Coronavirus. 8 giugno. 235.278 casi, 33.964 decessi, 166.584 guariti, 283 in rianimazione. Istat, calo del Pil di 8,3% nel 2020. Cgil: urgenti gli investimenti pubblici

Coronavirus. 8 giugno. 235.278 casi, 33.964 decessi, 166.584 guariti, 283 in rianimazione. Istat, calo del Pil di 8,3% nel 2020. Cgil: urgenti gli investimenti pubblici

Sono 280 i nuovi casi di Coronavirus registrati oggi in Italia secondo i dati forniti dalla Protezione Civile. Il totale delle persone che hanno contratto il virus sale a 235.278. Il numero totale di attualmente positivi è di 34.730, con una decrescita di 532 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 283 sono in cura presso le terapie intensive, cioè 4 pazienti in meno rispetto a ieri. Sono 4.729 le persone ricoverate con sintomi, meno 135 rispetto a 24 ore fa; 29.718 persone, pari all’86% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Si registrano purtroppo 65 decessi, che portano il totale a 33.964.  Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 166.584, con un incremento di 747 persone rispetto a ieri. Rispetto a ieri in Lombardia, che resta l’epicentro del contagio, cresce il numero dei positivi al coronavirus: oggi 194 (ieri erano 125), su 4.488 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, con un aumento del rapporto tamponi/casi che oggi è del 4,3% contro il 1,6% di ieri, quando erano stati processati 8.005 tamponi. In aumento anche il numero dei morti, oggi 32 (su un totale regionale di decessi per covid di 16.302) rispetto ai 21 di ieri. Dopo un decremento quotidiano, nel corso di diverse settimane, oggi il numero dei ricoverati in terapia intensiva e’ stabile (per un totale regionale di 107), mentre calano i ricoverati negli altri reparti: 2.708(-93).  “La situazione italiana migliora. Quello che preoccupa è quanto abbiamo visto in questo fine settimana: un ritorno alla normalità con assembramenti, assenza di distanziamento e mascherine. Dobbiamo essere molto chiari: il virus circola ancora, è non è questo il momento di ritornare alla piena normalità”. A sottolinearlo all’Adnkronos Salute è Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica, che si dice “preoccupato per aver visto scene che non vanno bene. E’ giusto riaprire pian piano e agire con prudenza, ma i comportamenti che ho visto, anche in aree dove ancora la circolazione di Sars-Cov-2, è intensa non vanno bene”. “Sembriamo aver dimenticato – aggiunge Ricciardi – che i risultati raggiunti sono stati ottenuti a prezzo di grandi sacrifici. E soprattutto che il virus circola ancora. E stupisce questo atteggiamento in aree dove ancora c’è una circolazione intensa, come in Lombardia”.

Superata la soglia dei 7 milioni di casi nel mondo, con oltre 400 mila vittime

 Sono oltre 7 milioni i casi di Covid-19 registrati nel mondo. Secondo i dati riportati dalla Johns Hopkins University sono state 7.033.333 milioni le persone infettate dal nuovo coronavirus e 403.131 le vittime dall’inizio della pandemia. L’Italia scende al settimo posto nella classifica mondiale dei Paesi con il piu’ alto numero di casi di infezione da Sars-Cov-2. L’ultima a superarla e’ stata l’India, che ha registrato finora circa 258.000 casi di Covid-19, portando il totale al di sopra di quello italiano, pari a oltre 235.000. E’ quanto emerge dalle stime della Johns Hopkins University. In cima alla classifica dei contagi ci sono gli Stati Uniti, con quasi 2 milioni, quindi Brasile (circa 691.758), Russia (476.043), Regno Unito (287.621), India (258.090) e Spagna (241.550). In particolare, in India, dove nelle ultime ore c’è stato un forte aumento dei casi e il sistema sanitario è sull’orlo del collasso, oggi hanno riaperto centri commerciali, luoghi di culto, ristoranti e uffici.  I centri federali della sanita’ americana sono preoccupati per la possibile diffusione di nuovi contagi legati agli assembramenti di manifestanti in tutti gli Stati Uniti. I ricercatori stanno monitorando i flussi legati ai cortei che, per onorare la memoria dell’afroamericano ucciso dalla polizia a Minneapolis, George Floyd, da due settimane stanno portando migliaia di persona in piazza a marciare, una accanto all’altra, senza rispettare il distanziamento sociale. In tre mesi il coronavirus ha provocato negli Stati Uniti quasi due milioni di contagi e piu’ di 110 mila morti, secondo gli ultimi dati della Hopkins University. Il direttore dei Centri federali, Robert Redfield, ha ribadito che i manifestanti dovrebbero sottoporsi a nuovi test. “Penso, purtroppo – ha spiegato – che potenzialmente ci sia ancora rischio di diffusione del virus, soprattutto nelle aree metropolitane”. Un aumento dei casi, nelle ultime settimane, e’ stato registrato in Arkansas, Texas e Arizona.

