Scuola. L’intesa si sfascia, guerra tra M5S e Pd-LeU sul concorso per i precari storici. Sinopoli, Fl Cgil: “si lavora su classi da 30 alunni, un errore”

Scuola. L’intesa si sfascia, guerra tra M5S e Pd-LeU sul concorso per i precari storici. Sinopoli, Fl Cgil: “si lavora su classi da 30 alunni, un errore”

L’intesa sulla scuola ancora non è chiusa, parte del Pd e Leu non sono soddisfatti dell’emendamento della ministra Lucia Azzolina che dovrebbe recepire l’accordo politico siglato domenica notte e questa sera in commissione potrebbero mancare i numeri per far passare la riformulazione proposta dalla ministra. Ma, in ogni caso, il governo metterà la fiducia sul provvedimento, che scade il 7 giugno e dovrà andare alla Camera dopo il voto del Senato. Miguel Gotor, responsabile scuola di Articolo 1 (che insieme a Sinistra italiana sostiene il governo con Leu), lo dice chiaramente: “Articolo 1 respinge la riformulazione dell’emendamento del ministro Lucia Azzolina sul concorso per docenti precari perché non corrispondente all’accordo raggiunto alla presenza di Giuseppe Conte. Auspichiamo che prevalga la ragionevolezza e il rispetto delle intese”. Sulla stessa linea sono i democratici Matteo Orfini e Francesco Verducci, quest’ultimo in commissione Cultura al Senato dove è in esame il decreto. “Stiamo vedendo se si trova una soluzione o se ognuno vota i propri emendamenti”, dicono dal Pd. Votare “ognuno i propri emendamenti” sarebbe un problema per il governo, in commissione. Questa mattina, riferiscono, la maggioranza poteva contare su due-tre voti di scarto e senza un’intesa di maggioranza potrebbero mancare i numeri sull’emendamento del governo e addirittura non è escluso che passi l’emendamento Verducci che propone l’assunzione per un anno dei precari in base a titoli e servizio e un orale selettivo alla fine. Un’ipotesi che M5s ha bollato come una “sanatoria” che non privilegia “il merito”. Ovviamente, anche un eventuale stop in commissione sarebbe poi superato in aula, con un maxi-emendamento e la fiducia, ma in queste ora si sta lavorando per provare ad evitare la spaccatura. La discussione sul decreto legge scuola in Aula al Senato inizierà nella seduta di domani. Lo ha annunciato il presidente del Senato Elisabetta Casellati, comunicando gli esiti della Conferenza dei capigruppo con modifiche al calendario fino al 5 giugno. La seduta però inizierà alle 9,30 con l’esame di alcune ratifiche, e in quel lasso di tempo le commissioni Istruzione e Bilancio potranno proseguire l’esame dello stesso decreto.

Sinopoli, Flc Cgil: “Uffici scolastici regionali vanno avanti come se non fosse successo niente, tornano le classi pollaio”

“Ancora nessun documento del Comitato tecnico scientifico” che dia indicazioni su distanze, mascherine, mense, trasporti per il rientro a settembre. “Uffici scolastici regionali che vanno avanti come se non fosse successo niente. Mentre con gli organici che si hanno e quanto è stato confermato si stanno facendo classi di 34 alunni. E’ una follia!” denuncia Francesco Sinopoli, segretario generale della Flc Cgil che sulla possibilità di un ritorno sui banchi a settembre afferma: “Con le risorse previste nel Dl Rilancio mi pare molto difficile. E settembre è domani”. Reduce dell’incontro tra sigle sindacali, Miur e Comitato tecnico scientifico e dopo la proclamazione dello stato di agitazione dei sindacati, Sinopoli commenta: “L’emergenza settembre non si risolve con le scelte che si stanno facendo oggi. Vogliamo aprire al confronto con il Ministro ed arrivare a risultati con il Governo . Solo un miliardo e duecentomila euro alla scuola vuol dire che qualcosa non funziona. Se perdiamo questa occasione non ne avremo mai più un’altra”. “In ballo c’è un decreto rilancio Italia, con 55 miliardi in economia. La partita strategica del recovery fund. Questo è il momento di fare delle scelte. O ci siamo giocati il futuro del Paese”. Il segretario generale della Flc Cgil conclude: “purtroppo questo Governo ha commesso un grosso errore: sottovalutare le esigenze della scuola. La questione si è posta infatti quando hanno riaperto le fabbriche e la scuola è stata depauperata ulteriormente della sua funzione. E si continua ad andare in questa direzione. Ma noi ci batteremo con le famiglie: Dobbiamo riportare i bambini in classe. Non per noi. Ma per loro”.

Intanto il Cts boccia la proposta di Anna Ascani di far riaprire gli istituti per l’ultimo giorno dell’anno scolastico, almeno per le classi che concludono un ciclo

E’ ancora troppo pericoloso e gli scienziati non vogliono rischiare. Ma la viceministra dell’Istruzione non molla: “Il comitato ha detto che non si può fare ‘in classe’. Lavoriamo per permetterlo all’aperto, in sicurezza. Non si può negare a bambini e ragazzi delle classi terminali questa possibilità”. In un primo momento, ricorda sui social, il Cts aveva detto di no anche ai centri estivi, poi si è trovato il modo di organizzarli in sicurezza. Nell’incontro avuto oggi con i sindacati della Scuola il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, ha spiegato le ragioni che hanno spinto il Comitato a bocciare la proposta della viceministra dell’Istruzione Ascani di concedere agli studenti l’ultimo giorno di scuola in presenza per salutarsi. Iniziative del genere non si possono fare perché le scuole non sono attrezzate e non hanno ancora predisposto i piani per regolare gli accessi alle aule scolastiche, agli androni, ai cortili. Il problema non è fare un saluto, ma accedere in condizioni di sicurezza, e questo al momento non è possibile. Inoltre, Miozzo ha precisato che i ragazzi rivedendosi dopo tanto tempo in un’occasione del genere cercherebbero il contatto fisico, si abbraccerebbero, e questo assembramento non può essere permesso poiché il contagio non è stato debellato e anzi in autunno potrebbe riaccendersi. Il Comitato ha concluso spiegando ai sindacati che la loro è solo un’indicazione tecnica, poi spetta alla politica decidere.

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