Ex Ilva. Falsa partenza azienda-sindacati. Chiesti ancora 10 giorni di proroga. Fiom Cgil: tempo scaduto

Ex Ilva. Falsa partenza azienda-sindacati. Chiesti ancora 10 giorni di proroga. Fiom Cgil: tempo scaduto

Falsa partenza tra A.Mittal e sindacati per l’avvio della trattativa sul piano industriale ed occupazionale degli stabilimenti dell’ex gruppo Ilva. La multinazionale dell’acciaio infatti ha chiesto al tavolo convocato oggi dal Mise in video conferenza, una proroga di 10 giorni per la presentazione del documento: il lockdown e la situazione di crisi dei mercati internazionali impongono, infatti, come spiegato dall’ad Lucia Morselli alla folta pattuglia di governo che oggi ha presenziato all’incontro, una “riflessione accurata”. Un rinvio accettato gioco forza da Fim,Fiom, Uilm, Ugl e Usb che di fronte alle rassicurazioni del gigante indiano di non voler lasciare il territorio italiano e alla conferma da parte dell’esecutivo, presenti Patuanelli, Gualtieri e Catalfo, di un prossimo ruolo attivo dello Stato in termini di investimenti diretti e indiretti nel gruppo exIlva, non hanno però abbassato la guardia. Le mobilitazioni, dopo lo sciopero di 4 ore di oggi in tutti i siti Mittal, andranno perciò avanti. I sindacati, d’altra parte non si fidano: l’unico accordo controfirmato e riconosciuto al momento dalle tute blu è datato 6 settembre 2018 e non prevedeva alcun esubero nell’occupazione complessiva della nuova Ilva acquisita da Mittal.

“L’Amministratore Delegato di ArcelorMIttal (Lucia Morselli, ndr) ha affermato di poter presentare il nuovo piano industriale entro 10 giorni. Per noi il tempo è largamente scaduto. Bisogna garantire il riavvio delle produzioni possibili, delle manutenzioni indispensabili, del risanamento ambientale e quindi il rientro dei lavoratori in tutti gli stabilimenti del gruppo consentendo una gestione della cassa integrazione in rotazione e traguardando il mese di giugno” dichiarano Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Gianni Venturi, responsabile siderurgia nella segreteria Fiom, commentando l’incontro in conference call con i ministri Patuanelli, Gualtieri e Catalfo, ArcelorMittal, commissari dell’Ilva in As e le organizzazioni sindacali. “Per la Fiom – aggiungono – è necessario mantenere lo stato di agitazione in tutti i siti per evitare il rischio che i prossimi dieci giorni si trasformino in un semplice rinvio di responsabilità, a cui il Governo e ArcelorMittal non si possono più sottrarre”. I sindacati hanno sollecitato il governo e ArcelorMittal a “mettere – sostengono Re David e Venturi – tutte le carte sopra il tavolo, vale a dire la conferma o meno degli impegni assunti con l’accordo del 6 settembre 2018: il relativo piano industriale, i conseguenti investimenti e assetti societari, i livelli occupazionali e il risanamento ambientale. Per il governo che ha confermato l’intenzione di entrare nella compagine societaria, e per ArcelorMittal non sarebbero in discussione le prospettive legate alla presenza del gruppo in Italia”. In particolare, “l’Amministratore delegato – concludono – ha confermato di voler mantenere formalmente e sostanzialmente tutti gli impegni assunti. Ma il punto è proprio questo. Fim, Fiom, Uilm non sono a conoscenza di tali impegni se non attraverso le dichiarazioni pubbliche”.

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