Federconsumatori. Banche, ancora gravi criticità per domande Fir

Federconsumatori. Banche, ancora gravi criticità per domande Fir

Ancora gravi criticità nella presentazione delle domande di accesso al Fondo indennizzo risparmiatori. Tra ritardi, ostruzionismo e limitazioni dovute alla pandemia si rendono sempre più urgenti interventi del ministero delle Finanze e della Commissione tecnica. Lo denuncia Federconsumatori in una nota. “Da un lato – sottolinea l’associazione dei consumatori – molti cittadini si lamentano del fatto che, vista la situazione di emergenza, non faranno in tempo a presentare la domanda entro la scadenza fissata a giugno, dall’altro molti risparmiatori si lamentano del fatto che le domande presentate saranno esaminate solo terminata la fase di presentazione, con il rischio di un’ulteriore dilatazione dei tempi necessari per ottenere i rimborsi, infine non mancano le gravi criticità di ordine tecnico riscontrate nella presentazione delle domande”.

In particolare, in merito a tale questione, Federconsumatori ha scritto alla Commissione tecnica Fondo Indennizzo Risparmiatori e al ministro dell’Economia e delle Finanze per evidenziare alcune gravi problematiche: la banca non “fornisce al risparmiatore la documentazione necessaria per la presentazione delle istanze non forfettarie (documentazione che non può evidentemente esaurirsi nelle certificazioni e negli estratti – conto che vengono rilasciati per la presentazione di quelle forfettarie e che sono imprescindibili per avanzare domanda di indennizzo, dettagliando le violazioni massive e individuali subite dal risparmiatore); capita frequentemente di ricevere documentazione incompleta o non corrispondente a quella richiamata nella lettera accompagnatoria; laddove si tenti di reiterare la richiesta, evidenziando la difformià e/o la carenza della documentazione, si riceve un ingiustificato diniego sul presupposto che la ‘richiesta è già stata evasa’; a partire da marzo 2020 il portale Fir richiede la produzione di un altro documento in merito alle azioni affrancate, documento che non sempre viene però fornito dalle banche; alcuni istituti di credito non inseriscono nell’attestazione bancaria il prezzo medio di carico che è un valore necessario per la compiuta presentazione dell’istanza (trattandosi di un campo che va riempito obbligatoriamente, altrimenti la procedura di inserimento si blocca)”.

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