Stati generali. Nella terza giornata si abbatte come un fulmine la realtà degli invisibili. Il sindacalista Soumahoro s’incatena, minaccia lo sciopero della fame e viene ricevuto da Conte

Stati generali. Nella terza giornata si abbatte come un fulmine la realtà degli invisibili. Il sindacalista Soumahoro s’incatena, minaccia lo sciopero della fame e viene ricevuto da Conte

Terzo giorno di confronto tra il governo e i rappresentanti delle forze produttive del Paese a villa Pamphili con un colpo di scena: il sindacalista e attivista dei diritti dei braccianti, Aboubakar Soumahoro, si è incatenato davanti alla Villa in segno di protesta contro il governo. A pochi metri, nella storica residenza, si sono seduti al tavolo con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i rappresentanti del commercio, dell’artigianato, della piccola e media impresa, del terziario, fino alla chiusura con Abi e Ania. Il premier è partito dagli ultimi dati Istat, relativi al commercio al dettaglio che “restituiscono – ha detto – un’immagine molto preoccupante. Nel trimestre febbraio-aprile, il calo complessivo è del 15,8%: si tratta di variazioni negative che abbiamo difficilmente sperimentato negli ultimi decenni”. Nonostante il quadro post emergenza sanitaria, che ha consegnato un Paese in sofferenza economica, il premier sprona i partecipanti a guardare avanti. “Dobbiamo assolutamente affermare – ha detto Conte – una ‘nuova normalità’ per il Paese. Una normalità che deve prevedere dei tassi di crescita economica e di sviluppo sostenibile sociale per il Paese ben più elevati rispetto al passato”.  Al tavolo con le associazioni di categoria Conte ha ricordato tutte le misure messe in campo dal Governo: 80 miliardi, più le garanzie per la liquidità, le moratorie sui finanziamenti di famiglie e imprese, le moratorie e le garanzie poste sui crediti delle imprese attraverso il Fondo centrale di garanzia Pmi e le garanzie rilasciate da Sace. E ancora la sospensione di molti pagamenti fiscali e contributivi, l’esenzione dal versamento della prima rata Irap, il contributo a fondo perduto per i soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo. In discussione, ora, c’è il progetto di piano di rilancio.

Un documento aperto a suggerimenti, proposte, pareri. Per Confesercenti, si devono istituire Zone franche del turismo che prevedano fiscalità di vantaggio per visitatori stranieri ed imprese. “In Italia – ha detto la presidente Patrizia De Luise – ci sono 71 Comuni che registravano, prima della crisi, oltre 500mila pernottamenti di turisti stranieri all’anno e che sono a nostro avviso candidabili ad ottenere lo status di zona franca del turismo. Dobbiamo anche spingere il rinnovamento delle strutture ricettive con la revisione del tax credit”. Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli occorre fare in fretta. Il premier Conte ha parlato anche di Recovery Fund. “Presenteremo a settembre un piano specifico di Recovery italiano, dovremo selezionare alcuni investimenti specifici che entreranno in questo progetto finanziato dall’Europa – ha annunciato -. Abbiamo la possibilità di chiedere investimenti per la strumentazione, non vogliamo penalizzare nessuno, piuttosto incentivi quindi ai pagamenti digitali che penalizzazioni nel caso in cui non ci si adegui ai pagamenti digitali”.

A fine giornata Conte ha poi ricevuto il sindacalista Soumahoro che ha chiesto “fatti concreti, non più parole”

Una protesta che gli è valsa un faccia a faccia con il premier. Il sindacalista Aboubakar Soumahoro si è ammanettato davanti ai cancelli di villa Pamphili a Roma, dove da venerdì sono in corso gli Stati Generali dell’Economia, annunciando l’inizio di uno sciopero della fame (poi interrotto dopo l’incontro) finché non avesse avuto risposte sul dramma dei braccianti stranieri, “dimenticati dalla regolarizzazione prevista nel decreto Rilancio”. Finché, dice, “il governo non ascolterà il grido di dolore degli invisibili e degli esclusi, gli stessi lavoratori che a giugno hanno visto morire Mohamed Ben Ali, per tutti Baye Fall, nell’incendio della sua baracca a Borgo Mezzanone, nel Foggiano, e Adnan Siddique, ucciso dai caporali a Caltanissetta”. E il governo lo ha ascoltato. Giuseppe Conte l’ha ricevuto tra un incontro e l’altro con il mondo dell’impresa: “Con grande determinazione Aboubakar ha detto al premier che servono fatti, non più parole”, riferiscono fonti delle Sardine, che hanno appoggiato la lotta del sindacalista. I lavoratori agricoli e gli “invisibili delle periferie”, come li definisce Soumahoro, chiedono al governo risposte su 3 punti: riforma della filiera agricola; varo di un Piano Nazionale per l’emergenza lavoro e cambio delle politiche migratorie.”E’ ingiusto e dannoso far finta che nulla sia avvenuto e che milioni di persone restino cittadini di serie B”, commenta il neo responsabile del Dipartimento Immigrazione del Pd, Marco Pacciotti, che chiede, accanto a investimenti “massicci e mirati” nell’istruzione e nelle politiche di welfare, il “coraggio di affermare una visione di società dove gli immigrati siano considerati cittadini e non ospiti poco desiderati”, riconoscendo finalmente “la presenza di questi nostri nuovi cittadini come un dato strutturale e non transitorio”.Quindi, l’abolizione dei decreti Salvini (“frutto avvelenato da superare il prima possibile”), e l’approvazione dello Ius Culturae, per “dare certezze a quasi un milione di ragazzi nati o cresciuti in Italia ma ancora stranieri per lo Stato”.

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