Governo. Varati il Dpcm con le nuove regole della Fase 3 per il contrasto al Covid e la legge per la famiglia, che per Conte è aiuto alle donne e alla natalità

Governo. Varati il Dpcm con le nuove regole della Fase 3 per il contrasto al Covid e la legge per la famiglia, che per Conte è aiuto alle donne e alla natalità

Riprendono da venerdì gli eventi sportivi. A renderlo noto, a conclusione del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al Dpcm che regolerà le prossime settimane di Fase 3, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Ho appena firmato un nuovo Dpcm, dal 12 giugno riprendono gli eventi sportivi” ha annunciato il premier chiarendo però che gli eventi saranno a porte chiuse. “Da domani riprende la Coppa Italia di calcio senza – ha chiarito – la presenza di pubblico come previsto dai protocolli”. Conte ha poi sostanzialmente confermato le indiscrezioni trapelate nel corso della giornata con le varie anticipazioni della bozza del Dpcm. “Riprenderanno anche sale scommesse, i teatri, centri estivi. Ma saranno sospese fino al 14 luglio le attività in sale da ballo e discoteche”. Confermata anche la proroga dello stop di “fiere e congressi”. Il premier ha poi spiegato che tra le riaperture saranno previste quelle dei centri benessere e terme “sempre – ha avvertito – che ci sia compatibilità con l’andamento dell’epidemia”. Ma se il calcio professionistico riparte venerdì, lo sport dilettantistico dovrà attendere altri 10 giorni. “Il 25 giugno possono riprendere gli sport di contatto amatoriali” fa sapere infatti il premier correggendo la bozza trapelata nel pomeriggio che anticipava tale scelta a lunedì. Da lunedì riapriranno comunque “a bambini e ragazzi i luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative al chiuso o all’aria aperta” purché ci sia la presenza “di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia”. Si allentano intanto le rigide restrizioni agli spettacoli. Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto potranno essere svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 in luoghi chiusi. Resta intanto il divieto di viaggiare oltre i confini europei. Fino al 30 giugno restano infatti vietati gli spostamenti da e per Stati e territori diversi da Ue, Area Schengen e Regno Unito salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio. Su questo punto in serata Conte ha specificato: “Per gli spostamenti da e per l’estero è aumentato a 5 giorni il periodo massimo di permanenza senza obbligo di quarantena”.

La legge sulla famiglia, voluta ed imposta ad ogni costo dai renziani. Scatenerà polemiche

Sostenere la genitorialità, la funzione sociale ed educativa delle famiglie, contrastare la denatalità, valorizzare la crescita armoniosa dei bambini e investire sul protagonismo giovanile, nonché per favorire la conciliazione della vita familiare con il lavoro, in particolare quello femminile. Tutto questo è il Family act, che si declina attraverso i molteplici aspetti della vita familiare. Il ddl, visto dal Consiglio dei ministri, è composto da 8 articoli: nel primo sono previsti i principi ed i criteri direttivi cardine di tutta la riforma che sarà attuata con i decreti delegati. Le deleghe per specifici ambiti di competenza sono previste agli articoli 2, 3, 4 e 5 e 6. Nell’articolo 7 è disciplinata una procedura identica per l’adozione di tutti i decreti legislativi previsti nella delega, eccetto che per la delega contenuta all’articolo 3, concernente il riordino delle misure di sostegno all’educazione dei figli, per la quale è prevista l’intesa della Conferenza unificata, ai sensi dell’articolo 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Per tutti i decreti, invece, è prevista la trasmissione alle competenti Commissioni parlamentari per i profili di competenza. Ecco in sintesi gli aspetti del Ddl.

ASSEGNO UNIVERSALE L’assegno è mensile e verrà corrisposto dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del diciottesimo anno di età di ciascun figlio, ad eccezione della figlia o del figlio disabile per il quale non sussistono limiti di età, tramite una somma di denaro o mediante il riconoscimento di un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione. Nel caso di figli successivi al primo, l’assegno subirà una maggiorazione del venti per cento, così anche nel caso di figlia o figlio disabile.

CONGEDI PARENTALI Si stabilisce un periodo minimo non inferiore ai due mesi di congedo parentale non cedibile all’altro genitore per ciascun figlio. Prevede inoltre un periodo di congedo obbligatorio non inferiore a 10 giorni lavorativi per il padre lavoratore nei primi mesi di nascita del figlio e che il diritto al congedo sia concesso a prescindere dallo stato civile o di famiglia del genitore lavoratore; previsto un permesso retribuito, di almeno 5 ore nell’arco di un anno scolastico per i colloqui con i professori dei figli; prevista l’introduzione di modalità flessibili nella gestione di congedi, compatibilmente con le esigenze del datore di lavoro e nell’ambito della relativa competenza, con le forme stabilite dalla contrattazione collettiva applicata al settore; prevista una durata minima di 2 mesi di congedo non cedibile all’altro genitore.

AUTONOMIA E PROTAGONISMO GIOVANILE Prevede il sostegno alle famiglie, mediante detrazioni fiscali delle spese sostenute per l’acquisto di libri universitari per ogni figlio maggiorenne a carico, iscritto all’università, che non goda di altre forme di sostegno per l’acquisto di testi universitari; il sostegno alle famiglie, mediante detrazioni fiscali delle spese relative al contratto di affitto di abitazioni per i figli maggiorenni iscritti ad un corso universitario; il sostegno alle giovani coppie, composte da entrambi i soggetti di età non superiore a 35 anni, mediante agevolazioni fiscali, per l’affitto della prima casa.

INFANZIA nell’ambito del riordino delle misure di sostegno per i figli a carico, si prevede un buono per il pagamento delle rette degli asili nido e altri servizi per l’infanzia nonché l’assegno di natalità.

Questo è quanto emerge dalla sintesi uscita dal Consiglio dei ministri. Ma di certo non mancheranno la polemiche. Intanto perché si riferisce a famiglie di tipo tradizionale, trascura le famiglie monoparentali, e soprattutto non ammette coppie omosessuali con figli a carico. In secondo luogo, il buono asilo nido potrebbe non rispettare la Costituzione, poiché potrebbe essere un modo indiretto per finanziare le scuole non statali, per le quali la Carta ne prevede l’esistenza ma “senza oneri per lo Stato”. Non è un caso che in queste ore stiano esultando associazioni e movimenti di ispirazione cattolica. In terzo luogo, manca l’impegno economico: quanto costerà questa legge, e siamo proprio sicuri che l’investimento premierà il lavoro femminile, come pure afferma il ministro dell’economia Gualtieri? Sono domande sulle quali si attendono risposte, anche perché da questa legge potrebbero scaturire nuove disuguaglianze, a partire dalle condizioni sociali del Mezzogiorno, ad esempio.

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