Valter Vecellio. Diario “minimo” del Coronavirus. Alla Petrolini: un po’ per noia, un po’ per non morire

Valter Vecellio. Diario “minimo” del Coronavirus. Alla Petrolini: un po’ per noia, un po’ per non morire

“Verba docent, exempla trahunt”, ci insegnavano a scuola. Al papa venuto da quasi la fine del mondo si deve dire grazie, per aver unito la sua alle tante voci, ammonimenti ed esortazioni a rispettare e seguire le “regole” anti-pandemia. Ma se proprio dal papa venuto da quasi la fine del mondo venisse un primo, concreto esempio… Notizia di agenzia, da Città del Vaticano: “Papa Francesco con una messa celebrata sulla tomba di Giovanni Paolo II nel centenario della nascita del pontefice polacco riapre la celebrazione di liturgie con i fedeli nella basilica di San Pietro, in coincidenza con quanto accade nello Stato italiano. Ultima messa in streaming. Nella cappella della tomba di Karol Wojtyla circa trenta persone, ben distanziate sui banchi, ma non tutte dotate di mascherina. Insieme al Papa erano presenti anche i cardinali Angelo Comastri e Konrad Krajewski e i monsignori Piero Marini e Jan Romeo Pawlowski”.

Tra le mille disposizioni nazionali, regionali, comunali, circoscrizionali: “Riaprono le spiagge: sì al nuoto, ma niente tintarella”. Domanda ingenua: se si prende il sole su un materassino in acqua, o a bordo di un barchino a cinque metri almeno dal bagnasciuta, senza nuotare, si può? O si sarà sanzionati dalla guardia di finanza, o dalla guardia costiera, immortalati da un drone?

La gioia di un caffè in tazzina… Siamo a questo punto: nella rivendita giornali e bar da lunedì il caffè è servito in regolare tazzina; distanziati, lo si può bere anche al banco, senza uscire dal locale. Domenica il caffè veniva servito in un bicchierino di cartoncino o plastica, da consumare sul marciapiede. Cos’è cambiato? Domenica era il 17 maggio, lunedì, il 18 maggio. Ancora: il negozio di elettrodomestici, che non ha mai chiuso perché fornisce servizi essenziali, da oggi è tenuto a osservare il seguente orario: 9-10 assistenza. 11-19 vendita prodotti. Il titolare, per inciso, è anche l’unico che lavora nel citato negozio.

Fino a domenica ospitavo a casa cugine; spesso perfette sconosciute, ma per stare tranquilli si autocertificava che si era cugini di sesto grado, dimostrate pure il contrario. Quel lieve accento francese? Appunto: il fratello del nonno da ragazzino era andato, da buon “macaroni”, a cercare fortuna a Marsiglia. Poi, erano tempi duri, per gli italiani, aveva anche cambiato il nome, vai dimostrare che non è così…Dal 18 si cambia. Si può invitare un’amica, anche se conosciuta da poco. Per conoscerci un po’ meglio, parleremo; si prenderà un drink in terrazza. Poi una cena (a distanza, ovvio). È il suo compleanno. Niente torta e candeline, ci fosse mai un drone indiscreto che ci individua, e qualcuno che viene a contestare che si tratta di una “festa”. Ovvio che prima di entrare in casa, le chiederò di “sanificarsi”: guanti, mascherina, accurato lavaggio delle mani, scarpe fuori dalla porta. Le chiederò anche di portarsi un cambio d’abito, perché così si può disfare di quelli indossati per venire a casa mia. Lei pure, per sua tranquillità, avrà una mia auto-dichiarazione da cui risulta che il bagno per gli ospiti è stato sanificato qualche ora prima, e ho cambiato asciugamani e saponetta. Si berrà un paio di bicchieri di vino, non per festeggiare: solo per dire: “Mille di questi tuoi giorni” e rendere più digeribile la cena. Lei è semi-astemia, io pure. Cosicché forse perderemo un po’ il controllo di noi stessi. Forse nell’accompagnarla all’ingresso, si perderà un po’ l’orientamento, per errore si finirà nella camera da letto. A questo punto, lei troppo stanca chiederà di dormire da me. Dirò di sì, non prima però di averle fatto firmare l’autocertificazione che si tratta di una “congiunta stabile”. Siamo entrambe persone sincere. Per non dichiarare il falso, cercheremo di congiungerci davvero… La mattina dopo le chiederò se le va di rivedersi, in serata. Se dirà sì, le chiederò di sceglierlo lei, il ristorante 41-bis; io porterò la carta di credito perché “è vivamente sconsigliato” pagare in contati. Il denaro non puzza, ma può portare virus (la plastica della carta di credito invece, quella si igienizza e così coronavirus tié!; anche il fisco è contento, perché resta una “traccia”, e siamo sicuri che quella pizza e birra per due non fa parte di una losca manovra per riciclare denaro di provenienza mafiosa…

