MES. In vista della riunione dell’Eurogruppo di domani, i commissari Dombrovskis e Gentiloni disinnescano tutti i dubbi in una lettera al presidente Centeno

MES. In vista della riunione dell’Eurogruppo di domani, i commissari Dombrovskis e Gentiloni disinnescano tutti i dubbi in una lettera al presidente Centeno

L’Eurogruppo dovrebbe raggiungere un accordo domani sui dettagli per attivare una linea di credito a condizioni rafforzate del Meccanismo Europeo di Stabilità per i costi sanitari diretti e indiretti dovuti alla crisi del coronavirus. Il memorandum d’intesa del Mes nell’ambito della linea di credito a condizioni rafforzate dovrebbe essere ribattezzato ‘Template response plan’ e i ministri delle Finanze europei dovrebbero dare il loro via libera a un meccanismo di sorveglianza ‘leggero’ per i Paesi che utilizzeranno i finanziamenti. Rimangono una serie di questioni ancora non risolte, a partire dal periodo di disponibilità della linea di credito e le procedure per chiuderle, così come resta da decidere il tasso di interesse e la maturità da applicare ai prestiti. Il Memorandum d’intesa del Mes dovrebbe essere ribattezzato “Template response plan” e il cambio di nome sarebbe una concessione per rassicurare i paesi che guardano con maggiore scetticismo al Mes, per il ruolo che il fondo salva-Stati ha avuto nell’imporre piani di risanamento e riforme ai paesi beneficiari di aiuti durante la crisi del debito sovrano. Qualcosa di simile accadde nel 2015, dopo che il governo greco di Alexis Tsipras chiese l’abolizione della Troika: nel braccio di ferro con l’Ue che portò al terzo salvataggio della Grecia, l’Eurogruppo abbandonò la dizione “troika” per definire le missioni condotte da Commissione, Bce e Fmi, adottando l’espressione “istituzioni”. Il “template response plan” (modello di piano di risposta) del Mes dovrebbe essere unico e valido per tutti gli Stati membri della zona euro, e includere una lista delle diverse spese eleggibili per la linea di credito.

La lettera dei commissari Dombrovskis e Gentiloni al presidente dell’Eurogruppo Centeno

Le linee di credito MES non saranno un “cavallo di Troika”, come temevano forze politiche sia della maggioranza che dell’opposizione. Non introdurranno cioè la possibilità di imporre all’Italia un programma di aggiustamento macroeconomico in un secondo momento. A mettere nero su bianco quanto era stato anticipato da giorni sono Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni, in una lettera al presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno. “Dato che le condizioni sono strettamente limitate all’uso della linea di credito per sostenere il finanziamento di spese interne connesse direttamente e indirettamente ai costi correlati all’assistenza sanitaria, alla cura e alla prevenzione, l’articolo 7 del regolamento 472 del 2013 non si applica”, scrivono. L’articolo 7 del regolamento 472/2013, uno dei due regolamenti che compongono il Two Pack, prevede al comma 5 proprio la condizionalità ex post: “La Commissione, d’intesa con la Bce e, se del caso, con l’Fmi, esamina insieme allo Stato membro interessato le eventuali modifiche e gli aggiornamenti da apportare al programma di aggiustamento macroeconomico, al fine di tenere debitamente conto, tra l’altro, di ogni scostamento significativo tra le previsioni macroeconomiche e i dati effettivi, anche alla luce delle eventuali ripercussioni derivanti dal programma di aggiustamento macroeconomico, da ricadute negative e da shock macroeconomici e finanziari. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, decide in merito alle modifiche da apportare a tale programma”.

Data la sua natura “molto specifica” e la portata “molto limitata”, per il Pandemic Crisis Support, che è di natura “temporanea” e “una tantum”, è previsto un monitoraggio “snellito” rispetto al monitoraggio che si applica alle Eccl, le Enhanced Conditions Credit Lines, sulle quali le linee di credito anti-pandemia sono modellate. Pertanto si propone che la Commissione focalizzi il monitoraggio del Pandemic Crisis Support sull’uso dei fondi “per coprire i costi sanitari diretti e indiretti, riflettendo così la sola condizionalità connessa alla linea di credito. Di conseguenza il rapporto trimestrale richiesto a norma del regolamento sulla sorveglianza aumentata si focalizzerà sull’uso dei fondi per coprire i costi sanitari diretti e indiretti”, scrivono ancora Gentiloni e Dombrovskis. Inoltre, “ai fini della sorveglianza aumentata, la Commissione non condurrà alcune missioni ad hoc in loco in aggiunta a quelle standard che hanno luogo regolarmente all’interno del quadro del Semestre europeo”. La sorveglianza aumentata “termina al più tardi quando la disponibilità dello strumento cessa, ma termina prima se e quando tutti i soldi disponibili sono stati prelevati e spesi dallo Stato membro beneficiario per le misure previste connesse alla Covid-19 e dopo che la Commissione ha preparato il rapporto sull’uso degli stessi fondi”.

In sostanza, non ci sarà alcuna troika come all’epoca della vicenda greca (Commissione, Bce e Fondo monetario internazionale) ma la normale sorveglianza sui conti pubblici che Bruxelles effettua normalmente nel semestre europeo, da ottobre a maggio. Nella lettera i due commissari escludono quindi programmi macroeconomici di riforme da concordare e correzioni aggiuntive dei conti. Intanto, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen hanno avuto oggi una conversazione telefonica incentrata sulla preparazione del Recovery Fund e sul percorso negoziale relativo al prossimo Quadro Finanziario Pluriennale.

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