Coronavirus. 26 giugno. 259 nuovi casi, 30 vittime in più, 105 in rianimazione. Quasi 10 milioni di contagi nel mondo. Merkel: “Recovery fund decisivo per le sorti dell’Europa”

Coronavirus. 26 giugno. 259 nuovi casi, 30 vittime in più, 105 in rianimazione. Quasi 10 milioni di contagi nel mondo. Merkel: “Recovery fund decisivo per le sorti dell’Europa”

Al 26 giugno, il totale delle persone che hanno contratto il coronavirus che causa il Covid-19 è di 239.961, con un incremento rispetto al 25 giugno di 259 nuovi casi. Lo rende noto il ministero della Salute. Il numero totale di attualmente positivi è di 17.638, con una decrescita di 665 assistiti rispetto al 25 giugno. Tra gli attualmente positivi, 105 sono in cura presso le terapie intensive, con un incremento di 2 pazienti rispetto al 25 giugno. 1.356 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 159 pazienti rispetto al 25 giugno. 16.177 persone sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto al 25 giugno i nuovi deceduti sono 30 e portano il totale a 34.708. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 187.615, con un incremento di 890 persone rispetto al 25 giugno. Il numero di tamponi effettuati nelle ultime ventiquattro ore ammonta a 52.768, per un totale di 5.215.922.

La situazione nel mondo. Quasi 500 mila le vittime, mentre i casi sono vicini a 10 milioni

Ha superato la soglia dei 490 mila la cifra ufficiale dei decessi nel mondo a causa del coronavirus, secondo le stime della Johns Hopkins University. Il numero dei contagi ha superato 9,644 milioni di casi registrati ufficialmente. Ai primi due posti di entrambe le classifiche ci sono Stati Uniti e Brasile. Al terzo per contagi è posizionata la Russia, mentre per numero di vittime c’è il Regno Unito. Risalgono a 186, infatti, i morti per coronavirus censiti nelle ultime 24 ore nel Regno Unito, ben al di sopra delle medie europee secondo il conteggio diffuso oggi dal ministero della Sanità. La somma dei decessi certificati col tampone si aggira ora attorno ai 43.500 (oltre 54.000 contando anche i casi probabili secondo le elaborazioni statistiche aggiornate basate sui dati dell’Ons, l’Istat britannico), anche se la curva dei contagi diagnosticati resta in declino, attorno ai 1000 al giorno, fino a un totale di circa 310.000, e calano significativamente i ricoveri in ospedale e terapia intensiva. Mentre i test eseguiti dall’inizio della pandemia nel Paese s’impennano a quasi 9 milioni.

Statale di Milano e La Sapienza di Roma tra primi 10 atenei per ricerca su Covid

L’università Statale di Milano e la Sapienza di Roma sono tra i primi 10 atenei al mondo che contribuiscono di più nella ricerca sul Covid-19. Al primo posto c’è l’università di Harvard, seguito dalle due università cinesi di Hauzhong e Wuhan, come indica la classifica realizzata da gruppo editoriale Elsevier, sulla base della bancadati Scopus, la più vasta al mondo per numero di articoli e citazioni sugli studi rivisti dalla comunità scientifica. La Statale (con 211 pubblicazioni e 779 citazioni) è al quinto posto, davanti all’università di Toronto e lo University College of London, mentre la Sapienza è all’ottavo posto, seguita dalla Johns Hopkins University e l’università di Oxford. “Questo risultato prestigioso riflette le competenze interdisciplinari e consolidate della Statale, non solo nei settori della virologia, infettivologia, immunologia e delle scienze mediche in generale, ma anche della biologia molecolare, chimica, fisica e farmacologia”, commenta il prorettore alla ricerca della Statale, Maria Pia Abbracchio. “E’ anche il risultato dell’investimento fatto dall’ateneo fin dall’inizio della pandemia – conclude -, nel promuovere le ricerche spontanee della Statale su Covid-19 attraverso un fondo di finanziamento interno straordinario per studi che portassero a risultati concreti in tempi brevissimi”.

Germania-Ue: Merkel chiama l’Europa a compiere sforzi straordinari

In vista della presidenza di turno del Consiglio dell’Ue che la Germania assumerà dal primo luglio prossimo per i successivi sei mesi, il cancelliere tedesco Angela Merkel chiama l’Europa a compiere “sforzi straordinari” ed a essere solidale nella crisi del coronavirus. E’ quanto afferma il quotidiano “Sueddeutsche Zeitung”, che oggi ha intervistato Merkel con “La Stampa”, “Le Monde”, “The Guardian”, “La Vanguardia” e “Polytika”. Secondo Merkel, la crisi del coronavirus è una “sfida di grandezza senza precedenti” per l’Ue. Ora, ha evidenziato il cancelliere tedesco, “è imperativo che la Germania non solo pensi a se stessa, ma sia pronta per uno straordinario atto di solidarietà”. Merkel ha quindi fatto appello all’Ue affinché “mantenga il forte mercato unico europeo e agisca come un tutt’uno nel mondo”. In particolare, il cancelliere tedesco ha dichiarato: “Sottolineo che, in una situazione tanto straordinaria, gli Stati membri hanno un grande interesse a ciò che li unisce”. Il riferimento è al fondo europeo per la ricostruzione dell’Ue dopo la crisi, proposta della Commissione europea che si basa sull’iniziativa di Germania e Francia. A tal riguardo, Merkel ha definito il fondo “una risposta speciale per una situazione speciale”. Il cancelliere tedesco ha poi ribadito l’importanza centrale dell’economia e del mercato interno per l’Ue: “Affinché l’Europa esista, deve esistere la sua economia”. Merkel ha quindi giustificato il cambiamento radicale della sua politica in materia di debito, dal pareggio di bilancio alle manovre in deficit fino al fondo europeo per la ricostruzione, che verrà finanziato da titoli della Commissione europea. In una crisi come quella attuale, ha dichiarato Merkel, “si deve fare ciò che è necessario, e in questo caso ciò che è necessario è qualcosa di straordinario”. L’interesse della Germania è un mercato interno forte, un’Europa che “cresce insieme e non crolla”. Per Merkel, “ciò che è stato ed è positivo per l’Europa è positivo per la Germania”.

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