Gli studenti contro l’uso del voto di maturità per la valutazione di accesso a corsi universitari a numero chiuso

Gli studenti contro l’uso del voto di maturità per la valutazione di accesso a corsi universitari a numero chiuso

Ieri all’Università Federico II di Napoli, il Senato Accademico ha deliberato che, per l’accesso ad alcuni corsi a numero chiuso, per il prossimo anno accademico la selezione sarà fatta attraverso la valutazione dei titoli e della carriera di studio, quindi anche il voto di maturità, anziché tramite dei test standardizzati.

“Crediamo fermamente che non possa essere la modifica delle modalità di accesso ai corsi la soluzione per rendere l’università più accessibile, specialmente il prossimo anno dove si prospetta un forte calo di immatricolazioni.” – dichiara Giulia Biazzo, coordinatrice dell’Unione degli Studenti – “Inoltre l’utilizzo di questa modalità, in particolare del voto di maturità, risulta problematica: basti pensare al fatto che l’esame di maturità quest’anno si è svolto in modo anomalo a causa dell’emergenza coronavirus, ed anche l’ultima parte del percorso della scuola superiore ha avuto forti limitazioni per gli studenti e le studentesse. Da sempre ribadiamo come il voto di maturità non possa essere usato come criterio selettivo all’università, non solo per l’accesso ai corsi ma anche per l’ottenimento dei benefici del diritto allo studio”.

Camilla Guarino, Coordinatrice di Link-Coordinamento Universitario, dichiara: “Per una maggiore accessibilità ai corsi universitari cambiare le modalità di selezione non serve a nulla, e anzi in questo caso potrebbe portare ad avere delle storture. Questo modello rappresenta un precedente pericoloso che non deve essere ripreso da altri atenei, né ora né in futuro, per questo ci opporremo fermamente qualora venisse riproposto. In un momento di crisi come questo, in cui si prospetta un crollo delle iscrizioni all’università, occorre invece interrogarsi rispetto a come aumentare l’accessibilità al sistema universitario, ossia tramite investimenti per ampliare le aule, le strutture e gli spazi disponibili, investimenti per riqualificare e realizzare posti alloggio per gli studenti, e finanziamenti per assumere più docenti e personale. Il sistema del numero chiuso così come è oggi non può essere semplicemente ritoccato modificando i criteri di selezione, va superato”.

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