Coronavirus. 10 luglio. 276 nuovi casi e 12 decessi, 65 in intensiva. Usa, Brasile e India, record di contagi e morti. Italia, verso proroga stato di emergenza. Medici con ministro Speranza su App Immuni

Coronavirus. 10 luglio. 276 nuovi casi e 12 decessi, 65 in intensiva. Usa, Brasile e India, record di contagi e morti. Italia, verso proroga stato di emergenza. Medici con ministro Speranza su App Immuni

Prosegue il trend in aumento dei casi di coronavirus in Italia; nelle ultime 24 ore si registrano 276 nuovi casi contro i 229 di ieri. Di questi 135 nella sola Lombardia, anche se la regione rispetto a ieri registra un numero inferiore di nuovi contagiati. Il numero dei morti resta uguale a quello di ieri, 12, portando il numero complessivo a 34.938. A rendere noti i numeri il ministero della Salute nel consueto bollettino quotidiano. In totale i contagiati da inizio Covid-19 sono 242.639. Il numero di guariti oggi è in diminuzione a 295, per un totale di 194.273. Cala di 27 il numero di ricoverati (844), mentre si riduce di 4 il numero dei ricoverati nelle terapie intensive, ora sono 65. Il numero delle persone in isolamento domiciliare è di 12.519, identico a quello di ieri. Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 47.953 tamponi. Quattro le regioni italiane che non hanno registrato nuovi positivi: si tratta di Sicilia, Molise, Basilicata e Valle d’Aosta.

La situazione nel mondo. Oltre 12 milioni i contagi e più di 550 mila decessi. La pandemia non è vinta e fa ancora tante vittime

Oltre 550.000 morti in tutto il mondo, 12 milioni di casi. La pandemia del nuovo coronavirus ha ucciso oltre 550.000 persone in tutto il mondo dalla fine di dicembre, più della metà delle quali nei quattro paesi più colpiti, gli Stati Uniti (133.195 morti), il Brasile (69.184), il Regno Unito. (44.602), Italia (34.926) e Messico (33.526). Non solo una lunga scia di record giornalieri sui nuovi casi di contagio: ora negli Usa comincia a salire di nuovo anche il numero dei morti. Un campanello d’allarme che segnala la possibile fine di mesi di declino nel numero totale delle vittime. Nell’ultima settimana secondo i dati ufficiali la media è salita a 608 decessi al gioro, contro i 407 di inizio luglio. A metà aprile la media era di 2.200 al giorno, ma c’era il focolaio di New York. Sono almeno 69.184 i morti per patologie riconducibili al contagio da nuovo coronavirus in Brasile, 1.220 in più rispetto al numero di decessi registrati nelle precedenti 24 ore. Lo rivela il ministero della Salute del Brasile rendendo noto che il numero complessivo di contagi, sommando i dati forniti dai dipartimenti della Salute degli stati, è salito ad almeno 1.755.779 casi, 42.619 in più rispetto a quelli registrati nelle 24 ore precedenti. Il tasso di mortalità (numero di persone morte sul totale della popolazione), in costante crescita nelle ultime due settimane è salito al 32,9 per cento, mentre il tasso di letalità (numero di deceduti per i quali era stata diagnosticata la covid) è del 3,9 per cento. Il contatore della Johns Hopkins University pone l’India al terzo posto al mondo come numero di contagi, giunti ormai a 793.802, mentre i decessi rilevati sono stati fino ad oggi 21.604. Nelle ultime 24 ore si è registrato il record di casi per una singola giornata: 25.506 per 475 nuovi decessi. La situazione è drammatica sia nelle grandi e sovraffollate megalopoli che nelle campagne, dove l’infezione si è sparsa capillarmente, importata dai pendolari e dove le diagnosi sono pressoché inesistenti. Per quanto riguarda i centri abitati, per dare un esempio della progressione del morbo, mercoledì scorso a New Delhi si sono registrati 2.033 nuovi casi, che hanno portato il totale nella città a 104.864 infezioni di cui 3.213 rivelatesi fatali. Di questo passo, prevedono gli esperti, si rischiano di contare circa mezzo milione di contagi entro fine luglio, in una città che non dispone che di 12.500 letti in ospedale.

