Auto: Fiom, aprire tavolo con governo, imprese e sindacato

Auto: Fiom, aprire tavolo con governo, imprese e sindacato

“E’ necessario aprire un tavolo tra governo, imprese e sindacato per decidere insieme la strategia centrale nel settore automotive”. Lo dichiarano Mariano Carboni, della Fiom-Cgil nazionale e Giorgia Calamita, della Fiom-Cgil Basilicata. “Il governo – proseguono – deve: creare le condizioni politiche affinché la trasformazione della viabilità nel paese deve avvenire con piani industriali che creano produzioni ecosostenibili, che mette insieme le azioni per il blocco dei licenziamenti, degli ammortizzatori, innovazione e ricerca; aumentare gli ammortizzatori sociali chiedendo impegni industriali e occupazionali nel nostro paese; aprire realmente il confronto sul Ccnl per rimettere al centro la qualità del lavoro migliorando i ritmi, le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori in fabbrica e riduzione dell’orario di lavoro, aumentare i salari e far ripartire l’economia; far ripartire la contrattazione aziendale, contrattare con le imprese le condizioni di lavoro, salario, occupazione, salute e sicurezza, bisogna aprire il confronto con le aziende dell’indotto di Fca Melfi e della logistica. A settembre partirà una campagna di assemblee tra i lavoratori”.

“L’emergenza Covid-19 ha acceso i riflettori su una crisi che era già presente da ormai più di 10 anni sottolineano i sindacalisti – la crisi dell’automotive con ricadute occupazionali e produttive. Fca ha perdite produttive maggiori rispetto le case dell’auto internazionali ed europee, vecchi sono i modelli e la motoristica. Nell’area industriale dello stabilimento Fca di Melfi su tutta la componentistica già dal 2017 si fa ricorso all’utilizzo degli ammortizzatori sociali al 50% (Cigo, Cds) oggi 100% (Cigo Covid-19) per un totale di 19 mesi nell’ultimo quinquennio con ricadute pesantissime su condizioni di lavoro, salario e occupazione. Circa 1500 lavoratori sono con il contratto di somministrazione e non hanno avuto il rinnovo, i 20 turni in realtà non sono quasi mai fatti. L’impegno dei delegati e della Fiom-Cgil a tutti i livelli nella fase della pandemia – concludono – è stato straordinario, nel fermare le produzioni per mettere in sicurezza i lavoratori con gli accordi sui protocolli anti Covid-19”.

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