Dombrovskis e Gentiloni: crisi più grave del previsto, effetti economici devastanti. Subito il Mes, non ha condizionalità. Incerta la strada per la ripresa. Niente pausa estiva per le nostre economie, ma risposta urgente alla crisi

Dombrovskis e Gentiloni: crisi più grave del previsto, effetti economici devastanti. Subito il Mes, non ha condizionalità. Incerta la strada per la ripresa. Niente pausa estiva per le nostre economie, ma risposta urgente alla crisi

Dombroviskis e Gentiloni, i commissari Ue lanciano un grido di allarme presentando il rapporto di previsione della Commissione Ue e si rivolgono agli Stati membri in vista delle prossime riunioni degli organismi che dovrebbero prendere decisioni non più rinviabili. La crisi, affermano, è “più grave del previsto”, porta “effetti economici devastanti”, per cui il Recovery Fund “serve più che mai” e dovrà essere “ambizioso”. Parole che non lasciano dubbi e che dovrebbero far riflettere quanti in Europa, a partire dai nostrani Salvini e Meloni, scherzano con il fuoco e si producono in  vergognose sceneggiate schierandosi con quanto di peggio esiste nel nostro continente in termini di forze politiche e governi cosiddetti “frugali “, meglio definibili con una parola più semplice, reazionari, senza  se e senza ma. Grido di allarme che dovrebbe far riflette anche i pentastellati, o perlomeno parte di costoro, i quali vedono nel Mes, il Fondo salva stati, il nemico pubblico numero uno. Ormai quasi un’ossessione. Il premier Conte, anche alla luce dell’allarme lanciato da Dombroviskis e Gentiloni, nel tour che si accinge a compiere in Europa, visitando Spagna e Portogallo e incontrando i capi di governo e poi nella riunione del Consiglio d’Europa il 17 e 18, ha buone frecce nell’arco. Il problema è che le lanci non facendosi irretire dalla disputa Mes sì Mes no, rinviando una decisione che per l’Italia resta un punto fondamentale. Torniamo al punto di partenza, il grido di allarme lanciato dall’esecutivo comunitario che ha rivisto al ribasso  le stime di crescita dell’Eurozona e dell’Italia. Bruxelles prevede  un andamento negativo del Pil nel 2020 pari a -8,7% nell’area euro (era -7,7% la stima precedente), mentre nel 2021 prevede +6,1% (era +6,3%). Nell’intera Ue le nuove stime d’estate indicano -8,3% (contro il precedente -7,4%), per il 2021 +5,8% (contro +6,1%). Per quanto riguarda l’Italia, per il 2020 la Commissione Ue indica -11,2% (contro -9,5% stimato a maggio), dato peggiore in Ue, per il 2021 stima +6,1% (contro la stima precedente di +6,5%).  Prosegue il documento Ue: “La crisi del Covid-19 e le misure di contenimento hanno spinto l’Italia in una contrazione economica profonda”. Nel primo trimestre il Pil è calato del 5,3% e nel secondo “il danno all’attività economica è atteso essere più forte”. L’economia ha iniziato a riprendersi dalla produzione dovuta alla pandemia “non appena le misure di contenimento associate hanno iniziato ad allentarsi a maggio”. In assenza di una seconda ondata di infezioni, l’attività economica inizierà a riprendersi nel terzo trimestre di quest’anno, aiutata da un sostanziale sostegno dell’azione politica. Mentre è probabile che la produzione industriale prenda il ritmo più rapidamente, il turismo e molti altri servizi relativi ai consumatori sono destinati a riprendersi più gradualmente, attenuando così il rimbalzo della domanda.

Le perdite di produzione maggiori di quanto ipotizzato in primavera. Il Pil non tornerà al livello del 2019

Le perdite di produzione nei primi due trimestri saranno probabilmente maggiori di quanto ipotizzato in primavera, con una previsione del Pil reale in calo del 11,25% quest’anno. Nel 2021, l’espansione passerà da un rimbalzo tecnico a una ripresa più autentica. Inoltre, il profilo trimestrale rispetto al 2020 implica un sostanziale effetto di riporto, contribuendo in modo considerevole alla crescita della produzione media annua del 6% nel 2021. Tuttavia, non si prevede che il Pil reale tornerà al livello del 2019 entro la fine del 2021. Una sentenza senza se e senza ma che mette a tacere le anime belle, non solo la destra italica, impersonata da Salvini, Meloni, con l’aggiunta del Berlusca che fa un passo avanti verso la maggioranza di governo, vedi Mes e un passo indietro ammanigliato com’è, da vecchia data, con i peggiori arnesi della destra, nipotini dei fascistelli del Msi.

