Governo, Conte vorrebbe accelerare il decreto Rilancio ma la maggioranza frena e rinvia, dopo una notte assai movimentata

Governo, Conte vorrebbe accelerare il decreto Rilancio ma la maggioranza frena e rinvia, dopo una notte assai movimentata

Il premier Giuseppe Conte vorrebbe accelerare sul decreto legge Rilancio, ma nella maggioranza frenano. Il testo del dl – che contiene misure ‘poderose’ che vanno da salute e sicurezza, al sostegno alle imprese e all’economia, alla tutela del risparmio e del settore creditizio – è arrivato sulla scrivania dei componenti dell’esecutivo solo domenica mattina alle 9.30. Una vera e propria manovra, con 258 articoli, datata sabato a mezzanotte e trenta, con su scritto ‘bozza non verificata’. Insomma il documento non è ancora definitivo, mancano all’appello alcune richieste da parte delle forze politiche che compongono la maggioranza, mentre altre non risultano dettagliate. E’ qui che tra i giallorossi si alza la voce di Italia Viva che chiede più tempo per esaminare il documento e quella dei pentastellati che invece si ritrovano nero su bianco alcune norme sul sostegno pubblico per chi acquista banche decotte. La tabella di marcia, che il capo del governo aveva in testa, viene quindi modificata.

Il preconsiglio slitta a lunedì mattina alle 11 e lascia spazio alla riunione, fiume, tra Conte e capidelegazione dell’esecutivo giallorosso. Alfonso Bonafede, Dario Francescini, Teresa Bellanova e Roberto Speranza attendono il ritorno del premier da Ciampino, dove si è recato al fianco del ministro Di Maio, per accogliere Silvia Romano. Una lunga discussione che mette in luce numerose ‘frizioni’ sul provvedimento. Unico nodo sciolto durante il confronto lo annuncia il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri: saldo e l’acconto dell’Irap di giugno “l’abboneremo”. Il Consiglio dei ministri, che doveva svolgersi in serata, insomma viene rinviato a lunedì pomeriggio, anche se dall’esecutivo non si esclude che in molti avrebbero chiesto un’ulteriore riflessione, tanto che si potrebbe decidere di farlo slittare anche a metà settimana. Sempre se gli animi si quieteranno, è il ragionamento, e con la quasi certezza che si partorisca un dl ‘salvo intese’. Quindi aperto a modifiche.

Oltre al capitolo banche, ci sarebbero di fatto diversi nodi: da quelli sul reddito di emergenza – che secondo la bozza sarà erogato in due quote – fino alle misure ancora non definite per Cig e l’ecobonus. Tra le novità invece figurano i contributi a fondo perduto destinati alle imprese con ricavi non superiori a 5 milioni di euro; il bonus ‘vacanze’ fino a 500 euro, un credito in favore dei nuclei familiari con un reddito ISEE non superiore a 35.000 euro; i 150 milioni per potenziare i centri estivi e contrastare la povertà educativa. Niente Iva su mascherine, gel disinfettanti e su tutti i dispositivi di protezione anti-Coronavirus nel 2020 e dal 2021 tutti questi prodotti avranno l’Iva agevolata al 5%. Previsto anche un premio fino a 1000 euro per tutti gli operatori sanitari, medici, infermieri, tecnici, in prima linea contro il Coronavirus. Confermata anche la cancellazione definitiva delle clausole di salvaguardia che prevedevano aumenti di Iva e accise a partire dal 2021 e il rinvio al prossimo anno di sugar e plastic tax.

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