Consiglio europeo informale. Conte e Gualtieri: passi avanti nel negoziato sul Recovery Fund, ma la decisione è attesa a luglio

Consiglio europeo informale. Conte e Gualtieri: passi avanti nel negoziato sul Recovery Fund, ma la decisione è attesa a luglio

E’ finita la fase in cui i Paesi membri hanno potuto metabolizzare la proposta del Recovery Fund, il Next Generation EU come è stato battezzato, avanzata dalla Commissione europea: ora inizia quella dei negoziati. Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, è stato diretto al termine del vertice dei leader dell’UE che aveva come argomento di discussione anche il bilancio pluriennale dell’Unione, strettamente connesso al piano di ripresa. “Oggi è stata la prima occasione per parlare della proposta messa sul piatto dalla Commissione. Sono emerse delle convergenze ma allo stesso tempo ci sono visioni diverse su alcuni argomenti, per questo è necessario continuare il confronto”. La formula utilizzata da Michel cela in realtà uno stallo, ampiamente annunciato, con il numero dei ‘frugali’ (già Olanda, Austria, Svezia e Danimarca) che cresce con l’aggiunta della Finlandia.

Uno stallo causato da punti chiave noti, che la presidente della Commissione europea ha ribadito nella stessa conferenza: “dimensioni, equilibrio tra trasferimenti e prestiti, allocazione dei fondi, risorse proprie dell’UE e il ‘rebate'”, cioè il meccanismo che corregge i contributi al bilancio comunitario di alcuni stati. Su una cosa, però, sono tutti d’accordo: bisogna fare in fretta. “Confermo l’impegno a partire immediatamente – ha spiegato Michel – Faremo un incontro di persona verso metà luglio a Bruxelles e prima di questo incontro sottoporrò delle proposte concrete, perché sappiamo quanto sia fondamentale arrivare a un accordo il prima possibile”. Un ritmo che piace anche alla Von der Leyen, che ha apprezzato la volontà del Consiglio di “raggiungere un accordo in seno al Consiglio europeo prima della pausa estiva – ha detto la presidente della Commissione – C’è una reale comprensione del fatto che anche l’efficacia della risposta dipenda dalla sua rapidità”. Per voce della sua cancelliera Angela Merkel, anche la Germania, che dal primo luglio rileverà dalla Croazia il semestre di presidenza del Consiglio europeo ha ribadito la volontà di arrivare “a un’intesa rapida”. Intanto, e anche questo era ampiamente annunciato, la decisione è rinviata di un mese. Bisogna fare presto, ma con calma.  “Alcune istituzione sono state all’altezza della sfida, ho detto ai miei colleghi che ora anche il Consiglio europeo deve esserlo. Oggi abbiamo compiuto un passo avanti, sta maturando il giusto clima. Confido che nel prossimo Consiglio europeo si potrà raggiungere la meta. Sarà un unico pacchetto, non ci saranno dei Paesi che hanno vinto o perso, vincerà l’Europa”, ha detto Giuseppe Conte nel corso del punto stampa a Villa Pamphilj.

Conte ha quindi ribadito di aver trovato un clima, “seppure nella varietà delle posizioni, convergente. Bisogna essere prudenti e cauti, ma penso che il prossimo consiglio saraà decisivo. La linea rossa è che la proposta della Commissione sia ambiziosa, scendere al di sotto di quel livello non è accettabile per l’Italia. Non è accettabile – ha aggiunto – per altri Paesi che hanno condiviso con l’Italia questa visione di ampio respiro e prospettiva. Quello è un quadro, un pacchetto ben bilanciato tra sussidi e prestiti, toccarlo significa smontare un articolato progetto e non è accettabile”. Il presidente del Consiglio ha spiegato che il pacchetto è collegato al quadro finanziario pluriennale, ma c’è la possibilità per un anticipo che però ha definito modesto. “Ci stiamo ancora lavorando, speriamo che questo anticipo possa diventare più consistente”. Parlando poi del tanto discusso meccanismo europeo di stabilità, il cosiddetto Mes, ha ricordato che le istituzioni europee hanno confezionato un ampio ventaglio di strumenti, “ognuno ha una sua finalità e obiettivi. Non c’è alcun collegamento, l’utilizzo di Sure o Mes non sono propedeutici per utilizzare le risorse del Recovery Fund, non è mai stato concepito in questo modo. Nessun collegamento”. E sul suo possibile utilizzo ha ribadito che saranno letti i regolamenti: “Andremo in Parlamento e discuteremo”.

Gualtieri, aumentano punti di convergenza ma doccia fredda dalla Svezia

“Al Consiglio Ue aumentano i punti di convergenza. Tutti ora riconoscono la necessità di finanziare un piano ambizioso di rilancio con eurobond, e fare presto entro luglio. L’Italia sostiene la proposta della Commissione europea e siamo determinati a raggiungere un risultato positivo” scrive su Twitter il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Sembra tuttavia che sull’ottimismo di Conte e Gualtieri sia calato in serata il gelo della Svezia. Le differenze tra i paesi membri dell’Unione europea permangono sia sul Recovery Fund che sul nuovo Quadro finanziario pluriennale ha dichiarato infatti il primo ministro svedese, Stefan Lofven, parlando dopo la videoconferenza del Consiglio europeo. “Continuiamo ad essere piuttosto lontani l’uno dall’altro”, ha osservato Lofven evidenziando la necessità di cambiamenti sostanziali nelle proposte sul tavolo per poter raggiungere un accordo. La Svezia, insieme a Paesi Bassi, Austria e Danimarca, è uno dei quattro “paesi frugali” che si oppongono alla mutualizzazione del debito ed alle sovvenzioni nell’ambito del Recovery Fund dell’Ue.

 

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