Coronavirus. 14 luglio. 114 nuovi casi, 17 decessi, 60 in intensiva. Superati i 13 milioni di casi nel mondo. Il virologo Pregliasco: “no alla paura, sì all’attenzione”

Coronavirus. 14 luglio. 114 nuovi casi, 17 decessi, 60 in intensiva. Superati i 13 milioni di casi nel mondo. Il virologo Pregliasco: “no alla paura, sì all’attenzione”

Sono 114 i nuovi casi di Coronavirus in Italia secondo il bollettino aggiornato pubblicato dal Dipartimento della protezione civile, in calo rispetto all’incremento di 169 nuovi contagi registrato ieri. Dei 114 nuovi casi di oggi 30 sono in Lombardia, che vede calare così al 26,3% la sua incidenza sul numero totale, segue il Veneto con 19 casi, 18 nel Lazio, 15 in Sicilia, 13 l’Emilia Romagna. Zero contagi provincia di Trento, in Campania, Puglia, Abruzzo, Umbria, Calabria, Valle d’Aosta, Molise e Basilicata. I casi totali registrati in Italia sono così 243.344 dall’inizio della pandemia. I morti nelle ultime 24 ore sono 17 (ieri erano 13), il totale dei deceduti in Italia segna 34.984. Sui 243.344 casi totali di Sars-Cov-2 in Italia dall’inizio dell’epidemia 222.053 sono stati identificati dal sospetto diagnostico e 21.291 con attività di screening. Sono attualmente positive 12.919 persone, di cui 777 sono ricoverate (+9 rispetto a ieri), in terapia intensiva 60 (-5 rispetto a ieri), e in isolamento domiciliare 12.082. Il totale dei dimessi e guariti sale a 195.441, +335 più rispetto a ieri. Il totale dei tamponi fatti è 6.004.611 (i casi totali testati 3.507.115); l’incremento dei tamponi è 41.867, in forte aumento rispetto a ieri, ovvero 23.933.

Salgono a oltre 13 milioni i casi confermati di Covid-19 nel mondo

Nella sola giornata di ieri oltre 28.000 contagi sono stati registrati in India, che con circa 906.000 malati è ora il terzo Paese per numero di persone infette. Secondo i dati, diffusi dagli esperti della Johns Hopkins University, aumentano i decessi nella regione latinoamericana e in modo particolare in Messico, dove ieri sono state notificate 485 decessi per nuovo coronavirus. Il Paese ha superato il dato italiano relativo ai decessi ed è ora il quarto Paese al mondo per numero di morti. Secondo quanto comunicato ieri durante il briefing con cadenza quotidiana dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), oltre l’80 per cento dei nuovi casi si conferma in dieci Paesi, la metà solo tra Brasile e Stati Uniti. Negli Usa, mentre continuano le polemiche attorno alla gestione della risposta alla pandemia da parte del presidente Donald Trump, alcuni Stati sono tornati a imporre misure restrittive. Tra questi la California, dove è stata ordinata, a partire da ieri, la chiusura di bar, ristoranti e luoghi di aggregazione. Una nota positiva arriva dallo Stato di New York, dove per la prima volta dopo diversi mesi non sono stati notificati nuovi decessi.

 Iss, l’età media dei colpiti scende a 47 anni

Sempre più giovani e più spesso uomini: cambia, con l’evolversi della pandemia, l’identikit delle persone più di frequente contagiate da Covid-19. Scende infatti a 47 anni l’età mediana dei casi di contagio da coronavirus verificatisi negli ultimi 30 giorni in Italia, ed è molto più bassa rispetto all’età media registrata dall’inizio dell’epidemia, pari a 61 anni. E’ quanto si apprende dai dati di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), relativi agli ultimi 30 giorni e aggiornati al 13 luglio. Il 50,5% dei casi di Covid-19 nell’ultimo mese ha riguardato persone di sesso maschile e il 49,5% femminile mentre, se si guarda ai dati cumulativi di tutta la pandemia, gli uomini rappresentano il 46,5% a fronte del 53,5% delle donne. Quanto ai numeri dei casi, secondo il report elaborato dalla Task force Covid-19 del Dipartimento Malattie Infettive e Servizio di Informatica Iss, quelli registrati negli ultimi 30 giorni sono 5.572 (227.421 da inizio epidemia), di cui 221 tra operatori sanitari (26.840 in totale finora). Mentre i deceduti sono stati 56, rispetto ai 32.694 registrati da inizio epidemia. “Dall’inizio dell’epidemia è cambiato il panorama dei più colpiti: prima erano gli over 70. Adesso, e in particolare negli ultimi 30 giorni, questi rappresentano meno del 20% dei casi, mentre è aumentata moltissimo la classe tra 19 e 50 anni, che rappresenta il 47% dei contagiati. Sono numeri su cui bisogna ragionare per evitare la seconda ondata, possibile e probabile, in autunno”. Lo ha spiegato Luigi Bertinato, responsabile della segreteria scientifica dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss).

Il virologo Pregliasco: “no alla paura, sì all’attenzione”

“Una ripresa all’insegna del buon senso, senza paura ma con attenzione”. In questa fase della crisi Covid-19, “no paura sì attenzione” è la parola d’ordine da conoscere e mettere in pratica secondo il virologo dell’università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, che commenta da un lato l’andamento dei dati dell’epidemia di coronavirus Sars-CoV-2 in Italia, dall’altro le comunicazioni al Parlamento del ministro della Salute Roberto Speranza, con la proroga delle misure anti-contagio al 31 luglio. Se da un lato il bollettino della Protezione civile indica “una situazione endemica con un bassissimo numero di casi, tutto sommato non gravi, quindi un quadro che dimostra la nostra capacità di identificare soggetti positivi che in passato non avremmo scoperto”, sottolinea Pregliasco, dall’altro lato questi stessi nuovi casi rilevati “provano anche che il virus continua a essere presente fra noi, seppure con un’incidenza bassa”. Da qui l’invito a “non avere paura”, ma a “mantenere attenzione” e guardia alta. “Dobbiamo riuscire a individuare in modo sempre più efficace i nuovi focolai e questa – precisa l’esperto – è una responsabilità istituzionale”, alla quale va però affiancata “la responsabilità personale di ognuno di noi”: tutti dobbiamo fare la nostra parte per vincere la battaglia, raccomanda il virologo. Pregliasco disegna dunque l’identikit dei nuovi focolai di Covid-19 in Italia e non solo, notando che “sono l’effetto combinato di tre elementi: lavori a rischio, come possono essere le attività nei macelli o quelle degli spedizionieri; alcune situazioni sociali difficili, la Garbatella a Roma piuttosto che Mondragone nel casertano, e poi i casi di infezione importati dall’estero”, su cui è grande l’attenzione delle autorità sanitarie nazionali e regionali come è giusto che sia, conferma l’esperto. Scongiurare “la bomba biologica”, la temuta nuova ondata, conclude il virologo, in questo momento significa proprio riuscire a “contrastare la combinazione di questi tre fattori”.

 

 

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