Il presidente Conte chiude gli Stati generali. I tre pilastri del rilancio: modernizzare, transizione energetica, inclusione. E blinda Zingaretti

Il presidente Conte chiude gli Stati generali. I tre pilastri del rilancio: modernizzare, transizione energetica, inclusione. E blinda Zingaretti

“Non è affatto sufficiente riformare il Paese, lo dobbiamo reinventare, perché l’esperienza che abbiamo affrontato è stata troppo dura e la sfida che abbiamo di fronte è troppo impegnativa”. Il premier Giuseppe Conte ha chiuso a Villa Pamphilj gli Stati generali, otto giorni che, ha tenuto a dire, non sono stati una “passerella” come accusavano le opposizioni (e anche parti della maggioranza) ma otto giorni di “lavori molto intensi” in cui “non ci siamo chiusi, ma ci siamo aperti alla società civile”. Ne deriverà un piano di rilancio che il governo vuol chiudere già in una settimana, per avviare un confronto con le opposizioni. “Questo piano – ha sottolineato – rafforza me e i ministri nelle linee di intervento che abbiamo individuato in tre direttrici: modernizzare il Paese, avviare la transizione energetica, disegnare un’Italia più inclusiva”. Conte ha quindi fatto alcuni esempi: il rafforzamento dei pagamenti digitali, chiesto dalle “parti sane” del Paese; lo sviluppo delle infrastrutture, a partire dall’Alta velocità; la diffusione della fibra per superare il digital divide; incentivi strutturali “per le imprese che hanno propensione alla digitalizzazione e al green”; un voucher per 500 donne che aspirano a diventare manager. Nel corso degli incontri, però, Conte ha innanzitutto registrato il grido di dolore di imprese, professionisti e commercianti, che chiedono interventi immediati. “C’è molta preoccupazione perché pur con la riapertura delle attività i consumi non stanno ripartendo, non è ripartito il clima di fiducia pieno”, ha detto, annunciando che “sull’Iva abbiamo discusso, stiamo discutendo: l’Iva potrebbe essere ritoccata, abbassandola un po’”.

Inoltre il decreto semplificazioni potrebbe arrivare in Cdm nella prossima seduta. E poi c’è la partita dei fondi europei, che Conte spera di chiudere al Consiglio europeo di metà luglio. “Il Recovery Fund sarà diretto a investimenti e riforme, sarà quello l’obiettivo. Stiamo lavorando su progetti per chiedere poi la copertura finanziaria e chiederemo un bridge”, cioè un anticipo dei fondi rispetto al 2021. Bridge che però non sarà consistente, e per questo Conte preannuncia, di fatto, un nuovo scostamento di bilancio perché “le misure predisposte sappiamo che non saranno sufficienti per reggere questo anno orribile dal punto di vista delle sofferenze sociali”. Le risorse così ottenute saranno subito utilizzate, già a luglio. Sul fronte politico, Conte si mostra tranquillo a fronte delle tensioni nei e tra i partiti di maggioranza, che si sono registrati in questi giorni fuori da Villa Pamphilj. Tensioni che investono, internamente, sia il M5s che il Pd. Proprio riguardo ai Dem, rispondendo a una domanda, Conte cerca di ‘blindare’ il segretario Nicola Zingaretti, che alcuni iniziano a mettere in discussione. “Il Pd – ha sottolineato – è una forza consapevole del momento, affidabile, con un segretario che ha le idee chiare quando abbiamo un confronto. Non esito a sentirmi fiducioso per il lavoro che affrontiamo per i prossimi mesi e anche per la fine della legislatura perché i progetti che abbiamo hanno un orizzonte pluriennale”.

Crimi: indirizzi largamente condivisi dal M5S

Dal Movimento 5 Stelle il via libera ai progetti di Conte. Il capo politico pro tempre non nasconde il suao appoggio a Conte. “Investimenti green e nell’innovazione, rilancio dei cantieri per la realizzazione di infrastrutture, in particolare al Sud. Ma anche maggiore attenzione al mondo dell’istruzione e della formazione e segnali importanti rispetto allo scostamento di bilancio e alla possibile riduzione dell’Iva. Dalle parole del Presidente Conte sono emersi indirizzi di intervento largamente condivisi dal Movimento 5 Stelle e in linea con la nostra visione di Paese, da costruire ora e per i prossimi anni. Gli Stati Generali hanno rappresentato un momento di confronto e sintesi di indubbia utilità, su questi e altri grandi temi. Adesso spetta a noi tradurli in azioni, interventi, che si sommino a quelli di grande importanza già realizzati in questi ultimi mesi” scrive in una nota il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi.

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