Scuola. Sciopero dell’8 giugno, il garante chiede di revocarlo, ma i sindacati lo confermano con determinazione

Scuola. Sciopero dell’8 giugno, il garante chiede di revocarlo, ma i sindacati lo confermano con determinazione

Revocare lo sciopero nazionale della Scuola indetto per l’8 giugno prossimo. La Commissione di garanzia per l’attuazione degli scioperi nei servizi pubblici essenziali chiede in via d’urgenza ai sindacati di revocare lo sciopero nazionale di tutti il personale della Sezione SCUOLA e dell’Area della Dirigenza del Comparto Istruzione e Ricerca per l’intera giornata dell’8 giugno prossimo. A determinare il richiamo “il mancato rispetto del termine di preavviso” per lo sciopero proclamato il 29 maggio scorso, ricordando come , si legge nel testo sul sito della commissione, ”la comunicazione della proclamazione di qualsiasi azione di sciopero relativa al solo comparto SCUOLA, da parte delle strutture e rappresentanza sindacali, deve avvenire con un preavviso non inferiore a giorni 15”. Tra i rilievi elevati anche quello relativo al ”mancato rispetto della regola dell’intervallo tra azioni di sciopero”, secondo il quale ”tra un’azione di sciopero e la successiva deve intercorrere un intervallo di tempo non inferiore a sette giorni”: Il Garante annota infatti come era già stato invece precedentemente proclamato per l’intera giornata del 5 giugno, lo sciopero nazionale di tutto il personale del Comparto Istruzione e Ricerca dall’Organizzazione sindacale ADL Cobas. Resta fermo , conclude, che la Commissione, in seguito alla eventuale apertura del procedimento di valutazione, accerterà ogni altra violazione che dovesse emergere.

La reazione dei leader sindacali della scuola non si è fatta attendere. Il segretario della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, annuncia:  “Stiamo predisponendo la lettera di risposta alla Commissione nella quale spieghiamo le motivazioni per cui riteniamo necessario che lo sciopero venga confermato l’8 di giugno”. E “Lo sciopero l’8 giugno – ribadisce Pino Turi, leader della Uil, scuola – è possibile farlo perché, stante la situazione attuale, non crea assolutamente ripercussioni né sulle scuole, che sono chiuse, né sulle famiglie, né sugli studenti. Presenteremo una nostra memoria alla Commissione. Sono sicuro che è una situazione che possiamo risolvere negoziando. Oltretutto – conclude Turi – la Commissione non dovrebbe avere una competenza sanzionatoria ma di conciliazione. Apriremo una interlocuzione con la Commissione di Garanzia affermando le nostre ragioni. Lo sciopero resta confermato”. Da parte sua, la segretaria generale della Cisl Maddalena Gissi scuola afferma: “Utilizzeremo altri strumenti e mezzi di comunicazione per far capire che la scuola non è sola e che ora più che mai ha bisogno di essere accompagnata in un percorso molto tortuoso e complicato. Stiamo inoltre preparando una nota organizzativa nella quale mettiamo in chiaro le iniziative che intendiamo intraprendere nel futuro, anche su piazze virtuali perché noi siamo rispettosi delle regole”.

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