Verso la proroga al 31 dicembre dello stato di emergenza

Si va verso la proroga al 31 dicembre della dichiarazione dello stato d’emergenza. E’ quanto anticipato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “E’ una decisione che dobbiamo prendere in Consiglio dei Ministri – ha spiegato in mattinata il premier a Venezia -. Lo stato di emergenza non significa che non teniamo sotto controllo il virus, l’eventuale proroga significa che siamo nella condizione di continuare ad adottare le misure necessarie, anche minimali. Non vi dovrete sorprendere: se la decisione sarà prorogarlo, ragionevolmente lo prorogheremo”. Lo stato d’emergenza, in scadenza a fine mese, era stato dichiarato lo scorso 31 gennaio. Una decisione assunta quando ancora lo spauracchio del virus era confinato alla Cina, anche se già due cittadini cinesi in vacanza in Italia il giorno precedente erano stati ricoverati allo Spallanzani a Roma perché trovati positivi. Nel giorno in cui l’Italia aveva scoperto la presenza del Covid nel suo territorio, e nelle ore successive alla dichiarazione dello stato di emergenza internazionale dichiarato dall’Oms, il ministero della Salute aveva lanciato l’allarme. Un allarme che un mese dopo si sarebbe materializzato nell’esplosione di una pandemia che ad oggi, nella sola Penisola, ha provocato quasi 35 mila morti. Conte aveva quindi firmato la dichiarazione dello stato di emergenza per la durata di 6 mesi, scelta necessaria per consentire alla Protezione civile l’emanazione di precise ordinanze. Ed è in questo solco che il capo del governo ha potuto approvare i vari Dpcm che di fatto hanno poi regolato la vita degli italiani, tra lunghi periodi di lockdown e mirate riaperture.

I medici di famiglia col ministro Speranza per sostenere App Immuni 

La Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale, al fianco del ministro della salute Roberto Speranza per promuovere l’App Immuni, perché “solo tracciando efficacemente i contagi potremmo convivere con il Covid-19”. “Solo scaricando l’App Immuni il sistema sanitario potrà controllare efficacemente i nuovi focolai di infezione da Covid-19 ed evitare di essere costretti ad un nuovo lockdown”, sottolinea così Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg, la scelta della medicina generale di scendere in campo a sostegno del ministero della Salute “per sensibilizzare i cittadini sull’utilità del tracciamento ai fini di spezzare sul nascere le nuove catene di contagio”. Scotti, che stamane ha incontrato il ministro della Salute Roberto Speranza ribadendo il sostegno concreto da parte della medicina generale, annuncia ora l’avvio di una massiccia campagna di sensibilizzazione. “L’evoluzione della pandemia in endemia – spiega il segretario generale Fimmg – sta creando le condizioni per una recrudescenza del virus. I cittadini stanno abbassando la guardia e questo sta favorendo la nascita di nuovi focolai epidemici. Nonostante gli appelli del governo, l’App immuni non è stata ancora scaricata in maniera massiva. Ancora una volta la medicina generale, con la sua prossimità al paziente e forte di un rapporto fiduciario costruito negli anni, è pronta a fare la propria parte a tutela della salute”. La campagna Fimmg coinvolgerà dunque le migliaia di studi sparsi in tutta Italia, dove saranno affissi manifesti che invitano a scaricare l’App Immuni, oltre che diffondere sui canali social un mini spot sul tema. Saranno sempre i medici di famiglia a chiarire ogni dubbio sull’applicazione e a spiegare perché è di vitale importanza attivarla sul proprio cellulare.

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