Lavoro, welfare, dignità della persona, imprese: il decreto Rilancio pare ispirato al compromesso socialdemocratico di tipo europe

Lavoro, welfare, dignità della persona, imprese: il decreto Rilancio pare ispirato al compromesso socialdemocratico di tipo europe

Lavoro, welfare, dignità delle persone, imprese: sono i quattro punti del disegno da 55 miliardi di euro messo a punto nel Decreto Rilancio approvato in Consiglio dei ministri e presentato dal presidente Conte in una conferenza stampa, insieme con i ministri Bellanova, Gualtieri, Patuanelli e Speranza. Sembra, da una prima lettura del provvedimento, che esso contenga i pilastri di una strategia che ricorda molto da vicino il compromesso socialdemocratico europeo che ha retto il continente per molti decenni, con risultati certo molto più significativi rispetto a quelli ottenuti dal ventennio neoliberista, che invece ha smantellato due punti chiave: lavoro e welfare. Ed è in fondo tutto merito della lezione che il virus venuto dal pipistrello cinese ha dato non solo all’Italia ma a tutta l’Europa. Il decreto Rilancio ha il merito di confermare la nuova centralità dello Stato nella ripresa dell’economia, che non può più reggersi sulle sole forze del mercato. Ed ha il merito di riportare al lavoro e ai servizi universali, come sanità, scuola, università, assistenza alla persona le risorse ingenti che sono state sottratte in questi lunghi anni di ubriacatura neo mercatista. Quando questa epidemia avrà avuto termine, vogliamo sperarlo, nulla sarà come prima, e in virtù anche di queste decisioni coraggiose anche il nostro Paese potrà cambiare passo nell’economia e nella società. E vogliamo sperare, anche se ancora non ne vediamo i segni, che anche la politica possa finalmente reagire con un sussulto di dignità, elaborando pensieri, strategie, ricostruzioni intellettuali. Questo 13 maggio porta con sé un brandello di una nuova speranza di cambiamento. Occorre fare in modo che sia durevole.

Il presidente Conte: “una prospettiva di ripresa economica e sociale”

Per dare un’idea dell’impresa che è stata compiuta dal governo, conviene fare riferimento alle parole del presidente Conte e dei ministri, che illustrano, certo, ancora un rosario di cifre essenziali, ma significative, il decreto. “Parliamo di 55 miliardi, pari a due manovre, due leggi di bilancio” afferma in conferenza stampa il presidente Conte dopo il varo del Dl Rilancio da parte del Cdm. “Sapevamo che il Paese era in attesa, vi posso assicurare che ogni ora di lavoro pesa perché sapevamo che dovevamo intervenire quanto prima” spiega il premier, aggiungendo che la “parola ora passerà al Parlamento. Con le forze di maggioranza ma spero anche con il contributo delle forze di opposizione questo testo potrà addirittura essere migliorato”. “Abbiamo lavorato a questo decreto nella consapevolezza che c’è un paese in grande difficoltà – continua Conte – e la manovra per fronteggiare questa fase dell’emergenza è una manovra che contiene anche le premesse perché questa fase di ripartenza possa già concretizzare una prospettiva di ripresa economica e sociale”. Il grido di allarme e le segnalazioni non sono sfuggite, prosegue Conte, e “questa fotografia dolorosa la conosciamo ed è per questo che ci siamo impegnati al massimo facendoci carico di questa sofferenza – assicura il premier – ce l’abbiamo messa tutta per rafforzare ulteriormente il sostegno a chi ha perso il lavoro, potenziando cassa integrazione e bonus per autonomi, e confidiamo che le erogazioni arrivino più speditamente di quanto successo fino ad ora, perché non ci sono sfuggiti i ritardi e stiamo cercando di rimediare con questo decreto per rendere alcuni passaggi burocratici ancora più spediti”. Ecco perché vengono introdotte misure di sostegno e di rilancio delle imprese per dare impulso alla crescita e accompagnare l’economia verso una pronta ripartenza con aiuti a fondo perduto, riduzione delle tasse, sconti fiscali, sgravi per affitti e per bollette elettriche che saranno ancora più leggere. Insomma, dice Conte, “aiutiamo anche le famiglie che hanno figli e che devono fare i conti con i problemi delle scuole, abbiamo un reddito di emergenza per le fasce che hanno bisogno di una maggiore protezione”. Ed ecco uno dei nodi centrali del provvedimento, le misure per il lavoro. “Per i lavoratori misure in campo cospicue, 25,6 miliardi, ci sono le risorse per rifinanziare e potenziare la cassa integrazione e i bonus autonomi” spiega Conte, che annuncia invece per le imprese “15-16 miliardi” e “tagliamo in pratica 4 miliardi di tasse per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato” sottolinea il premier menzionando lo stop alla rata Irap di giugno. “Per gli autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni separate Inps arriveranno 600 euro subito, perché saranno dati a chi ne ha già beneficiato” e “poi ci riserviamo di integrarli con un ristoro fino a 1000 euro” assicura il presidente del Consiglio. Tra le misure contenute nel decreto anche la tax credit per il turismo “fino a 500 euro per tutte le famiglie con Isee inferiore a 40mila euro”. Il dl rilancio prevede inoltre 1,4 miliardi per università e ricerca: “Avremo 4 mila nuovi ricercatori, ci auguriamo che tutti i nostri brillanti giovani che sono andati all’estero possano rientrare”.

Gualtieri: decreto significativo. Speranza: “pronti per una seconda ondata”. Bellanova, commossa: “gli invisibili saranno meno invisibili” 

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parla di “un decreto molto significativo e imponente sia per le risorse che mette in campo sia per gli indirizzi molto forti con cui sosteniamo le famiglie, le imprese e la sanità ma gettiamo anche le basi per la ripartenza e la ripresa dell’economia”. “Ci sono 3 miliardi e 250 milioni per il Servizio sanitario nazionale, una cifra che lo Stato mediamente investe in 2-3 anni e in un colpo solo abbiamo risorse molto importanti” afferma il ministro della Salute Roberto Speranza, indicando come l’obiettivo sia il rafforzamento della sanità territoriale. Nel decreto sono previste 4.200 borse per le scuole di specializzazione in medicina mentre i posti di terapia intensiva aumentano del 115%: “Alcuni scienziati parlano di una seconda ondata – avverte il ministro dobbiamo essere pronti”. “Per me e per la mia storia è fondamentale l’articolo sull’emersione dei rapporti di lavoro, da oggi per scelta del nostro governo gli invisibili saranno meno invisibili – afferma commossa la ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova – E’ una scelta chiara, grazie a Conte e Lamorgese che è stata una compagna di viaggio molto tenace. Da oggi possiamo dire che vince lo Stato che è più forte di criminalità e caporalato”. La ministra ha inoltre annunciato che “nel decreto c’è 1 miliardo e 150 milioni per sostenere la filiera agricola, finalizzato ai settori che più hanno sofferto come florovivaismo, agriturismo e vino, settore di nostra eccellenza che pure è entrato in difficoltà”. Sul tema della regolarizzazione dei migranti, il premier precisa che “non si è consumata una battaglia cruenta” e “da parte del M5S è stato richiesto un supplemento di valutazione, anzi vorrei ringraziare il Movimento 5 Stelle perché abbiamo approfondito alcuni aspetti”. Secondo Conte i numeri sono molto più limitati dei 600 mila immigrati di cui si parla da regolarizzare.

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