Coronavirus. 22 giugno. Calano ancora vittime del virus (23), al minimo in Lombardia. Conte e Speranza al personale sanitario: “siete grandi professionisti, di grande cuore”

Coronavirus. 22 giugno. Calano ancora vittime del virus (23), al minimo in Lombardia. Conte e Speranza al personale sanitario: “siete grandi professionisti, di grande cuore”

Resta stabile il numero di nuovi positivi al coronavirus così come i decessi. Ma il numero di tamponi eseguiti da ieri è nettamente inferiore alla rilevazione precedente. E’ quanto emerge dal consueto bollettino della Protezione civile sulla diffusione del virus nel nostro Paese. Ad oggi il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 238.720, con un incremento rispetto a ieri di 218 nuovi casi, in linea con il dato di ieri. Il numero totale di attualmente positivi è invece di 20.637, con una decrescita di 335 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 127 sono in cura presso le terapie intensive, con un decremento di 21 pazienti rispetto a ieri. 2.038 persone sono invece ricoverate con sintomi, con un decremento di 276 pazienti rispetto a ieri. 18.472 persone, pari al 90 per cento degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 23 che portano il totale a 34.657. Ieri erano stati 24. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 183.426, con un incremento di 533 persone rispetto a ieri. Sorprende come detto il numero di tamponi effettuati, solo 28.972 da ieri. Il giorno precedente erano stati 40.545. Terapie intensive vuote di pazienti Covid in nove regioni, secondo i dati della Protezione civile. Si tratta di Marche, Campania, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Valle d’Aosta, Calabria, Molise e Basilicata. Reparti di rianimazione senza pazienti Covid anche nella provincia autonoma di Trento.

La situazione nel mondo

In base ai dati della Johns Hopkins University, i casi di coronavirus nel mondo sono quasi 9 milioni, ovvero 8,971 milioni e i decessi sono 468.600. Il Paese più colpito sono gli Usa con 2,28 milioni di casi e 120mila decessi. Seguono il Brasile con 1,08 milioni di contagi e 50.600 decessi, la Russia con 591.500 casi e 8.200 morti, l’India (425.300 e 13.700), il Regno Unito (305.800 e 42.700), il Perù (251.400 e 7.900), la Spagna (246.300 e 28.300), il Cile (242.400 e 4.500), l’Italia (238.500 e 34.634), l’Iran (205mila e 9.600), la Francia (197mila e 29.600) e la Germania (191.700 e 8.900). In Germania, che è stata tra i primi Paesi ad allentare le misure di restrizioni per fare fronte al Covid-19, negli ultimi giorni l’indice di contagio è schizzato a 2,88, a causa di vari focolai, il principale dei quali è legato al mattatoio di Toennies, in Renania del Nord-Westfalia, dopo sono stati registrati 1.000 casi tra gli addetti nel giro di pochi giorni. Il Robert Koch Institute per le malattie infettive ha segnalato oggi 537 nuovi casi di contagio nel Paese portando il totale a 190.359, con 3 decessi a un totale di 8.885.

Oms, aumento dei casi non è un fenomeno dovuto ai test

“Alcuni Paesi che avevano soppresso con successo la trasmissione stanno assistendo a una ripresa dei casi mentre riaprono le loro società ed economie. Tutti i Paesi si trovano ad affrontare un delicato equilibrio, tra la protezione della propria popolazione e la riduzione al minimo del danno sociale ed economico” ricorda il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra. “Più di 8,8 milioni di casi sono stati segnalati a oggi all’Oms – ha ricordato – e oltre 465.000 persone hanno perso la vita. Alcuni paesi continuano a registrare un rapido aumento di casi e morti. Sembra che quasi ogni giorno raggiungiamo un nuovo e cupo record. Ieri sono stati segnalati all’Oms oltre 183.000 nuovi casi di Covid-19, il più alto numero finora in un solo giorno”.

Conte: virus corre ancora tra noi, rispettare le regole

“Forse non siete degli eroi, qualcuno di voi lo ha detto, anzi ha rivendicato: ‘Non ci chiamate eroi’. Ho preso alla lettera questo invito quindi non vi chiamo eroi, però siete dei grandi professionisti, di grande cuore” ha affermato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte in un passaggio del suo intervento alla cerimonia di ringraziamento per medici e infermieri della task force della Protezione Civile. “Ne abbiamo parlato anche con il Presidente della Repubblica, ci siamo detti che non c’era possibilità quest’anno di riconoscere e attribuire delle onorificenze dell’Ordine del merito della Repubblica perché non c’erano i tempi e non c’era la possibilità, data anche la situazione. Abbiamo rinviato la cerimonia al 27 dicembre e abbiamo chiesto a tutti i Prefetti di segnalare in particolare le persone, anche nelle professioni sanitarie, che si sono particolarmente distinte. Ovviamente questo riguarda tutte le componenti, la Protezione civile in primis, ma riguarda anche le Forze dell’ordine, dalla Polizia ai Carabinieri, Guardia di Finanza, Aeronautica, Esercito, Vigili del fuoco, tutti gli operatori della Protezione civile a tutti i livelli. Devo dire che il Paese in tutte le sue componenti e voi per primi ha reagito benissimo e se oggi siamo qui, a parlarci in questo modo – ha voluto rimarcare ancora Conte – è perché ci siete stati anche voi”.  Anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, si è detto preoccupato “perché un pezzo del Paese pensa che la battaglia contro il coronavirus è già stata vinta”, e ha voluto lanciare un appello direttamente a medici e infermieri. “Vi chiedo un favore – ha detto – Aiutateci a coltivare la memoria. Voi che l’avete vissuto in prima persona, potete raccontare che abbiamo affrontato un nemico difficilissimo per cui troppe persone hanno perso la vita. Continuiamo a coltivare questo sentimento di grande unità e capacità di superare confini, limiti e barriere, per essere all’altezza della cittadinanza”. Ha tirato le fila il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri. “All’inizio eravamo disarmati, come qualsiasi altra nazione del mondo – ha dichiarato – Oggi, dopo soli tre mesi possiamo dire di esser stati straordinari”. Con commozione, Arcuri ha ricordato “i giorni più duri della corsa contro il tempo che stavamo facendo per cercare di contrastare questo drammatico e imprevisto nemico” e ha ringraziato tutto il personale sanitario che ha risposto alla chiamata. “Ci avete aiutati a non sentirci soli e a guadagnare tempo” ha fatto sapere, sottolineando anche i numeri degli aiuti forniti dalla Protezione Civile, che in questi mesi ha distribuito 512 milioni di mascherine.

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