Dombroviskis e Gentiloni nella  loro analisi della situazione economica e sociale dell’Europa: “L’impatto economico del lockdown è più grave di quanto inizialmente previsto. Continuiamo a navigare in acque tempestose e affrontare molti rischi, tra cui un’altra grande ondata di infezioni. Queste previsioni sono un potente esempio del motivo per cui abbiamo bisogno di un accordo sul nostro ambizioso pacchetto di recupero, Next Generation EU, per aiutare l’economia” dice il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis. “In attesa di un rimbalzo dovremo essere vigili sul diverso ritmo della ripresa. Dobbiamo continuare a proteggere i lavoratori e le aziende e coordinare strettamente le nostre politiche a livello dell’Ue per uscirne più forti e uniti”, ha sottolineato.  Dal canto suo Gentiloni, Commissario europeo per l’ economia  in conferenza stampa ha affermato: “Finora il coronavirus ha causato la morte di oltre mezzo milione di persone nel mondo, numero che aumenta ancora, giorno dopo giorno – in alcune parti del mondo ad un ritmo allarmante”. “Le previsioni odierne – ha spiegato  – dimostrano gli effetti economici devastanti della pandemia. In tutta Europa la risposta politica ha permesso di ammortizzare i danni per i nostri cittadini, ma la situazione rimane caratterizzata da disparità, disuguaglianze e insicurezza crescenti. Ecco perché è così importante raggiungere rapidamente un accordo sul piano di ripresa proposto dalla Commissione – per infondere nelle nostre economie, in questo periodo critico, sia nuova fiducia che nuove risorse finanziarie”.

La linea di credito del Mes.  È  stato  fatto un buon lavoro ora spetta ai governi decidere

Quanto al Mes, la linea di credito, circa 37 miliardi di euro per l’Italia da investire sulla sanità, concordata dall’Europa per far fronte alle spese sanitarie dirette e indirette legate alla pandemia, Gentiloni ribadisce che il Fondo Salva Stati “era nato con finalità diverse e aveva condizionalità macroeconomiche diverse, ma abbiamo lavorato perché queste fossero eliminate. Abbiamo fatto un buon lavoro ma spetta ai singoli governi decidere”. L’incertezza sul recupero dell’economia europea rende difficile anche una previsione rispetto al ritorno alle regole del Patto di Stabilità: secondo Gentiloni “il punto di riferimento per concludere questa fase è un ritorno alla situazione precedente per l’insieme dei paesi, non basta che uno o due paesi vadano alla grande e due o tre vadano male. La valutazione dovrà essere una valutazione complessiva”. “La strada per la ripresa è ancora lastricata di incertezza – dice  Paolo Gentiloni – la pandemia di coronavirus ha colpito l’economia europea in maniera ancora più forte del previsto”. Ed è per questo, ribadisce l’ex premier, che è necessario arrivare “rapidamente” ad un accordo a 27 sul Recovery Plan proposto dalla Commissione. Lo sguardo di Bruxelles tuttavia non è del tutto negativo: “Nel secondo trimestre del 2020, la produzione economica avrebbe dovuto subire una contrazione significativamente maggiore rispetto al primo trimestre”, si legge nella nota dell’esecutivo europeo. “Tuttavia, i primi dati di maggio e giugno suggeriscono che il peggio potrebbe essere passato. La ripresa dovrebbe accelerare nella seconda metà dell’anno, anche se rimane incompleta e irregolare da uno Stato membro all’altro”. La Commissione avverte tuttavia che i “rischi” che pesano sulla crescita rimangono “eccezionalmente elevati”. “L’entità e la durata della pandemia, nonché le misure di contenimento che potrebbero rivelarsi necessarie in futuro, rimangono in gran parte sconosciute”, sottolinea la Commissione, che per il momento presume che non ci sarà una seconda ondata di infezioni. Altri rischi, “considerevoli”, incidono anche sul mercato del lavoro, sulla solvibilità delle imprese e sulla stabilità dei mercati finanziari, con ripercussioni sulla crescita. Al contrario, “la rapida disponibilità di un vaccino contro il coronavirus e un accordo degli Stati membri sul piano di ripresa economica proposto dalla Commissione avrebbero conseguenze positive”.

Non  si  può pensare di risolvere i problemi rinviandoli dopo la pausa estiva

Gentiloni, parlando ai corrispondenti delle tv italiane a Bruxelles accenna ad un minimo di ottimismo. Parla di “passi avanti nella consapevolezza di tutti i Paesi membri, anche dei più riluttanti,  che ci sono stati. Non saremmo qui a discutere di un piano da 750 mld, se non ci fossero stati” ma “non bastano e non si può immaginare di risolvere il problema rinviandolo dopo la pausa estiva. Non c’è una pausa estiva per le nostre economie e le nostre comunità: c’è una risposta urgente da dare e i dati presentati confermano questa urgenza”, conclude. “Il peggio è senz’altro passato dal punto di vista della pandemia – aggiunge Gentiloni – è passato senz’altro dal punto di vista delle cifre del Pil, che hanno avuto una caduta enorme nel primo e nel secondo trimestre di quest’anno e che si riprenderanno nei prossimi. Ma di certo il peggio non è archiviato per quanto riguarda le conseguenze sociali di questa crisi”. “Perché – continua il commissario – abbiamo degli strumenti di protezione in caso di crisi, come la cassa integrazione o strumenti simili in altri Paesi, che non sono strumenti eterni. La risposta immediata utilizza dei paracadute, ma l’unico vero paracadute per evitare che la crisi sociale si accentui in autunno è una ripresa forte dell’economia. Perché l’economia si riprenda ci vuole una grande fiducia, perché l’incertezza non aiuta”. Infine, sul decreto Semplificazione, Gentiloni ha concluso: “Noi i decreti li valutiamo quando arrivano. Penso che non sia arrivato neanche al Parlamento italiano. Ma certamente l’obiettivo di cui ha parlato il governo in queste settimane è uno degli obiettivi importanti di riforma, anche per l’Ue”.

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