. Adesso, continua Conte, “è la volta di Bruxelles” e annuncia si essere “in partenza” perché “tra qualche ora” incontrerà il presidente francese Emmanuel Macron “per preparare il Consiglio europeo di domattina. E’ una partita fondamentale per il futuro dell’Europa e dei nostri cittadini – spiega il premier -. Dobbiamo approvare al più presto il Recovery fund e il Quadro finanziario pluriennale. Le nuove risorse ci consentiranno di investire nelle infrastrutture, nella digitalizzazione e di perseguire il rilancio economico e sociale di cui il nostro Paese ha bisogno. Confrontiamoci duramente, lavoriamo meticolosamente sui dettagli, ma – conclude il presidente del Consiglio – non perdiamo di vista la prospettiva e la visione ‘politica’ che guida la nostra azione. E’ il tempo della responsabilità”.

Prosegue il dibattito su Autostrade

Dieci giorni per arrivare al Memorandum tra i soggetti coinvolti, dopodiché almeno sei-otto mesi per dare vita alla nuova Autostrade per l’Italia a controllo pubblico. Questa l’operazione decisa dal Governo per mettere fine a quasi due anni di braccio di ferro con Aspi e Atlantia per il crollo del Ponte Morandi. Un percorso che avrà un primo step già tra una settimana, con la presentazione da parte della concessionaria del nuovo Piano economico finanziario. Non si placano le polemiche e i dibattiti sulla scelta effettuata dal governo. Per il segretario generale della Cgil Landini, “la revisione dell’assetto societario” di Aspi, con “l’ingresso di Cdp e la quotazione in borsa va nella direzione di una strategia industriale di cui il Paese ha bisogno di dotarsi”. Inoltre, dice Maurizio Landini ai microfoni di Radio Rai Uno, “come organizzazioni sindacali, nel rispetto della discussione che c’è stata, abbiamo sempre immaginato che era meglio trovare un’intesa, che avesse un elemento di qualità dal punto di vista delle politiche industriali e che salvaguardasse i livelli occupazionali”. Insomma, prosegue il leader della Cgil, “per noi il problema centrale è di avere la certezza di decine di miliardi di investimenti nei prossimi anni, abbiamo bisogno di una riduzione delle tariffe e che le entrate vengano reinvestite e credo che sia importante anche un cambiamento dell’assetto della società”. Sul piano degli interventi politici, si registra la posizione di Matteo Renzi, sicuramente decentrata rispetto alla decisione del governo. Secondo Renzi, “i Benetton non sono stati revocati, sono stati pagati. Siamo in uno Stato di diritto, funziona così. Non è una questione di simpatia: per me la concessione fatta nel 2008 dal Governo Berlusconi era eccessiva. La Meloni sbraita, ma le andrebbe ricordato che allora era ministro. Pure Salvini, che non va in Parlamento manco per sbaglio, quel rinnovo l’ha votato. E’ evidente che qualcuno ha sbagliato, ma hanno fatto prima a ricostruire il ponte che a fare la revoca, che infatti non c’è stata. Io avrei preferito che si comprasse non ASPI ma Atlantia: sarebbe costato meno e si sarebbe potuto fare un progetto industriale più serio. Giusto accertare le responsabilità sul ponte, ma non puoi individuare in una famiglia il nemico, come hanno fatto Lega e 5Stelle. La caccia al capro espiatorio è inaccettabile”.

E a proposito di caccia al capro espiatorio, sulla vicenda Autostrade Luciano Benetton chiarisce, attraverso una nota, di “non aver rilasciato dichiarazioni a giornalisti” e che “le frasi riportate non rappresentano” il suo pensiero. Lo precisa un comunicato di Benetton “in riferimento alle parole riportate da alcuni organi di stampa”. Il riferimento, sia pure non detto, è evidentemente ad un articolo comparso sul quotidiano La Repubblica, con tanto di virgolettato, nel quale Luciano Benetton affermerebbe: “non mi sorprendono gli interessati attacchi politici di persone senza qualità. Mi indigna la sistematica opera di demonizzazione nel nome della nostra famiglia, promossa dai vertici dello Stato. Mai mi sarei aspettato certi termini e certi toni pubblici del Premier Conte e da alcuni suoi ministri”. La Repubblica sostiene che si tratterebbe delle parole con le quali Luciano Benetton pare si sia sfogato con i familiari e i collaboratori più stretti, dopo la lunga notte del consiglio dei ministri, che ha portato all’accordo “vissuto come il tentativo di un esproprio fin dal primo istante”. Come abbiamo poi visto, dai Benetton è arrivata la netta smentita.

Cosa dovrebbe accadere d’ora in avanti ad Autostrade per l’Italia

Nell’ambito dell’accordo raggiunto il 14 luglio in cdm, Aspi è chiamata a presentare al Ministero delle infrastrutture e trasporti entro il 23 luglio il nuovo piano economico finanziario, cui la società sta già lavorando, con tutti gli elementi anticipati dal concessionario nella proposta transattiva, dalla volontà di effettuare interventi compensativi senza effetto sulla tariffa per un importo di 3,4 miliardi al programma di investimenti sulla rete per 13,2 miliardi di euro, incrementabili fino a 14,5 miliardi, nonché una consistente riduzione della tariffa. Nei prossimi 10 giorni inoltre, Atlantia Aspi e Cdp saranno impegnate a mettere a punto l’intesa che verrà sottoscritta entro il 27 luglio e che suggellerà il percorso dei prossimi mesi, in modo da avviare ufficialmente tutto l’iter prima dell’inaugurazione del nuovo Ponte di Genova attesa per i primi di agosto. Entro quella data è atteso anche il cda di Cdp che dovrà deliberare l’operazione. Nella tabella di marcia verso la nuova Aspi pubblica, un altro passaggio chiave sarà verso fine settembre, quando è atteso il primo step dell’ingresso di Cdp nel capitale della società, con una quota del 33% attraverso un aumento di capitale valutato tra i 3 e i 4 miliardi (tutto dipenderà dalla valutazione di Aspi, che oscilla tra i 6 e i 10 miliardi). Con questa operazione, oltre ad Atlantia (che attualmente possiede l’88% di Aspi) si diluiranno anche i soci esteri (Allianz con Edf e Silk Road). Parallelamente, verrà ceduto da Atlantia il 22% di Aspi a investitori qualificati indicati da Cdp, tra cui circolano i nomi del fondo Usa Blackstone, di quello australiano Macquarie, ma anche F2i, Poste Vita, casse previdenziali. La partecipazione di Cdp insieme ai fondi, che verrà raggruppata in un veicolo ad hoc, la cui costituzione è attesa entro la fine di ottobre, raggiungerà così il 55% di Aspi. Un altro passaggio che richiederà qualche mese e che potrebbe essere realizzato tra la fine dell’anno e la primavera è la scissione di Aspi da Atlantia e la contestuale quotazione in Borsa.

Share