Coronavirus. 16 giugno. Epidemia quasi battuta, 202 nuovi casi, 177 pazienti in rianimazione e 34 decessi. Gli italiani e la sessualità nell’epoca del Covid

Coronavirus. 16 giugno. Epidemia quasi battuta, 202 nuovi casi, 177 pazienti in rianimazione e 34 decessi. Gli italiani e la sessualità nell’epoca del Covid

Meno di 180 pazienti in terapia intensiva e 202 nuove positività registrate oggi in Italia. Positivi i dati dell’aggiornamento quotidiano della Protezione Civile. Il numero totale di attualmente positivi è di 24.569, con una decrescita di 1.340 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 177 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 30 pazienti rispetto a ieri. Sono 3.301 le persone ricoverate con sintomi, con un decremento di 188 pazienti rispetto a ieri; 21.091 persone, pari all’86% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. I deceduti sono 34, con il totale che sale a 34.405. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 178.526, con un incremento di 1.516 persone rispetto a ieri.

Come sono cambiate le abitudini sessuali degli italiani durante il lockdown?

La maggiore attenzione alle precauzioni per la prevenzione di infezioni trasmesse per contatto, come l’infezione da Covid-19, contribuiranno a modificare i comportamenti sessuali e ad evitare la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili? Nasce da queste domande la nuova campagna educational di Durex ‘Safe is the new normal’: un progetto di ampio respiro che si inserisce all’interno di numerosi programmi di sensibilizzazione del brand, volto a promuovere comportamenti consapevoli in ambito sessuale in un periodo, come quello attuale, estremamente delicato. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Anlaids, la prima associazione italiana nata nel 1985 per fermare la diffusione del virus Hiv e dell’Aids, permetterà la creazione di una Task Force di esperti in ambito medico-scientifico che avranno il compito di trasmettere un messaggio di rottura rispetto alla normalità in fatto di abitudini sessuali tipiche del periodo precedente al lockdown, sensibilizzando la popolazione sul ruolo cruciale che gioca la prevenzione anche in questa sfera. La situazione prima dello scoppio della pandemia Covid-19 non era affatto rosea: le conoscenze su rischi e pericoli per la salute in tema di malattie sessualmente trasmissibili erano spesso sommarie, vissute con noncuranza circa il loro potente impatto sulla vita, soprattutto da parte dei giovani. A questo si aggiungeva una scarsa informazione sulle modalità di trasmissione e di conseguenza su quali comportamenti adottare per la prevenzione, con i tabù che giocavano ancora un ruolo importante. Una normalità, quindi, non abbastanza corretta e che, oggi ancora di più, richiede maggiore impegno in termini di prevenzione e salute pubblica. Durante il recente periodo di lockdown ogni italiano ha vissuto un inatteso processo di trasposizione da una precedente dimensione di libertà e di interconnessione ad una nuova realtà, governata dall’isolamento e dal distanziamento sociale. L’aspetto maggiormente colpito, in uno scenario di questo tipo, è stato senza dubbio quello della sessualità. Migliaia di coppie si sono infatti ritrovate da un giorno all’altro rinchiuse in convivenze forzate o a vivere inaspettati momenti di lontananza dal partner. Discorso ugualmente valido per i single, che hanno invece visto interrompersi improvvisamente le opportunità di frequentazioni occasionali e di ricerca di partner.

La situazione nel mondo

Sono oltre 8 milioni (8.034.461) i casi di coronavirus nel mondo e 436.901 i morti. Sono i dati forniti dalla Johns Hopkins University. Gli Stati Uniti sono il Paese più colpito con 2.114.026 contagiati e 116.127 deceduti, a seguire il Brasile con 888.271 malati e 43.959 vittime. La Cina ha aumentato i test e le misure di lockdown in alcune zone di Pechino per cercare di tenere sotto controllo quello che sembra il più grande focolaio di coronavirus dopo oltre due mesi. Dei 40 nuovi casi registrati, 27 sono stati rintracciati a Pechino, portando il totale nella città a 106 contagi a partire da venerdì. Molti dei nuovi casi sono stati collegati al mercato all’ingrosso di Xinfadi e le autorità hanno testato gli operatori, chiunque vi sia stato nelle ultime due settimane e chiunque sia entrato in contatto con queste persone. Anche la carne e i frutti di mare freschi smerciati città e in altre parte della Cina sono stati controllati per scongiurare l’improbabile possibilità che si diffondesse il virus.  Le comunità residenziali intorno al mercato sono state messe in lockdown, così come l’area intorno a un secondo mercato, dove sono stati confermati tre casi. Complessivamente, il parziale lockdown coinvolge 90mila persone, in una città che cuba 20 milioni di abitanti. Le autorità stanno anche vietando ai residenti delle aree considerate ad alto rischio di lasciare Pechino e coloro che abitano in queste zone e sono già partiti, sono stati richiamati e devono presentarsi al più presto agli uffici sanitari locali. È stato vietato ai taxi e ai servizi di car sharing di portare le persone fuori dalla città e anche il numero di passeggeri su autobus, treni e metropolitane sarà limitato e tutti dovranno indossare mascherine.

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