Kabul. Attacco contro un ospedale. Molti morti nel reparto maternità gestito da Medici senza frontiere

Kabul. Attacco contro un ospedale. Molti morti nel reparto maternità gestito da Medici senza frontiere

E’ salito ad almeno 24 morti e 16 feriti il bilancio dell’attacco di ieri contro un ospedale di Kabul, dove Medici Senza Frontiere gestisce il reparto maternità. Lo ha confermato il ministero della Sanità afghano, come riporta ToloNews dopo che ieri la Bbc parlava di due bambini e 11 madri e infermiere tra le vittime della strage. L’attacco, che non è stato rivendicato, è iniziato con un’esplosione probabilmente provata da un attentatore suicida e poi un commando di uomini armati ha fatto irruzione nella struttura nel distretto di Dasht-i Barchi, nella zona ovest di Kabul. Il ministero degli Interni ha dichiarato concluso l’attacco dopo cinque ore. I Talebani hanno subito negato ieri ogni responsabilità per la strage.

E’ stato un attacco “sconvolgente contro donne incinte, madri e i loro bambini appena nati” quello sferrato ieri al reparto maternità di un ospedale di Kabul gestito da Medici senza frontiere. Lo afferma la ong in una nota, in cui riferisce anche che tra i “molti morti” vi sarebbe anche “almeno un collega del nostro staff locale afghano”. Inoltre, una donna avrebbe dato alla luce un bambino durante l’attacco; madre e figlio sono rimasti illesi. “Medici senza Frontiere – si legge nella nota – è devastata dal terribile attacco di ieri contro donne incinte, madri e i loro bambini nel nostro reparto di maternità nell’ospedale Dasht-e-Barchi a Kabul. Mentre donne incinte e neonati cercavano cure mediche, in uno stato tra i più vulnerabili nella vita, un numero imprecisato di aggressori ha preso d’assalto la maternità con una serie di esplosioni e di spari, durati per ore. Msf condanna questo insensato atto di vile violenza, che è costato la vita a molte persone e ha privato donne e bambini di cure mediche essenziali a Kabul, dove l’accesso alle cure è già limitato”.

La maternità si trova nella parte occidentale della città, in un’area abitata da oltre 1,5 milioni di persone. Le attività mediche nella maternità di Dasht-e-Barchi sono state temporaneamente sospese. I pazienti sono stati evacuati negli ospedali vicini e il personale – conclude Msf – è stato portato in salvo.

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