Daniele Tissone, Silp Cgil. A 550 giorni dalla scadenza, il governo riapra il tavolo per il Contratto 2019-2021

Daniele Tissone, Silp Cgil. A 550 giorni dalla scadenza, il governo riapra il tavolo per il Contratto 2019-2021

Per noi del Silp Cgil il contratto continua ad essere lo strumento fondamentale per la conquista di migliori condizioni stipendiali, quali: l’orario di lavoro, l’aggiornamento professionale e i diritti. Luogo deputato a dirimere anche quelle ingiustizie e quegli handicap introdotti con le riforme del sistema pensionistico superando le molteplici disparità di trattamento con i militari del comparto sicurezza/difesa, avviando, al più presto, la previdenza integrativa. La condizione salariale – già grave a causa di ben nove anni di blocco contrattuale -, si sta purtroppo accentuando. Complici i disastrosi tagli alla sicurezza – pressoché mai interrottisi nel tempo – i deleteri ripetuti blocchi contrattuali ed il vergognoso ulteriore blocco del tetto salariale che ha penalizzato – in maniera più significativa rispetto al restante Pubblico Impiego – gli oltre 400.000 addetti al Comparto sicurezza e difesa. Lavoratori che hanno pagato tali misure “di tasca propria” a partire dal 1 gennaio 2011 con ulteriori 4 miliardi di Euro per 5 lunghissimi anni.

Dopo una prima pre convocazione con le amministrazioni, a quasi 550 giorni dalla scadenza contrattuale del 1 gennaio 2019 siamo tuttora in attesa di una convocazione da parte del governo. Convocazione che tarda, anche questa volta, a giungere come peraltro già accaduto per il prosieguo della discussione sulla coda contrattuale avviata nel corso dell’anno precedente. Gli istituti contrattuali, le relative interpretazioni e applicazioni, non devono essere oggetto di espressioni unilaterali da parte dell’Amministrazione. Ciononostante, nelle more dell’avvio della fase concertativa, alcuni istituti, peraltro da noi fortemente richiesti e voluti da tempo, si sono concretizzati sia attraverso il DL Madia sia con le misure messe in atto durante la  pandemia da Covid 19. Il riferimento va al ricongiungimento dei figli minori di tre anni ex art. 42 bis del decreto legislativo 151/2001 nonché all’istituto delle ferie solidali, vedasi art. 87/4 bis del decreto legge 17 Marzo 2020. Istituti legittimi e dovuti al nostro personale che avremmo dovuto e voluto discutere, appunto, in sede di contrattazione.

Stesso dicasi per l’apertura di una discussione vera sul tema delle prestazioni di lavoro in regime straordinario. Prestazioni che, ad oggi, corrispondono a oltre il 7% della retribuzione complessiva – peraltro con una tariffa inadeguata e oltremodo inferiore rispetto alla prestazione in regime ordinario; circostanza irragionevole e illegittima. Tanto che la nostra posizione in sede di contrattazione è stata infatti sempre quella di perseguire una progressiva riduzione delle prestazioni lavorative in regime di straordinario, onde consentire l’aumento del valore della singola prestazione. Inutile ribadire, al riguardo, la necessità di una maggiore trasparenza sulla gestione di tutto lo straordinario, con la previsione in via contrattuale di forme che garantiscano un maggiore controllo e partecipazione delle organizzazioni sindacali, sul corretto utilizzo delle risorse, scongiurando forme di sperequazioni.

Altro tema, i tempi di liquidazione delle spettanze economiche che, al fine di garantire un’effettiva tutela dei diritti degli operatori di Polizia, devono essere individuati – in linea con la normativa generale vigente – con termini entro i quali le amministrazioni devono essere tenute ad adottare le singole tipologie di atti amministrativi di gestione. In particolare – come già ribadito in sede contrattuale – occorre superare il contenuto normativo introdotto dall’art. 15 del DPR 51/2009 recante le norme di liquidazione del lavoro straordinario, prevedendo il pagamento degli emolumenti nel mese successivo a quello della prestazione resa. Sul delicato versante dei diritti registriamo infine un ritardo ultra decennale poiché una vera discussione afferente la parte normativa, non ha luogo da ormai lungo tempo. I numerosi temi legati alla concessione dei diritti, per fare un solo esempio quelli riguardanti la genitorialità, non vengono toccati nel corso delle discussioni contrattuali recenti rimanendo sempre nell’alveo di mere quanto inconcludenti dichiarazioni di intenti.

Alla luce di tutto ciò è del tutto evidente la necessità di riportare al più presto il tema contrattuale all’ordine del giorno, cosa che il Silp Cgil si appresta a fare con un progetto di creazione, a partire dalla base, delle singole rivendicazioni che dovranno vedere l’aprirsi di un confronto serio e costruttivo tendente ad un reale miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori della sicurezza. Noi del Silp Cgil siamo pronti anche a mettere in campo una immediata mobilitazione per il rinnovo del contratto. Il governo pertanto ci ascolti dimostrando, con i fatti, che vuole concretamente agire avviando a brevissimo un tavolo per la fase contrattuale 2019-2021.

Daniele Tissone, segretario generale Silp Cgil

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