Foggia. Incendio nel ghetto di Borgo Mezzanone. Muore Bayefall, un giovane senegalese. Flai Cgil: “ennesima vittima annunciata”

Foggia. Incendio nel ghetto di Borgo Mezzanone. Muore Bayefall, un giovane senegalese. Flai Cgil: “ennesima vittima annunciata”

Si chiamava Ben Ali Mohamed, detto Bayefall, aveva 37 anni, era nato in Senegal. Era venuto in Italia per avere un futuro migliore, ma è morto carbonizzato questa mattina alle 6, al ghetto di Borgo Mezzanone, dove viveva dopo aver lavorato nelle campagne di più parti d’Italia, fra cui Rosarno. Nell’ex aeroporto di Borgo Mezzanone dall’inizio in due anni ci sono stati 8 incendi, quattro solo quest’anno. Bayefall è la quarta persona a morire per questo. “Oggi ha perso la vita un altro lavoratore, costretto a vivere in un ghetto dallo sfruttamento lavorativo e soprattutto dall’ipocrisia di scelte politiche che continuano a non riconoscere alle persone il diritto di esistere e le obbliga all’invisibilità – sottolinea Alessandro Verona, coordinatore medico di Intersos, cha da anni opera nella zona -. È imperativo superare i ghetti, e per farlo servono, come proposto a settembre dalla Rete di Prossimità della Capitanata, alternative che rispondano al bisogno di riconoscere diritti fondamentali: documenti per tutte le persone in Italia, attraverso una ‘vera’ sanatoria; lavoro in sicurezza e nel rispetto dei diritti del lavoratore, inserimento abitativo, in case in muratura, che permetta di vivere con dignita’ in autonomia e in piena inclusione. La morte di Bayefall – conclude Verona – non è una fatalità, ma la conseguenza dell’attuale stato di cose. Per non essere costretti ad allungare questa lunga lista di morte e di sofferenza, garantire questi diritti imprescindibili è l’unica strada”.

Duro anche il commento della Flai Cgil. “All’alba di questa mattina l’ennesimo incendio è divampato nel ghetto di Borgo Mezzanone, causando la morte di una persona. Si tratta della quarta vittima morta in circostanze drammatiche, frutto di una condizione inaccettabile, come lo è vivere in alloggi di fortuna, in baraccopoli e ghetti. Al di là dell’indignazione e della rabbia per quanto accaduto, crediamo che si tratti di una ennesima morte annunciata di cui esistono i responsabili” dichiara Davide Fiatti, segretario nazionale Flai Cgil. “I ghetti vanno chiusi e trovate soluzioni abitative dignitose per i lavoratori stranieri, braccianti impegnati nelle campagne di raccolta nel nostro Paese e che hanno diritto a un salario secondo contratto e alla possibilità di vivere in condizioni di sicurezza. Borgo Mezzanone, come altri luoghi anzi non-luoghi, non sono degni di un paese civile e moderno, che non solo ha il dovere dell’accoglienza ma anche del rispetto delle persone. Persone di cui alcuni si accorgono solo quando mancano le braccia per lavorare nei campi, noi diciamo basta a tutto questo. Si applichi veramente la legge 199 – conclude Fiatti- e si mettano in atto tutte le misure, straordinarie e non, per evitare il ripetersi di simili situazioni”. Secondo il segretario territoriale della Flai Cgil di Foggia, Daniele Iacovielli ci sono precise responsabilità: “i ghetti vanno superati, con politiche di integrazione reali, con azioni di sostegno reali, basta proclami, basta ipocrisie – sottolinea -. Serve immediatamente riconvocare il tavolo della sezione territoriale della Rete Agricola di Qualità, chiediamo al Prefetto di Foggia un’azione immediata, il tempo degli annunci è passato. Lo sfruttamento, che non riguarda solo gli immigrati, non può essere più tollerato, non è un’emergenza, non può essere derubricata come una pratica burocratica. Gli strumenti esistono e devono essere utilizzati tutti, in modo concreto e rapido, la dignità dei lavoratori agricoli attende da troppo tempo. E’ intollerabile che si resti immobili a quanto sta accadendo, il mondo delle Associazioni, del Sindacato è insufficiente se lo Stato non decide da che parte stare, ora è il tempo di decidere. Un pensiero di conforto ai famigliari della vittima ed ai tanti amici, che condividevano una condizione drammatica quotidiana, da tutta la Flai di Foggia in questo momento è il pensiero più forte”.

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