Governo. Decreto “Maggio” ancora in alto mare. Conte chiede il sostegno delle parti sociali. Landini: “misure largamente condivisibili”

Governo. Decreto “Maggio” ancora in alto mare. Conte chiede il sostegno delle parti sociali. Landini: “misure largamente condivisibili”

Un intervento “cospicuo”. Lo definisce così il premier, Giuseppe Conte, parlando a Cgil, Cisl e Uil in videoconferenza. Il decreto maggio sta ancora prendendo corpo, ma il tempo diventa pericolosamente poco: le parti sociali chiedono di accelerare mentre le opposizioni soffiano sul fuoco. L’intesa nella maggioranza, però, non è completa e il dossier resta ancora aperto sul tavolo del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Ad oggi le certezze sono il Reddito di emergenza, la proroga di tutti gli ammortizzatori sociali attivati nel Cura Italia e l’aumento a 800 euro dei bonus per lavoratori autonomi, partite Iva e liberi professionisti bloccati ai box dal coronovirus. “Stiamo scrivendo un capitolo importante di questa dura prova, quello legato alle misure economiche. E’ un piano cospicuo, dobbiamo essere efficaci per sostenere famiglie, lavoratori e imprese”, ribadisce il capo del governo ai tre segretari confederali, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Conte non prova a infiocchettare verità di comodo e parla apertamente ai suoi interlocutori: “Non sarà la panacea di tutte le conseguenze negative che stiamo vivendo, ma stiamo facendo il possibile per limitare i danni”. Spera nella collaborazione delle parti sociali, anche perché “ci aspetta una fase difficile e tutti dobbiamo rimboccarci le maniche”. L’obiettivo di Palazzo Chigi è “non lasciare indietro nessuno”, proprio per questo motivo il premier rasserena i sindacati: “Siamo al lavoro per preservare i livelli occupazionali”. Sul piano pratico, però, restano i dubbi per quello che finora non ha funzionato. Nelle erogazioni delle casse integrazioni in deroga, ad esempio, si sono troppi ritardi. Ne è consapevole il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che da un lato assicura di stare lavorando a misure da inserire nel dl maggio “per provare a migliorare, rafforzare e semplificare queste procedure”, ma dall’altro bacchetta le Regioni “in alcuni casi lentissime a presentare le domande all’Inps”.

Il responsabile del Mef punta molto sulle risorse che verranno dall’Ue: quasi 200 miliardi in totale per l’Italia. Nel calcolo, però, è incluso anche il Mes, che potrebbe cubare 36 miliardi per coprire le spese sanitarie dirette e indirette. Gualtieri conferma che “nessuna decisione è stata presa” dal governo, ma se e quando ce ne fosse bisogno sarebbe il Parlamento a dire l’ultima parola. Per non turbare la maggioranza, però, sarebbe meglio accedere prima ai 20 miliardi dello Sure per finanziare gli ammortizzatori sociali, ai 40 del programma Bei ma soprattutto al recovery fund, che dovrebbe avere una dotazione di altri 100 miliardi circa. Ma “è necessario che sia già attivo dal 2020”, chiarisce Gualtieri. Anche da questo dipenderà la portata di fuoco del decreto maggio. Nel quale dovrebbe trovare spazio anche la misura che riduce gli orari di lavoro di alcune categorie, a parità di salario, in favore della formazione. L’idea è stata presentata dalla ministra Nunzia Catalfo ai colleghi Ue e prevede la creazione di un fondo per garantire gli stipendi. Il tempo però stringe e dal mondo produttivo arriva un solo appello: ‘fate presto’.

Landini: “incontro positivo, misure del governo in larga misura condivisibili”

La Cgil considera l’incontro con il Governo sul decreto Maggio “positivo perché l’impianto presentato contiene proposte in larga misura condivisibili sia sul versante del sostegno al reddito che sui temi relativi alle attività economiche e agli investimenti necessari per lo sviluppo del paese”. Lo scrive in una nota il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini sottolineando che è il momento di misure coraggiose per “andare oltre l’emergenza”. “E’ stata affermata – scrive – la volontà di proseguire il blocco dei licenziamenti per altri tre mesi, il prolungamento per ulteriori nove settimane della cassa integrazione, allungamento di Naspi e Dis-coll e l’estensione di misure di sostegno a lavoratori ad oggi non coperti (colf e badanti, lavoratori dello spettacolo, stagionali), oltre all’intenzione di rafforzare i fondi bilaterali. Inoltre abbiamo chiesto il ripristino dell’esame congiunto nel caso di cassa integrazione, tema sul quale abbiamo ottenuto una risposta positiva. Abbiamo sollevato il tema delle misure di conciliazione che devono essere potenziate ed estese a partire dai congedi. Riteniamo importante l’aumento di risorse sulla sanità, in particolare per terapie intensive e il rafforzamento dei servizi territoriali”. “Abbiamo espresso – ha detto ancora – un giudizio positivo sulla misura finalizzata alla ricapitalizzazione delle imprese e riaffermato la necessità di avviare un tavolo progettuale sulle politiche industriali e più in generale dello sviluppo”. Infine “abbiamo riaffermato – ha concluso – la necessità di dare forti risposte alle disuguaglianze e ai divari: per questa ragione sosteniamo gli strumenti di inclusione e in generale un forte contrasto alla precarietà per un nuovo modello di sviluppo che metta al centro il lavoro e dia risposte ai bisogni delle persone e dei territori”.

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