Coronavirus. 2 luglio. 201 nuovi casi e 30 decessi in sole 4 regioni. 82 in terapia intensiva. Sempre più critica la situazione in Usa e Brasile

Coronavirus. 2 luglio. 201 nuovi casi e 30 decessi in sole 4 regioni. 82 in terapia intensiva. Sempre più critica la situazione in Usa e Brasile

Sono in lieve risalita in Italia i casi e i morti legati al Coronavirus. In un giorno sono stati registrati 201 nuovi contagi, contro i 187 di ieri, mentre le vittime sono 30, 9 in più rispetto al giorno precedente, tutte concentrate in quattro regioni: 21 in Lombardia, 5 in Piemonte, 1 in Emilia-Romagna e 3 in Toscana. Nel complesso il quadro italiano vede 240.961 casi totali, 34.818 morti, 15.060 attualmente positivi e 963 persone ricoverate con sintomi: in terapia intensiva i pazienti sono 82. Il numero dei tamponi effettuati è in linea con quello degli ultimi giorni: sono 53.243 rispetto ai 55.366 di ieri. In questo frangente, un monito arriva dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che invita a non abbassare la guardia in previsione dell’autunno. “La comunità scientifica non esclude una seconda ondata. Di fronte a questo è importante conservare atteggiamenti di cautela e prudenza e rafforzare il Sistema sanitario nazionale”, avvisa, ribadendo l’importanza di utilizzare la mascherina, mantenere le distante di sicurezza ed evitare gli assembramenti. Il Coronavirus fa ancora paura e la massima attenzione è raccomandata soprattutto per i viaggi e gli spostamenti. “Le frontiere aperte ma con tutte le cautele del caso. Non possiamo dimenticare i mesi difficili vissuti. Non possiamo correre rischi”, ricorda Speranza, elogiando l’operato del governo nei momenti più complicati dell’emergenza sanitaria. “Abbiamo dimostrato – sottolinea – che la politica può decidere, deve essere determinata, deve essere ferma. Penso che il governo abbia le carte in regola per continuare in questa direzione”. Con l’attenzione da giorni focalizzata sulle centinaia di polmoniti sospette rintracciate tra novembre e gennaio all’ospedale di Alzano, in provincia di Bergamo, la Lombardia continua a essere la regione più colpita. Sono stati registrati 21 morti in 24 ore rispetto ai 6 di ieri. “Meno di mille ricoverati in Italia: andiamo sempre meglio”. A dirlo  è il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco, che commentando i dati di oggi della pandemia di Covid-19 sottolinea come “sia molto positivo anche il dato dei ricoveri in terapia intensiva, che sono 82”. “Resta il caso Lombardia, ma soprattutto il nodo dei focolai, un elemento con cui convivere. Dobbiamo essere pronti a intercettarli e spegnerli, per poter vivere un’estate e un autunno tranquilli. Insomma, il mio messaggio è quello di essere sereni ma vigili”, conclude Pregliasco.

La situazione sempre più critica negli Stati Uniti e in America Latina

Il numero di casi confermati di Coronavirus al giorno negli Stati Uniti è salito a un record di oltre 50.000 giovedì, con la curva di infezione che sale in 40 su 50 stati con un’inversione di tendenza che ha in gran parte risparmiato solo il Nord-Est. Altro indicatore preoccupante è quello che vede in 36 stati un aumento della percentuale di test che risultano positivi per il virus. L’ondata è stata in parte attribuita agli americani che non indossano mascherine o non seguono le altre regole di distanziamento sociale malgrado l’aumento dei blocchi registrato in molti stati nelle ultime settimane. Giovedì gli Stati Uniti hanno registrato 50.700 nuovi casi, secondo un conteggio tenuto dalla Johns Hopkins University. Si tratta di un raddoppio del totale giornaliero nell’ultimo mese ed è più alto anche di quello a cui il Paese ha assistito durante la fase più letale della crisi di aprile e maggio, quando l’area metropolitana di New York era il punto più critico negli Stati Uniti. Tutti gli stati tranne 10 mostrano una ripresa nei casi segnalati negli ultimi 14 giorni, secondo i dati compilati dal progetto di monitoraggio volontario COVID. I focolai sono più gravi sono in Arizona, Texas e Florida, che insieme alla California hanno adottato nuove misure di blocco nei bar, nei ristoranti e nei cinema nel corso dell’ultima settimana. Nelle ultime due settimane, la percentuale di test positivi è raddoppiata in Georgia, Kansas, Montana, Michigan, Missouri, Tennessee, Mississippi, Carolina del Sud e Ohio. In Nevada, è triplicato. In Idaho, è cinque volte più alto. In Texas, dove i casi nelle ultime due settimane sono aumentati da circa 2.400 al giorno a quasi 8.100 mercoledì, il tasso di positivi è passato dall’8% al 14,5%. In Arizona è passato dal 5,7% al 10,3%. La nuova ondata di infezioni arriva mentre gli americani si preparano alla festa nazionale del 4 luglio nella quale, secondo i responsabili sanitari potrebbero alimentarsi nuovi focolai a causa delle grandi folle previste. Molti comuni hanno cancellato gli spettacoli pirotecnici. Le spiagge in California e in Florida sono state chiuse. Diversi stati del Nord-Est hanno visto rallentare significativamente le nuove infezioni, tra cui New York, Massachusetts, Connecticut, Rhode Island e New Jersey, che hanno permesso ai casinò di Atlantic City di riaprire giovedì, senza fumare, bere o mangiare. A tutt’oggi gli Stati Uniti hanno riportato almeno 2,7 milioni di casi e oltre 128.000 morti, il bilancio più alto del mondo. A livello globale ci sono stati 10,7 milioni di casi confermati e oltre 517.000 morti, secondo il conteggio della Università Johns Hopkins. Continua ad aggravarsi l’epidemia da Coronavirus in Brasile: in base agli ultimi dati forniti in serata dal ministero della Sanità locale, nelle ultime 24 ore si sono registrate ulteriori 1.252 morti ed altri 48.105 casi confermati di Covid-19. Il numero totale dei decessi è dunque salito a 61.884 e quello dei contagi a 1.496.858.

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