I giornali raccontano che è stato annullato il procedimento disciplinare contro l’agente della Polizia di Stato che, in quarantena per un sospetto di coronavirus, ha donato il proprio stipendio agli ospedali di Vercelli, Bergamo e Messina. Antonino Lollo, atleta messinese che, per l’attività sportiva, si è trasferito nella Bergamasca e da un paio d’anni è entrato a far parte della Polizia di Stato, in servizio a Vercelli, costretto in casa proprio durante il periodo peggiore del contagio da Covid-19 per il sospetto che avesse contratto il virus, aveva donato il proprio stipendio a tre diverse strutture sanitarie. Per colpa di un “malinteso”, però, si viene “punito” con un procedimento disciplinare; tuttavia effettuati tutti gli accertamenti del caso, il provvedimento viene annullato d’iniziativa proprio da chi lo aveva promosso. “Non possiamo far a meno di compiacerci con chi – si legge sui siti della Federazione sindacale Fsp Polizia di Stato – ha dimostrato come la vera autorevolezza dirigenziale non sta nel cercare di imporre la forza senza diritto, ma nell’essere giusti, equi e capaci di cambiare idea”. Compiaciuti? E di che? Un cittadino italiano, solo perché agente di polizia, non può disporre liberamente del suo legittimo stipendio? Che significa “per un malinteso” si è visto punito? Qualcuno gli ha chiesto conto dell’uso dello stipendio? L’agente avrà ben spiegato il come e il perché. Ammesso che ci si debba “giustificare”, come mai in questo caso l’autocertificazione non è bastata, ed è scattato il procedimento disciplinare? Si parla di “accertamenti del caso”. Ma quali accertamenti? E in cosa consiste “del caso”? Non parliamo poi del comunicato “compiaciuto”. Rileggere ad alta voce, per favore: “vera autorevolezza dirigenziale non sta nel cercare di imporre la forza senza diritto, ma nell’essere giusti, equi e capaci di cambiare idea”. Naturalmente c’è sempre una spiegazione: l’agente Lollo può disporre del suo stipendio come meglio crede. Ma non può rilasciare interviste senza debita autorizzazione. Gli chiedono: perché ha donato il suo stipendio? E lui avrebbe dovuto rispondere: “Non sono autorizzato a parlare. Ora mi faccio dare il permesso, poi vi spiego…”. Però il malinteso alla fine lo hanno chiarito, dopo i debiti accertamenti tutto è finito in gloria. Forse la prossima volta l’agente Lollo lo stipendio se lo terrà ben stretto…

Sì agli spostamenti in regione. “Fuori” solo per fondati autocertificati motivi di salute, lavoro, emergenza. Qual è la logica? Devo avere un fondato motivo e un pezzo di carta che io stesso compilo, per andare, poniamo da Roma, in Toscana, Umbria o Emilia Romagna. Ma se da Roma vado a Viterbo, Rieti, Latina, Frosinone, non c’è bisogno. Viaggio da solo in automobile. Non importa. A Roma indosso la mascherina, la indosserò anche a Cervia, a Gubbio, a Viareggio; mi metto i guanti a Roma, li metterò anche là. Quando entro in casa a Roma ho cura di togliere le scarpe e lavar le mani. Quando sarò a casa mia a Cervia o a casa di una relazione stabile a Gubbio o Viareggio, mi toglierò le scarpe anche là, e anche là mi laverò le mani. Farò insomma là le stesse identiche cose che si fanno a Roma. Niente da fare. A Roma sono una persona coscienziosa, pulita, responsabile. A Cervia, Gubbio, al Viareggio non lo sono più. Qualcuno lo può spiegare, con parole semplici e chiare perché per ancora due settimane non posso andare a casa mia o nella casa di una mia stabile congiunta solo perché le abitazioni invece che essere nella stessa regione sono in regioni diverse?

Infine, a tutti noi: A ZOZZI! VI FA COSI’ FATICA BUTTARE I VOSTRI GUANTI E LE VOSTRE MASCHERINE NEI CASSONETTI, INVECE CHE ABBANDONARLI SUL MARCIAPIEDE?

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