Mittal. Anche il governo rigetta il piano dell’azienda, ma l’incontro coi sindacati è stato deludente. Re David, Fiom Cgil: “necessaria svolta radicale nel metodo e nel merito”

Mittal. Anche il governo rigetta il piano dell’azienda, ma l’incontro coi sindacati è stato deludente. Re David, Fiom Cgil: “necessaria svolta radicale nel metodo e nel merito”

“Inaccettabile”: l’aggettivo si spreca al Mise, dove in videoconferenza si riunisce il tavolo tra governo e sindacati per discutere il nuovo piano presentato il 5 giugno da Arcelor Mittal sull’Ex Ilva. L’esecutivo continua a lavorare a un progetto che attinga alle risorse del Green Deal europeo e, assicura Roberto Gualtieri, è disponibile a un intervento pubblico, se necessario, a condizione di un “rilancio rapido, investimenti certi e tutela dell’occupazione”. Il piano della multinazionale francoindiana prevede 3.300 esuberi e il rinvio del rifacimento dell’altoforno 5. Un progetto lontano dall’accordo del 4 marzo 2019 con il governo e lontanissimo da quello con i sindacati del 6 settembre del 2018. Gli accordi del 4 marzo prevedevano da parte della società la garanzia di mantenere i livelli occupazionali di 10.700 posti. Quello di settembre includeva anche la clausola di salvaguardia per i lavoratori in amministrazione straordinaria ed è il solo accordo che i sindacati riconoscono perché, nei fatti, si tradurrebbe in zero esuberi. Il piano dell’azienda, per i ministri coinvolti, Stefano Patuanelli dello Sviluppo economico, Gualtieri dell’Economia e Nunzia Catalfo del Lavoro, non si può prendere in considerazione.

Francesca Re David, segretaria generale Fiom Cgil: incontro deludente, serve svolta radicale

“Oggi sciopero di 24 ore in tutti gli stabilimenti in concomitanza con l’incontro tra le organizzazioni sindacali e il Governo per una situazione diventata da tempo insostenibile e di totale incertezza sul presente e sul futuro. Il Governo si è limitato a rappresentare il mancato rispetto degli accordi da parte di Arcelor Mittal e a ribadire il giudizio negativo già anticipato sull’ultimo piano presentato. Ma dal Governo non è arrivata nessuna risposta su come intende procedere in questa grave situazione di abbandono degli stabilimenti e di crisi occupazionale. Nessuna risposta su quale progetto anche alternativo di ingresso dello Stato, con quante e quali risorse, tendendo anche conto di quelle che possono essere messe a disposizione dal Green New Deal. Come pure nessuna risposta alla richiesta del tavolo sulla siderurgia. Il Ministro dello Sviluppo economico ha dichiarato che convocherà un incontro anche con l’azienda la prossima settimana, ma è chiaro che gli incontri non possono continuare ad essere puramente informativi ma è necessaria una svolta radicale nel metodo e nel merito. Deve essere chiaro che per noi resta valido l’accordo sindacale del 6 settembre 2018 che prevede la piena occupazione. Siamo complessivamente insoddisfatti e valuteremo nelle prossime ore le iniziative da intraprendere” dichiara Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil.

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