Governo. Dopo 3 giorni di melina, Crimi, capo 5Stelle annuncia l’accordo politico sul Dl Rilancio. E la Cgil contesta la riduzione indiscriminata dell’Irap

Governo. Dopo 3 giorni di melina, Crimi, capo 5Stelle annuncia l’accordo politico sul Dl Rilancio. E la Cgil contesta la riduzione indiscriminata dell’Irap

Accordo in tardissima serata di martedì nel governo sulla regolarizzazione dei migranti. Lo afferma il capo politico del Movimento Cinque Stelle, Vito Crimi, sottolineando che “sul tema dei lavoratori stagionali, colf e badanti è stato raggiunto un accordo che ritengo soddisfacente, frutto di un testo modificato e migliorato rispetto a quello di domenica scorsa, che accoglie nostre esplicite richieste e mette al centro il lavoro regolare”. Poche ore prima, mentre le agenzie battevano il ventilato accordo politico, Luigi Di Maio aveva emanato una nota molto ambigua, che sembrava scritta ad arte per stanare i suoi colleghi 5Stelle nel governo e per il Pd. “Tutto il governo sta lavorando”, aveva scritto Di Maio “affinché il decreto Rilancio venga approvato subito: Il paese non può aspettare e nessuno provi a dividere il M5s”. Di Maio ha confermato il suo “sostegno al capo politico Vito Crimi e all’azione di governo. Non servono polemiche, l’Italia non le merita e io per primo ho sempre lavorato e continuo a lavorare affinché la maggioranza resti forte e compatta, prerogative quanto mai essenziali per rilanciare la nostra economia e dare risposte ai cittadini”.

Il Governo dunque varerà mercoledì il dl Rilancio da 55 miliardi di euro. L’accordo politico è stato raggiunto e questa notte servirà ai tecnici del pre Consiglio per limare tutte le norme. Il ministero dell’Economia assicura che “tutti i nodi sono stati sciolti ed è in corso la predisposizione del testo finale del decreto Rilancio, che recepisce tutte le modifiche tecniche concordate al pre-consiglio”. Essendo sospeso il Patto di Stabilità Ue ed avendo il Parlamento già votato in due tranche uno scostamento complessivo di 80 miliardi di euro, il ministero dell’Economia precisa che “non c’è alcun problema di coperture riguardo al decreto stesso”. Tra le norme, che verranno inserite nel decreto legge, c’è l’aumento al 110% dell’ecobonus e del sismabonus per le ristrutturazioni edilizie. I cittadini potranno cedere il credito d’imposta alle imprese e quindi si potranno fare determinati lavori in casa senza sborsare un euro. Per le imprese ci saranno diverse modalità di aiuto: per le aziende più piccole sarà possibile anche il finanziamento a fondo perduto. Verranno prorogate le varie tipologie di cassa integrazione, la Naspi, i soldi per gli autonomi e il blocco dei licenziamenti. Ci saranno interventi per la sanità (oltre 3 miliardi), per l’edilizia scolastica e per accelerare il pagamento dei crediti vantati nei confronti della Pubblica amministrazione. L’obiettivo primario del decreto legge rimane quello di contenere i danni della caduta del pil, che nel 2020 potrebbe essere a due cifre, con conseguente impennata del rapporto debito/pil. L’Italia ha nella Ue il secondo debito pubblico più pesante dopo la Grecia. Il dl Rilancio avrà anche uno stop all’Iva sulle mascherine. E’ prevista la cancellazione del saldo e acconto Irap di giugno per tutte le imprese da 0 a 250 milioni di fatturato. Verranno cancellati gli aumenti Iva previsti per il 2021. Ci saranno anche più congedi parentali, oltre all’accordo raggiunto sulla questione della regolarizzazione dei migranti.

E proprio sull’Irap si muove la Cgil, contestando al governo l’errore di agire in modo indiscriminato. “Abbiamo sostenuto la necessità di interventi che affrontassero le grandi difficoltà che stanno colpendo il nostro tessuto produttivo per effetto dell’emergenza Covid, a partire dai provvedimenti per garantire liquidità e sostegno alle imprese in crisi. Ma una riduzione dell’Irap in modo indiscriminato per tutte le imprese sotto i 250 milioni di euro, come si sta decidendo nel dl Rilancio, sembra rispondere a una logica completamente diversa” afferma infatti la vicesegretaria generale della CGIL Gianna Fracassi. “La leva fiscale è importante, ma deve essere selettiva, mirata – sottolinea – a salvaguardare l’occupazione nella prospettiva di sviluppo del Paese e soprattutto in un quadro di riforma più generale ispirata alla progressività e all’equità. La pandemia sta determinando un profondo cambiamento, con effetti sul versante economico e sociale pesantissimi: non si può affrontare tutto ciò con gli occhi rivolti al passato o con vecchie ricette”.

“Servono con urgenza – aggiunge la vicesegretaria generale – politiche industriali che governino i processi, con un nuovo protagonismo dello Stato che non può svolgere semplicemente il ruolo di regolatore, ma – conclude – deve dotarsi di strumenti per ricostruire le filiere produttive indicando le priorità e determinando le necessarie sinergie”.

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