Giornata di lotta e di mobilitazioni. I metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm: “pronti allo sciopero generale”. Le operatrici delle mense e pulizie scolastiche. I Comitati di Priorità alla scuola contro le decisioni di Azzolina

Giornata di lotta e di mobilitazioni. I metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm: “pronti allo sciopero generale”. Le operatrici delle mense e pulizie scolastiche. I Comitati di Priorità alla scuola contro le decisioni di Azzolina

I lavoratori metalmeccanici tornano in piazza a Roma per la manifestazione nazionale organizzata, garantendo il rispetto delle norme anti Covid, da Fim, Fiom e Uilm. L’industria metalmeccanica è in sofferenza per la crisi economica conseguente all’emergenza sanitaria. Sono un centinaio le vertenze che riguardano il comparto e per questa ragione i sindacati hanno manifestato in piazza del Popolo con lo slogan “Ripartire dalle 100 vertenze da risolvere per l’industria e il lavoro”. L’iniziativa ha visto la partecipazione delle rappresentanze di 100 aziende metalmeccaniche di alcuni settori strategici come siderurgia, automotive ed elettrodomestico, che stanno affrontando una grave crisi, cui si aggiungono nuove sofferenze nell’avionica civile e in tante piccole e medie imprese che, con il calo dei volumi di mercato, mettono a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro e di buona parte della capacità industriale. In piazza ci sono lavoratori di Ilva, Whirlpool, Embraco e tante altre aziende in crisi.

Francesca Re David, Fiom Cgil: “È ora di cambiare modello di sviluppo”

Francesca Re David, segretaria generale FIOM-Cgil afferma: “Vogliamo che siano attivati tavoli di settore sugli asset strategici dell’industria del nostro Paese, rivendichiamo il blocco dei licenziamenti e nuovi ammortizzatori sociali universali, la formazione e la riduzione degli orari, un rinnovato intervento pubblico in economia per dare risposte ai lavoratori, alle tante crisi industriali e per dare prospettiva all’industria metalmeccanica nel rispetto di vincoli sociali e ambientali – prosegue -. Le ingenti risorse che stanno arrivando, anche dall’Europa, devono essere utilizzate per una svolta che metta al centro le persone e l’ambiente. La mancanza di politiche industriali negli ultimi vent’anni ha indebolito il tessuto produttivo e precarizzato il lavoro, così come il taglio della spesa sociale ha smantellato le protezioni sociali e il welfare”. E tra gli applausi, invoca un diverso “modello di sviluppo, innovare prodotti e tecnologie garantendo la compatibilità sociale e ambientale del sistema industriale del nostro Paese. E’ inaccettabile che il Governo possa pensare che il sindacato si occupa esclusivamente della cassa integrazione e dei licenziamenti, mentre le politiche industriali si fanno con le imprese. Confindustria da sola non riesce a fare gli interessi del Paese. Confindustria sbaglia quando annuncia di voler superare il contratto nazionale. Il lavoro va valorizzato non impoverito. Dobbiamo rimettere al centro il lavoro, le persone e le loro competenze, difendere e rilanciare il ruolo della contrattazione, a partire dal rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Oggi a piazza del Popolo abbiamo dato vita ad una grande assemblea dei metalmeccanici, ma se non arriveranno risposte siamo pronti alle mobilitazioni e allo sciopero”, conclude Francesca Re David.

