Alitalia. Scende in campo la signora Roosvelt, presidente di USAerospace. Pronta a investire 1,5 miliardi di dollari. Contatta i ministri De Micheli, Patuanelli, Gualtieri. Ma cala il silenzio stampa. Chissà perché

Alitalia. Scende in campo la signora Roosvelt, presidente di USAerospace. Pronta a investire 1,5 miliardi di dollari. Contatta i ministri De Micheli, Patuanelli, Gualtieri. Ma cala il silenzio stampa. Chissà perché

Non sono trascorse neppure ventiquattro ore  dalla audizione dei ministri De Michele e Patuanelli in Commissione trasporti, nel corso della quale è stato ribadito l’impegno del governo per il salvataggio di Alitalia con un investimento di almeno 3 miliardi di euro, che si è fatta viva la signora Michele Roosvelt Edwards, nota anche come Michele Ballarini, dal cognome del secondo marito, gestore  di un club esclusivo, il Georgetown di Washington. La signora americana è ormai molto nota negli ambienti governativi italiani, dal presidente del Consiglio ai due ministri di cui sopra, al ministro Gualtieri, in quanto la compagnia americana USAerospace Associates fa capo alla signora che ha più volte reso noto agli esponenti del governo italiano l’interesse a rilevare, anche se parzialmente, in società  con Alitalia e con una eventuale nuova società, l’ex compagnia di bandiera italiana. Ancora non era stato reso noto quanto affermato in audizione da  De Micheli e Patuanelli in relazione al futuro di Alitalia, al suo salvataggio, un investimento appunto di 3 miliardi di euro, che si faceva viva  la signora americana che confermava “il proprio immutato interesse” per il salvataggio, con un investimento di  almeno 1,5 miliardi di dollari, interesse già manifestato lo scorso aprile quando il gruppo si era fatto avanti per il “lotto unico” al pari di Almaviva e della Sinergy Group di German Efromovich. Insomma la signora  di USAerospace, chiedendo un incontro con Conte, Gualtieri, De Micheli, aveva confermato di avere tutte le carte in regola per partecipare alla “gara” come eventuale partner di Alitalia nel caso il governo italiano intendesse mantenere una sua presenza nella ex compagnia di bandiera, per esempio il 50% delle quote di partecipazione USAerospace e aveva  messo nero su bianco “di essere già stata autorizzata a contrarre linee di finanziamento con un importante istituto statunitense, fino a un miliardo e mezzo di dollari, al fine di sostenere il piano strategico di rilancio di Alitalia”.

La compagnia ha promesso un basso impatto sui livelli occupazionali

Non solo: la compagnia guidata da Michele Roosevelt Edwards ha anche promesso un “basso impatto sui livelli occupazionali nel triennio” manifestando la volontà di far diventare l’aeroporto di Fiumicino l’hub e la sede direzionale ed amministrativa della compagnia. La compagnia Usa non è nuova ad interventi, si muove molto sul “mercato”, forse questa parola non è adatta ad un mercato come quello delle compagnie aeree ma la “solidità”, o meglio la “solvibilità”, ha sempre un significato, offre una garanzia. L’anno scorso la compagnia ha salvato gli asset (marchio, divise, sistema di prenotazione ed equipaggiamenti) della compagnia “ultra low cost” islandese Wow Air. Wow nel 2012 aveva acquisito la connazionale Iceland Express ma era poi fallita nel marzo 2019. A settembre una nota della Ballarin/Roosevelt Edwards annunciò un investimento fino a 100 milioni di dollari per il suo rilancio e di voler avviare i primi voli tra l’Islanda e gli Usa (destinazione Washington) da ottobre con 2 aerei, destinati poi salire a 10-12. A ottobre, sempre seguendo le cronache, la società Usa rese noto che la vendita dei primi biglietti sarebbe partita in novembre e il volo inaugurale sarebbe stato effettuato entro dicembre, senza più indicare quale fosse l’aeroporto di destinazione e quanti aerei sarebbero stati impiegati. Poco dopo – si legge nelle agenzie –  un portavoce precisò che inizialmente si sarebbe trattato solo di voli cargo, ma che successivamente sarebbero stati offerti voli passeggeri per l’Europa. Lo scorso 28 febbraio, Wow Air annunciava attraverso i suoi canali social che sarebbe presto “atterrata a Roma e in Sicilia” e che Wow Italy, sotto la guida di Giuseppe Cataldo (manager dal cui profilo su Linkedin emerge che è stato presidente di Imetgroup.org ed è tuttora presidente di World Professional Consulting, entrambe società di Chicago), avrebbe iniziato voli cargo e passeggeri “nel prossimo futuro”. Fin qui la cronaca del “passato” della compagnia della signora Michele Roosvelt, un nome certo altisonante che si è rimessa in movimento appena venuta a conoscenza dei particolari della audizione di De Micheli e Patuanelli, audizione sulla quale è calato, non si capisce perché, un preoccupante silenzio.

Quando si parla di nomine le cose si fanno difficili

Forse si tratta di definire un nuovo  organigramma e quando si parla di nomine le cose si fanno difficili. Si sussurra di una indicazione  che sarebbe venuta dai Cinque stelle, ma niente più. Nel frattempo non ha perso neppure un secondo la presidente di USAeurospace. Appena  è venuta a conoscenza delle audizione di De Micheli e Patuanelli, dopo aver trasmesso una lettera alle Commissioni Bilancio e Trasporti di  Camera e Senato, la presidente di USAerospace Partners Inc., cha chiesto un incontro con i ministri auditi e con il ministro  e Gualtieri, e si è dichiarata “pronta a discutere in sede politica e di esecutivo la formula più idonea di governance a garantire il rilancio di Alitalia, rendendosi disponibile a condividere il progetto con la componente pubblica e altri soggetti definiti strategici del sistema Italia”. “US Aerospace”, sempre notizie raccolte e filtrate dalle agenzie, “sarebbe pronta a investire 1,5 miliardi di dollari assicurando un basso impatto dell’operazione sui livelli occupazionali nel piano che si svilupperebbe su base triennale e il posizionamento della sede direzionale e amministrazione di Alitalia nell’aeroporto di Roma Fiumicino, destinato a fungere da hub”. La signora  Roosvelt, un nome che racconta tante cose, verrebbe da dire che è una garanzia per un eventuale ingresso in Alitalia, verso le 9,30 del mattino avrebbe incontrato via internet in ministro, o ministra, italiano. Ma non si hanno notizie ufficiali. Se è vero che il silenzio  è d’oro è anche vero che la parola è d’argento. In casi come questo, quando sono in gioco le sorti di quella che è stata la compagnia di bandiera, l’informazione ci sembra un dovere.

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