Palestina. Abu Mazen: fine di ogni accordo con Usa e Israele, contro l’annuncio della nuova colonizzazione di Netanyahu. Vaticano e Germania preoccupati. L’Italia sta a guardare

Palestina. Abu Mazen: fine di ogni accordo con Usa e Israele, contro l’annuncio della nuova colonizzazione di Netanyahu. Vaticano e Germania preoccupati. L’Italia sta a guardare

Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas ha annunciato l’interruzione di tutti gli accordi e delle intese con Israele e con gli Stati Uniti, compresi quelli che riguardano la sicurezza. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa Wafa, spiegando che la decisione di Abbas è stata presa in risposta ai piani israeliani di annettere gli insediamenti e la Valle del Giordano in Cisgiordania. ”L’Organizzazione per la liberazione della Palestina e lo Stato della Palestina vengono sollevati, a partire da oggi, da tutti gli accordi e le intese con i governi americano e israeliano, e da tutti gli impegni conseguenti, compresi quelli che riguardano la sicurezza”, ha detto Abbas nel corso di una riunione d’emergenza, come riporta la Wafa. In passato il presidente palestinese aveva più volte minacciato una simile azione, senza però mai portarla a termine. Abbas ha aggiunto che Israele dovrà ora ”condividere le sue responsabilità e i suoi doveri di fronte alla comunità internazionale, in quanto potere occupante di un territorio che appartiene allo Stato della Palestina”, riporta la Wafa. Allo stesso modo gli Stati Uniti, in quanto ”partner principale del governo di occupazione israeliana”, saranno ”pienamente responsabili dell’oppressione del popolo palestinese”, ha aggiunto Abbas. Il piano del nuovo governo israeliano di annettere circa il 30 per cento dei territori della Cisgiordania si basa sul piano per il Medioriente elaborato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La leadership palestinese sta boicottando il governo americano da quando Trump ha riconosciuto unilateralmente Gerusalemme come capitale di Israele nel 2017.

Vaticano, preoccupazione per atti che possono compromettere il dialogo

Il segretario per le relazioni con gli Stati del Vaticano, Paul Richard Gallagher, e il capo negoziatore e segretario generale dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), Saeb Erekat, hanno avuto oggi un colloquio telefonico. Lo riferisce la sala stampa del Vaticano. Erekat ha voluto informare la Santa Sede circa i recenti sviluppi nei Territori palestinesi e della possibilità che la sovranità israeliana venga applicata unilateralmente a parte di dette zone, cosa che comprometterebbe ulteriormente il processo di pace. La Santa Sede ribadisce che il rispetto del diritto internazionale, e delle rilevanti risoluzioni delle Nazioni Unite, è un elemento indispensabile affinché i due popoli possano vivere fianco a fianco in due Stati, con i confini internazionalmente riconosciuti prima del 1967. La Santa Sede segue attentamente la situazione, ed esprime preoccupazione per eventuali atti che possono compromettere ulteriormente il dialogo, auspicando che gli israeliani e i palestinesi possano trovare di nuovo, e presto, la possibilità di negoziare direttamente un accordo, con l’aiuto della comunità internazionale, e la pace possa finalmente regnare nella Terra santa, tanto amata da ebrei, cristiani, musulmani.

Germania preoccupata dall’annuncio di Abbas sulla fine della cooperazione con Usa e Israele

Il ministero degli Esteri tedesco segue con “con preoccupazione” l’annuncio dato dal presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas, che ha manifestato l’intenzione di porre fine alla cooperazione con Israele e gli Stati Uniti. In questo modo, Abbas vuole reagire ai piani di Israele per l’annessione di parti della Cisgiordania, in attuazione dell’iniziativa per la pace in Medio Oriente presentata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 28 gennaio scorso. “Speriamo che le parti continuino a lavorare insieme”, ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri tedesco. Come riferisce il quotidiano “Handelsblatt”, il funzionario ha, inoltre, reso noto che oggi il titolare del dicastero, Heiko Maas, ha avuto un colloquio telefonico sulla questione con Abbas. Nella stessa giornata, Maas dovrebbe discutere anche con il ministro degli Esteri israeliano, Gabi Ashkenazi. L’auspicio di Maas è che Israele e Anp tengano colloqui diretti. Con l’appoggio degli Stati Uniti, il governo israeliano prevede di annettere circa il 30 per cento della Cisgiordania entro luglio.

 

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