Marco Bentivogli,  Fim Cisl: basta annunci Governo, sarà autunno terribile

“Solo chi non vuole vedere e capire non sa che i lavoratori non hanno avuto la cassa integrazione e che le imprese non hanno liquidità. E questo è un problema molto serio” ha detto il leader della Fim, Marco Bentivogli, nel corso della manifestazione unitaria dei metalmeccanici in piazza del Popolo a Roma. “Ci si ostina a non fare politiche industriali – ha proseguito – c’è il crollo dell’automotive e non si fanno gli incentivi per la rottamazione. Questo è un Paese, un Governo, dove si stanziano miliardi da distribuire che però non arrivano alle persone e alle imprese. E questo porterà a un autunno tra i più terribili della nostra storia”. Bentivogli ha aggiunto che “ogni giorno arrivano sul tavolo del Governo 3-4 nuove vertenze. Ormai sono più di 170. Molte imprese stanno chiudendo e portando i libri in tribunale. Il blocco dei licenziamenti sembra un cartello un po’ finto rispetto al disastro sociale. Serve un Governo che smetta di fare annunci e che stia vicino alle persone in difficoltà”. Per Rocco Palombella, segretario generale Uilm, “oggi è una giornata storica, è arrivato il momento di riprenderci i nostri luoghi e le nostre piazze, rispettando tutte le misure di sicurezza, perché sono in pericolo diritti fondamentali come la democrazia, il lavoro e la libertà. Abbiamo deciso di manifestare perché dopo oltre un mese dalla ripresa delle attività produttive, economiche e sociali la situazione continua ad essere insostenibile!”.

Roma: sindacati, alta partecipazione a Montecitorio su mense, sanificazione e pulizie scuole

Nell’ambito della giornata di mobilitazione nazionale promossa da Filcams Cgil Nazionale, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti nazionale per le mense e sanificazione e pulizie scolastiche e aziendali, è stata articolata territorialmente l’iniziativa sindacale di protesta. Secondo Filcams-Cgil Roma e Lazio, Fisascat-Cisl Roma Capitale e Rieti, e Uiltucs Lazio, Uiltrasporti Roma e Lazio “Lla partecipazione è stata molto alta, a conferma del fatto che troppe persone e famiglie sono purtroppo allo stremo e abbiamo ribadito che non è accettabile lasciare migliaia di persone sul nostro territorio – 80 mila in tutta Italia – senza alcuna prospettiva né alcun sostegno al reddito. Il governo deve recepire le nostre richieste. Non ci fermeremo finché il grido di queste lavoratrici e lavoratori non sarà ascoltato: la loro vicenda non può essere invisibile”. I sindacati aggiungono che “le persone presenti in piazza hanno ribadito le richieste avanzate a livello nazionale: la proroga di 27 settimane degli ammortizzatori sociali con causale Covid per tutti i lavoratori; l’anticipo del pagamento della Fis da parte delle aziende e la ripresa dell’anno scolastico a settembre in sicurezza; l’accesso agli ammortizzatori sociali ordinari senza condizionalità rispetto al committente per le imprese e i lavoratori delle mense e pulizie, e misure di sostegno economico straordinarie per affrontare l’emergenza”. “Sono tante le famiglie, spesso monoreddito, che basano la loro sussistenza sul lavoro nelle mense, sanificazione e pulizie scolastiche: non possiamo permettere che troppe persone restino senza alcuna risorsa per andare avanti e chiediamo una copertura straordinaria (Naspi) che vada a coprire la sospensione estiva”, conclude la nota.

E in serata la mobilitazione in 60 città del mondo della scuola, indetta dal Comitato Priorità alla scuola

E dalle ore 18, si svolge la manifestazione nazionale del Comitato “Priorità alla Scuola” in 60 città italiane per ribadire le richieste già avanzate al Governo negli ultimi due mesi: “risorse straordinarie, personale docente e Ata adeguato alle esigenze della scuola, assunzione dei docenti precari dalle graduatorie provinciali, maggiore numero di spazi per tutte le scuole di ogni ordine e grado; investimenti strutturali per l’edilizia scolastica, prevenzione sanitaria nelle scuole”. Inoltre, il Comitato respinge “tutti i tentativi di smantellamento della Scuola Pubblica, che provocherebbe una grave regressione culturale e sociale del Paese. Perciò rifiuta ogni ipotesi di riduzione del tempo scuola, esternalizzazione di servizi educativi per completare il tempo scuola che causerebbe un aumento del lavoro precario, riduzione delle ore didattiche da 60 a 40 minuti, didattica a distanza come parte strutturale dell’orario scolastico”. Hanno aderito alle manifestazioni i sindacati Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Cobas, decine di associazioni studentesche.

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