Istat: calo del Pil dell’8,3% nel 2020, seguito da un rimbalzo a +4,6% nel 2021

L’Istat rende note le stime sull’economia italiana, che tengono conto non solo dell’impatto della pandemia ma anche degli “evidenti segnali di stagnazione” già presenti a fine 2019. Nonostante lo shock economico porti le previsioni dell’istituto di statistica in forte ribasso – con flessioni registrate soprattutto a livello di consumi e significativi impatti sull’occupazione – già a maggio si intravedono i primi segnali di ripresa. La conferma arriva dallo stesso ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che in occasione della presentazione del Patto per l’Export in Farnesina spiega: le stime Istat diffuse oggi “confermano sostanzialmente le previsioni del governo indicano la possibilità concreta di una ripresa già nel terzo trimestre”. Istat traccia un quadro realistico e a tinte fosche. Oltre alla contrazione del Pil segnalata per il 2020, l’istituto di statistica stima un tonfo dei consumi delle famiglie dell’8,7% e un crollo degli investimenti del 12,5%. Sempre nel 2020 dovrebbe registrarsi per contro una crescita dell’1,6% della spesa delle amministrazioni pubbliche. L’Istat rileva come nei primi 4 mesi dell’anno circa 500 mila persone abbiano smesso di cercare lavoro transitando tra gli inattivi. “Questo segnale – spiega Istat – presenta specificità di genere e fascia di età”. Il tasso di inattività femminile, infatti, è cresciuto di 2,3 punti percentuali mentre la disoccupazione è diminuita di 2,6 punti percentuali. L’aumento di inattività è stato più accentuato tra la fascia di età 35-49 (+10,4%, 278mila unità) e 25-34 anni (+8,8%, 172mila unità). Per quanto riguarda l’evoluzione dell’occupazione “è prevista evolversi in linea con il Pil, con una brusca riduzione nel 2020 (-9,3%) e una ripresa nel 2021 (+4,1%)”, evidenzia Istat. Con l’avvio delle riaperture si inaugura però una stagione di potenziale ripresa.

La vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi commenta le previsioni economiche diffuse quest’oggi dall’ISTAT. “L’Istituto nazionale di statistica rileva – sottolinea Fracassi – una ripresa ‘dimezzata’: una recessione profonda per quest’anno e un rimbalzo positivo molto meno forte della caduta. Tutto ciò nonostante le misure di sostegno al lavoro, alle famiglie e alle imprese messe in campo dal governo e nonostante la scommessa sull’efficacia della politica monetaria accomodante e, ancor di più, su una politica europea espansiva”. Inoltre, “in linea col quadro macroeconomico tendenziale del governo, presentato poco meno di due mesi fa nel DEF, si prevede – prosegue Fracassi – una marcata contrazione del Pil determinata prevalentemente dalla domanda interna e, in particolare, dalla caduta dei consumi (-8,7%) e dal crollo degli investimenti (-12,5%), che rimontano solo parzialmente nel prossimo anno”. “D’altra parte – aggiunge la dirigente sindacale – l’ISTAT prevede segno negativo per i salari reali nel biennio e una brusca riduzione dell’occupazione nel 2020 (-9,3%), misurata in termini di unità di lavoro quindi tenendo conto delle ore lavorate, con una ripresa, anche qui, molto limitata nel 2021 (+4,1%)”. “Per questo, occorre un nuovo ruolo economico dello Stato. I presupposti e le risorse ci sono tutti, a livello nazionale ed europeo. Serve solo programmare, assieme alle parti sociali, gli investimenti pubblici, le riforme, la creazione di lavoro, il nuovo welfare, la nuova governance pubblica. Insomma – conclude Fracassi – un piano che utilizzi al meglio i fondi a disposizione, coniugando le risposte all’emergenza con la visione di un nuovo modello di sviluppo”.

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