Zingaretti a Conte: siamo leali ma protagonisti, serve una svolta. Colao consegna il rapporto della task force a Conte, ma appare privo di “consigli originali” per far ripartire l’Italia

Zingaretti a Conte: siamo leali ma protagonisti, serve una svolta. Colao consegna il rapporto della task force a Conte, ma appare privo di “consigli originali” per far ripartire l’Italia

Al governo attuale “non ci sono alternative” ma questo non vuol dire che tutto può essere accettato: il Pd è “forza centrale e leale” dell’esecutivo che chiede quindi pieno rispetto, in primo luogo da parte del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Questo il richiamo lanciato dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nella Direzione che si è svolta in videoconferenza. L’intervento di Zingaretti, arriva al termine di alcuni giorni di crescenti tensioni tra i dem e il premier, culminate con l’arrabbiatura per la decisione, non concordata, di lanciare gli ‘Stati generali’, che infatti stanno slittando. “Lo scenario del dopo-Italia – ha sottolineato il segretario – pretende scelte nuove e una decisiva svolta da compiere insieme ai nostri alleati: questo è stato il cuore del confronto utile con il presidente Conte e che continuerà. Nessuna contrapposizione ma la necessità per tutti di un salto di qualità necessario dettato dal fatto che la crisi e le scelte europee richiedono uno sforzo programmatico del governo”. Il convincimento/timore di Zingaretti è che il malessere italiano o si incontra con il progetto di governo o si trasforma in odio. Per questo ora serve “una svolta per il futuro” e occorre dare “risposte urgenti” a dossier come quelli su Mittal, Alitalia, Autostrade. In questo momento, per il segretario, si prospetta un “bivio” tra “l’Italietta” e un nuovo modello di sviluppo e il Pd deve affermare le proprie priorità: “giustizia sociale e lotta alle disuguaglianze”. Per quanto riguarda gli Stati generali che tanto avevano fatto infuriare il capo delegazione al governo Dario Franceschini, Zingaretti non può che dare via libera ma con alcune avvertenze: “Attenzione ai tempi certi, ora l’Europa chiede a noi rigore, un piano di ricostruzione serio ed adeguato, non possiamo sbagliare”. Sulla linea del segretario anche Paola De Micheli e Francesco Boccia. Per la ministra delle Infrastrutture “non c’è alternativa a questo governo, ma è bene non dimenticare che dobbiamo usare il tempo a nostra disposizione per cambiare, nei fatti e nei comportamenti, senza inutili polemiche e chiacchiere, questa situazione”. Anche il titolare degli Affari regionali invita a non “tirare a campare” perché “oggi siamo davanti a un passaggio che non può permettersi di avere mezze misure”. Se la linea uscita dalla Direzione è quella del pieno sostegno al segretario, si sono registrate anche delle posizioni critiche rispetto alla linea tenuta dal Pd. Per Orfini, il governo è apparso a volte “inadeguato nella gestione e inesistente nella visione” e i Dem devono uscire dal “lockdown politico” in cui si sono chiusi, assumendo una “una iniziativa vera e forte”. Non c’è stato alcun voto al termine della direzione. La relazione online di Zingaretti è stata seguita da 60.000 contatti; 155 i partecipanti alla direzione in videoconferenza; oltre 20 gli interventi.

Una breve sintesi del documento consegnato da Colao a Conte. Il titolo è ambizioso, “un’Italia più forte, resiliente ed equa”, ma da una prima lettura emerge la percezione di cose già dette e scritte, perfino banali

La pandemia Covid-19 ha “messo in evidenza le fragilità del tessuto economico e sociale italiano e il divario che separa l’Italia dai Paesi vicini e da quelli concorrenti”. E’ quanto si legge nelle conclusioni del rapporto, intitolato “Iniziative per il rilancio ‘Italia 2020-2022”, consegnato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte dal Comitato di esperti in materia economica e sociale guidato da Vittorio Colao. “Le difficoltà che stiamo affrontando sono senza precedenti – si legge -, ma proprio per questo stanno consentendo di liberare ingenti risorse finanziarie e straordinarie energie umane. Abbiamo così oggi un’occasione irripetibile per trasformare profondamente il Paese e permettere alle giovani generazioni di avere fiducia in un futuro di opportunità ed equità per tutti. Nei prossimi due o tre anni possiamo trasformare l’Italia più di quanto si sia saputo fare negli ultimi decenni, se avremo il coraggio necessario per agire con decisione nella riforma del Paese e nell’investimento a favore delle prossime generazioni. Il piano di rilancio sviluppato dal Comitato – continua il rapporto – è stato elaborato in ciascuna delle sei aree di lavoro per bilanciare efficacia in tempi rapidi e profondità di trasformazione. Realizzarlo può consentire all’Italia di: migliorare drasticamente l’efficienza e l’efficacia della Pubblica amministrazione; ridurre significativamente l’economia sommersa e l’evasione fiscale; rafforzare la competitività delle imprese e l’attrattività turistica del Paese; diminuire le diseguaglianze di genere, sociali e territoriali; uscire dalla fase di rilancio post Covid-19 con un tasso di crescita economica quanto meno in linea con i partner europei”. Per il Comitato, infine, “è oggi urgente riformare, trasformare e innovare il nostro Paese con decisione e coraggio, traducendo piani e iniziative in atti concreti in grado di produrre risultati già nel breve termine. Solo così sarà possibile stimolare il rilascio delle energie individuali e collettive necessarie per rilanciare il Paese e creare un’Italia più forte, resiliente ed equa”.  Inoltre, questa sera alle 21 il premier Giuseppe Conte vedrà i capi delegazione delle forze di maggioranza, nonché i ministri Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli. Sul tavolo, l’organizzazione degli Stati generali dell’economia, una riunione che segue quella di venerdì scorso, quando non sono mancate tensioni sull’evento che dovrebbe tenersi giovedì a Villa Pamphili e concludersi nella giornata di sabato, con tanto di conferenza stampa a conclusione dei lavori. Nella serata di oggi è prevista anche una riunione della squadra di governo M5S sempre sugli Stati generali dell’economia, ma a questo punto non è escluso che la conference call pentastellata slitti a domani.

Gualtieri: il Patto per l’export sfida strategica, vettore crescita

E mentre Colao consegnava a Conte il suo rapporto sull’Italia che rinasce, alla Farnesina si siglava un patto per le esportazioni, con tanti ministri e tanti soggetti imprenditoriali. In particolare, il ministro dell’Economia ha affermato: “Mi accingo anche io con grande gioia a sottoscrivere” questo “importante” e “strategico” Patto per l’export. Gualtieri ha sottolineato che il processo che ha portato alla firma del Patto è stato “inclusivo e approfondito” e i “sei pilastri strategici” consentono di fare un “salto di qualità nell’azione che il nostro paese deve svolgere per sostenere uno dei vettori fondamentali della sua crescita e del suo sviluppo”. E “credo – ha aggiunto Gualtieri – che c’è stato un grado significativo di lungimiranza” perché “durante i mesi più difficili del covid questo lavoro non si è interrotto ma è stato rilanciato, sia sotto il profilo dello stanziamento delle risorse che abbiamo sempre cercato di assicurare sia sotto il piano di un lavoro di ricognizione e di riforma di meccanismi importanti come quello che costituisce il sesto pilastro della leva finanziaria e questo è importante farlo”. “Abbiamo la possibilità partendo nel momento giusto”, ha proseguito, seppur “in un contesto sfidante come quello del post covid, quindi è giusto lavorare intensamente per questa sfida e cogliere queste opportunità”.

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