Coronavirus. 11 giugno. 236.142 casi, 34.167 decessi, 171.338 guariti, 236 in rianimazione. Fnomceo: 28600 sanitari contagiati. Speranza alla Camera, voto positivo unanime sulle comunicazioni

Coronavirus. 11 giugno. 236.142 casi, 34.167 decessi, 171.338 guariti, 236 in rianimazione. Fnomceo: 28600 sanitari contagiati. Speranza alla Camera, voto positivo unanime sulle comunicazioni

Il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 236.142, con un incremento rispetto a ieri di 379 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 30.637, con una decrescita di 1.073 assistiti rispetto a ieri. Lo riferisce il bollettino quotidiano della Protezione civile. Tra i nuovi contagi 252 sono stati registrati in Lombardia, pari al 66%. Tra gli attualmente positivi, 236 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 13 pazienti rispetto a ieri; 4.131 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 189 pazienti rispetto a ieri; 26.270 persone, pari all’86% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 53 (25 in Lombardia) e portano il totale a 34.167. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 171.338, con un incremento di 1.399 persone rispetto a ieri. Il numero complessivo dei tamponi effettuati è di 4.443.821, (+62472 da ieri).

La situazione nel mondo. Negli Stati Uniti superati i 2 milioni di casi. Si aggrava l’America Latina

Negli Stati Uniti, sono stati registrati almeno 2.008.905 casi di Covid-19 e 113.038 morti, secondo l’aggregatore di dati della Johns Hopkins University. Il totale include i casi di tutti e 50 gli Stati, del District of Columbia e dei territori statunitensi, oltre ai casi riguardanti cittadini rimpatriati. Lo Stato più colpito, con almeno 380.892 casi e 30.542 morti, è New York. Poi il New Jersey, con almeno 165.346 casi e 12.377 morti. La città più ferita è New York, con 208.118 casi e 21.960 morti. L’Europa prova a tornare alla normalità ma dall’altra parte dell’Oceano la pandemia di Covid-19 continua a fare migliaia di vittime al giorno. A preoccupare in particolare è l’America Latina che, con sistemi sanitari molto precari e politiche di contrasto quantomeno dubbie, ha già superato i 70 mila decessi. Nel frattempo gli Stati Uniti tentano la ripresa economica ma restano in testa al triste podio con due milioni di contagi. Il Continente americano rimane così l’epicentro della crisi sanitaria causata dal nuovo coronavirus e concentra quasi la metà dei 415.661 decessi di tutto il mondo e degli oltre 7,3 milioni di casi, secondo un bilancio Afp basato su fonti ufficiali. Per la Johns Hopkins University i decessi nel mondo sono 416.201. Nonostante la continua diffusione della pandemia in Brasile, il paese latinoamericano più colpito e il terzo al mondo per numero di morti per covid-19, la città di San Paolo ha riaperto i suoi negozi ieri, nell’ambito di un processo di ripresa graduale delle attività. Con 39.680 morti, il Brasile conta più della meta’ dei 71.104 morti nella regione. Sebbene il presidente Jair Bolsonaro promuova la ripresa delle attività dall’inizio delle restrizioni negli Stati, gli esperti considerano avventato l’allentamento dato che la curva di contagio continua a salire. Le preoccupazioni in Brasile riguardano inoltre un altro problema: in Amazzonia, con popolazioni vulnerabili, l’inizio della stagione degli incendi boschivi potrebbe aggravare la complessa situazione sanitaria. Il Messico, con 127 milioni di abitanti, è il secondo paese latinoamericano con il maggior numero di morti. Nei dati comunicati ieri ha superato i 15 mila decessi e ha riportato il numero più alto di contagi giornalieri, portando il totale a 129.184.

La Fnomceo: 28600 contagi tra gli operatori sanitari, il 12% di tutti i positivi

“Secondo gli ultimi ultimi dati dell’Istituto superiore di Sanità, il personale sanitario risultato positivo al Covid è di oltre 28.600 persone, cioè oltre il 12% degli interi positivi al Covid. Un numero veramente esorbitante della popolazione sanitaria, con tutte le conseguenze che possiamo immaginare” dice il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), Filippo Anelli, nel corso del webinar dal titolo ‘L’emergenza Covid-19 tra cura e gestione’ promosso dall’Alta Scuola in Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica (ALTEMS), diretta dal professor Americo Cicchetti. “I punti nodali sono due – ha spiegato Anelli – il primo riguarda gli strumenti di protezione individuale dei professionisti, che rappresentano una protezione sia per il personale sanitario sia per i cittadini. I dispositivi dovevano essere in possesso del sistema e i medici avrebbero dovuto utilizzarli, proprio per evitare che loro stessi inconsapevolmente potessero diventare i diffusori del virus. Dall’altra parte, di fronte ad una ipotesi di pandemia a causa di una malattia infettiva, si sarebbero dovuti individuare da subito percorsi diversificati, in modo tale da consentire da una parte il trattamento delle patologie routinarie e dall’altra quello dei pazienti Covid- ha concluso- senza che vi fossero contaminazioni”.

Il ministro Speranza alla Camera incassa un voto sostanzialmente unanime sulle sue comunicazioni

L’Aula della Camera ha approvato con 254 sì, 193 astensioni e nessun contrario la risoluzione di maggioranza presentata a seguito delle comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, sugli ultimi provvedimenti attuati dall’Esecutivo per contrastare l’epidemia Covid-19. A far mutare la posizione già espressa da Lega, Fi e Fdi, dal ‘no’ all’astensione, è stato lo stesso ministro che intervenendo prima del voto ha assunto un ulteriore impegno per il governo, oltre ai due già indicati nella risoluzione di M5S, Pd, Iv e Leu. Speranza ha annunciato, in particolare, “il lavoro preparatorio in vista delle riapertura delle scuole a settembre, che dovrà avvenire i piena sicurezza”. In questo modo, ha osservato, viene recepito “un orientamento unanime emerso durante la discussione”. Il ministro Speranza, nel prendere la parola al termine delle dichiarazioni di voto, ha sottolineato che quella di oggi è la prima volta che siamo di fronte a “una comunicazione che anticipa le scelte che il governo farà. E mi sembra che ci sia stato un apprezzamento da parte di tutti”. Ora, ha aggiunto, in precedenza “ho espresso dei pareri ma non voglio far cadere nel nulla un dibattito utile, denso di spunti e indicazioni arrivate dall’opposizione che potranno essere utili in una discussione che il parlamento vorrà fare sulla riforma del Ssn e su come il Ssn guarda a una fase post covid. Una cosa che si può fare già subito, e che tutti i gruppi intervenuti mi sembra abbiano sollecitato al governo, è una attenzione su quello che appare un tema di massima attenzione: quello della riapertura delle scuole a settembre. Su questo tema delicato – ha continuato – credo che il parlamento non debba dividersi. Per questo io vorrei vincolare il mio parere positivo, come governo, alla risoluzione Delrio, Fornaro, Crippa e Boschi, all’aggiunta di un terzo impegno che leggerei: a dare massima priorità al lavoro preparatorio in vista dell’apertura delle scuole a settembre, che dovrà avvenire in piena sicurezza”. Subito dopo sono intervenuti i deputati Marcello Gemmato (Fdi), Rossana Boldri (Lega), Stefano Mugani (Fi) e Maurizio Lupi per cambiare il loro parere contrario in quello di astensione.

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