Scuola. In migliaia in tutta Italia contro le linee guida per settembre della ministra Azzolina. Per Sinopoli, Flc Cgil, “servono almeno 3 miliardi, non uno, per fare grande la scuola”

Scuola. In migliaia in tutta Italia contro le linee guida per settembre della ministra Azzolina. Per Sinopoli, Flc Cgil, “servono almeno 3 miliardi, non uno, per fare grande la scuola”

Migliaia di persone in tutta Italia hanno partecipato alla manifestazione nazionale convocata dal Comitato ‘Priorità alla scuola’. In 60 città, insegnanti, genitori, educatrici ed educatori, personale Ata e studenti hanno manifestato per chiedere dignità per la Scuola Pubblica, per chiedere al governo Conte “di impegnarsi con serietà sulla riapertura delle scuole in settembre”. Le linee guida, presentate dalla ministra all’Istruzione Lucia Azzolina, denuncia il comitato, “non garantiscono una riapertura delle scuole in presenza, in continuità, in sicurezza e senza riduzione di orario”. Il Comitato propone di considerare le scuole “come presidi sanitari territoriali con la riapertura delle infermerie scolastiche, dove, attraverso i medici di base, sarebbe possibile intervenire tempestivamente con test sierologici, tamponi e monitoraggio sanitario, in modo tale da far ripartire la cultura della prevenzione, sulla quale si è smesso di investire da almeno un ventennio”. La richiesta avanzata è quindi il ritiro delle linee guida, che il comitato ritiene “imbarazzanti e inutili” e annuncia che la mobilitazione nazionale continuerà finché queste non saranno revocate.

Più soldi alla scuola, riduzione del precariato e classi con meno alunni in vista della riapertura a settembre. È quello che chiedono in un’unica voce, da Piazza San Silvestro a Roma, studenti, dirigenti, professori e genitori che hanno partecipato all’appuntamento organizzato dal comitato ‘Priorità alla scuola’. Tra le bandiere dei manifestanti, circa 300, sventolano le sigle dei sindacati e quelle degli studenti della Rete degli Studenti Medi e dell’Unione degli studenti scesi in piazza per contestare le Linee guida stilate dal ministero dell’Istruzione per la riapertura delle scuole. “Il progetto del ministero lascia tutto nelle mani dei singoli istituti, ma l’autonomia ha distrutto le nostre scuole, bisogna tornare a lavorare insieme”, commentano due insegnanti. Secondo i manifestanti, infatti, le linee guida (di cui circola una seconda bozza, il documento ufficiale non è stato ancora pubblicato), lascia tutta la responsabilità ai dirigenti scolastici e agli insegnanti. “Ci siamo stufati di dichiarazioni. Ci chiediamo com’è possibile mantenere la distanza nelle scuole pubbliche italiane – dichiara Daniele, della Rete Studenti Medi – Le linee guida sono vaghe e lasciano tutta l’organizzazione alle singole scuole. I dirigenti non si possono prendere la responsabilità della sicurezza. Servono chiarezza e fondi da parte del ministero”. A chiedere più investimenti, in piazza, c’è anche l’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, dimessosi lo scorso dicembre proprio perché insoddisfatto dei fondi stanziati. “Mi sono dimesso per una questione politica ma non smetterò mai di combattere per la scuola del nostro Paese, perché vorrei che la politica mettesse la scuola al centro di tutto – commenta l’ex ministro – ma c’è ancora tempo per investire quei 3 miliardi che avevo chiesto. Abbiamo bisogno soprattutto di personale, i soldi per gli strumenti tecnologici li possiamo trovare. In piazza qualche bambino disegna su un foglio la scritta “vogliamo tornare a SCUOLA”, mente il microfono passa tra i vari relatori, soprattutto insegnanti e studenti. “È una manifestazione importante perché se non riparte la scuola non riparte il paese – commenta il senatore Francesco Verducci, Pd, vicepresidente della settima Commissione Istruzione pubblica e beni culturali – Il costo della crisi non può ricadere sui giovani. Ci vogliono investimenti per i docenti, assunzione dei precari e classi meno affollate. La scuola va ripensata”.

In piazza san Silvestro a Roma anche il segretario generale della Fl Cgil, Francesco Sinopoli, che commenta le ultime indiscrezioni sul nuovo testo delle linee guida. “Il cruscotto era stato già anticipato ieri dalla ministra. Certamente ogni supporto o strumento che viene offerto per consentire il calcolo delle misure necessarie al distanziamento è importante. Ma il nodo vero, ribadiamo, è la mancanza di risorse: 1 miliardo non è sufficiente” ha affermato Francesco Sinopoli. “L’obiettivo è la didattica in presenza e dalle indiscrezioni sembrerebbe che vi sia stato un ridimensionamento della Dad, e se così fosse per noi è sicuramente positivo. E la didattica in presenza deve essere per tutti e non può dipendere dalle singole scuole o dai contesti territoriali. – ha aggiunto Sinopoli – Sarebbero necessari almeno altri 3 miliardi. Questa è una scommessa, è una ‘occasione’ per fare grande la scuola e per investire in essa, in infrastrutture di qualità e nel personale”.

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